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Martedì, 08 Gennaio 2019 15:14  Asterio Tubaldi  Stampa  323 

Natalità in picchiata e declino demografico nelle Marche

Natalità in picchiata e declino demografico nelle Marche

nota della CGIL

Nelle Marche nascono sempre meno bambini e la denatalità cresce a ritmi preoccupanti. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’ISTAT ed elaborati dall’IRES CGIL.

Nel 2017 nelle Marche sono nati 10.699 bambini, record minimo storico. Rispetto all’anno precedente sono nati  813 bambini in meno (-7,1%), mentre, nell’ultimo quinquennio sono diminuiti di 1.964 unità (-15,5%). Il calo delle nascite rappresenta un fenomeno nazionale, che peraltro ha assunto un carattere strutturale, ma il trend di denatalità registrato nelle Marche è decisamente più alto sia di quello nazionale (-3,2 nell’ultimo anno e -10,9% nel quinquennio) che di quello delle altre regioni del Centro (-1,0% nell’ultimo anno e -14,0% nel quinquennio).

Diminuiscono i figli nati da genitori italiani (-7,3% rispetto al 2016 e -13,6% rispetto al 2013) ma, ormai da diversi anni, diminuiscono soprattutto i nati da almeno un genitore straniero (-6,1% e -24,9%); questi ultimi costituiscono l’8,9% dei bambini nati nelle Marche: valore in linea con la percentuale di cittadini stranieri residenti nelle Marche che si mantiene sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni.

Prosegue anche la tendenza alla diminuzione della fecondità: nel 2017 il numero medio di figli per donna nelle Marche scende a 1,25 (1,32 nel 2016), peraltro, inferiore sia alla media nazionale (1,32 a livello nazionale e 1,27 nelle regioni del Centro). Valori particolarmente preoccupanti se si considera che una popolazione, senza movimenti migratori, per rimanere costante nel tempo dovrebbe avere mediamente 2,2 figli per coppia.

Contestualmente nelle Marche crescono i decessi che nel 2017 sono 18.449, ovvero quasi il doppio delle nascite e in forte aumento sia rispetto all’anno precedente (+6,5%) che nel quinquennio (+9,4%), aumento superiore alla media nazionale e delle altre regioni del Centro.

A questi dati vanno aggiunti quelli di coloro che lasciano le Marche per l’estero: 4.692 persone nel 2017, in leggero calo rispetto all’anno precedente, ma che costituiscono comunque un numero rilevante anche considerando che si tratta solo della punta dell’iceberg di tutti coloro che emigrano all’estero, visto che l’ISTAT rileva solo coloro che hanno effettuato il cambio di residenza. Negli ultimi 5 anni, coloro che hanno lasciato le Marche per l’estero sono stati complessivamente 21.989: un numero impressionante soprattutto se si considera che tra di loro ci sono tantissimi giovani, soprattutto laureati, in cerca di migliori prospettive di lavoro e di vita.

A fine 2017, la popolazione marchigiana complessiva ammonta a 1.531.753 abitanti, ovvero 6.302 in meno rispetto all’anno precedente e 21.385 in meno rispetto al 2013: quindi è come se in un anno fosse sparito un comune come Pergola e in un quinquennio una città come Recanati!

Trend che consolida un forte squilibrio demografico con la riduzione delle nuove generazioni e l’aumento della popolazione anziana.

Secondo Daniela Barbaresi, Segretaria Generale della CGIL Marche, “questi dati evidenziano la necessità di affrontare il tema della denatalità nel nostro Paese e nella nostra regione con decise politiche per la maternità e paternità, e soprattutto garantendo adeguate prospettive di lavoro e reddito; lavoro stabile e retribuzioni adeguate che possano consentire soprattutto ai più giovani di formare una famiglia e decidere di avere dei figli. Politiche di sostegno alla natalità, concrete e incisive, a partire dalla garanzia di un’adeguata rete di servizi per l’infanzia, ben diverse dalle politiche dei bunus mamme o bonus bebè erogati finora che si sono rivelate inefficaci e sbagliate”.

“Da questo punto di vista anche la scelta del Governo di cancellare l’obbligo di astensione dal lavoro delle lavoratrici prima del parto va nella direzione sbagliata perché non si tutela ne la salute delle lavoratrici ne quella del nascituro, oltre a minare la libertà delle donne, soprattutto quelle più precarie e meno tutelate”.

Ancona, 7 gennaio 2018              

 

Nati, morti e cancellati per l'estero nelle Marche

Elab. IRES CGIL - dati ISTAT

 

 

2008*

2009*

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

diff.            2017-16

%                 2017/16

diff.             2017-

13

%                 2017/13

Popolazione al 31 dicembre

 1.569.578

 1.559.542

 1.541.319

 1.540.688

 1.545.155

 1.553.138

 1.550.796

 1.543.752

 1.538.055

 1.531.753

-  6.302

-0,4%

-21.385

-1,4%

Nati

      14.637

      14.620

      14.085

      13.856

      13.196

      12.633

      12.363

      11.904

      11.482

      10.669

-     813

-7,1%

-  1.964

-15,5%

Cancellati per l'estero

       2.379

       2.781

       2.544

       2.659

       3.158

       3.957

       4.111

       4.467

       4.762

       4.692

-       70

-1,5%

       735

18,6%

Morti

      16.437

      16.357

      16.222

      16.412

      17.116

      16.870

      16.826

      18.206

      17.322

      18.449

    1.127

6,5%

    1.579

9,4%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cittadini italiani

 1.438.545

 1.419.085

 1.394.951

 1.406.693

 1.405.355

 1.406.986

 1.405.666

 1.403.411

 1.401.856

 1.395.708

-  6.148

-0,4%

-11.278

-0,8%

Cittadini stranieri

    131.033

    140.457

    146.368

    133.995

    139.800

    146.152

    145.130

    140.341

    136.199

    136.045

-     154

-0,1%

-10.107

-6,9%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nati da italiani

      12.086

      11.963

      11.517

      11.235

      10.752

      10.441

      10.294

       9.987

       9.730

       9.023

-     707

-7,3%

-  1.418

-13,6%

Nati da stranieri

       2.551

       2.657

       2.568

       2.621

       2.444

       2.192

       2.069

       1.917

       1.752

       1.646

-     106

-6,1%

-     546

-24,9%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

% nati da italiani

17,4%

18,2%

18,2%

18,9%

18,5%

17,4%

16,7%

16,1%

15,3%

15,4%

 

 

 

 

% cittadini stranieri

8,3%

9,0%

9,5%

8,7%

9,0%

9,4%

9,4%

9,1%

8,9%

8,9%

 

 

 

 

 

* Sono compresi anche i 7 comuni della Valmarecchia passati all'Emilia Romagna nel 2010.

opinioni a confronto

5 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  09/01/2019 18:15  Anonimo610fabio

    LA CGIL ci fornisce i dati dell' ISTAT .Ma per formare una famiglia ci vuole due persone di sesso femminile e maschile. Minimo di eta 20 anni ; poi un lavoro per i prossimi 43 anni............ possibilmente nella stessa citta non uno a Berlino e latro a Pechino.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    0  0   Rimuovi


  • 1  09/01/2019 17:39  Anonimo521

    Chiuderà anche li materno-infantile del Salesi per calo nascite???

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    0  0   Rimuovi


  • 2  09/01/2019 13:36  Anonimo937

    Questi sono i dati per le Marche e per l'Italia. Però a livello mondiale in pochi decenni siamo passati da tre miliardi di abitanti a circa otto miliardi. Evidentemente da qualche altra parte di figli se ne fanno troppi e senza alcun criterio razionale. Qualsiasi intervento per il terzo mondo dovrebbe cominciare con forniture gratuite e continue di preservativi, pillole anticoncezionali, spirali e a tutte le forme civili e igienicamente sicure di controllo delle nascite. Forse avremmo anche problemi meno gravi con l'immigrazione .

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    1  0   Rimuovi


  • 3  08/01/2019 19:27  Anonimo450

    Sono una donna di quasi settant'anni e ho avuto due figli. Laureata, sposata, ho lavorato da tre giorni dopo la laurea fino al pensionamento. Se tornassi indietro sicuramente non mi sposerei e soprattutto mi guarderei bene dal mettere al mondo non dico due figli ma neanche uno. Quindi le nuove generazioni hanno guardato bene cosa hanno passato le loro madri e giustamente hanno tirato le somme. Per una donna avere figli è un clamoroso autogol. Se i figli nascono nell'ambito del matrimonio portano il cognome del marito, cioè rovinano la vita alla madre ma poi portano il cognome del padre. Chi si gioca la carriera, se mai aveva qualche ambizione, è la madre. Chi viene criticata, colpevolizzata, ricattata etc è la madre con ampio concorso di psicologi, assistenti sociali, insegnanti, giudici etc. Chi viene penalizzata sul lavoro, accusata di assenteismo e magari licenziata è sempre la madre. Poi le nuove generazioni dovrebbero fare figli, per quale motivo, per dare figli al a Dio, allla patria, al re, come si diceva una volta? Meno male che anche le donne straniere si stanno svegliando. Vi ricordate un Presidente della Repubblica che piagnucolava parlando di culle vuote? Guardate piuttosto come viene sostenuta la maternità nei paesi civili come la Francia e i paesi scandinavi.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    3  0   Rimuovi


  • 4  08/01/2019 18:03  Anonimo349

    Ma dove eravate quando la paga degli operai è diventata insufficiente per tirare avanti una famiglia.
    Invece di trovare ogni occasione per criticare gli altri, fate un esame di coscienza e cercate di proporre soluzioni adeguate.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    3  0   Rimuovi


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