Segnala il commento come inappropriato

Io dico solo una cosa:
prima di parlare o scrivere qualcosa nel merito, provate a vivere per tre mesi in casa con un paziente psichiatrico, tipo schizofrenico e poi , ma.… solo poi, potrete parlare, perché avrete potuto verificare la solitudine che vivono queste famiglie e la difficoltà nel relazionarsi con familiari/pazienti affetti da malattie psichiatriche, le difficoltà nel gestirli e contenerli ecc...
Va bene chiudere tutto, va bene non fare più trattamenti pericolosi, ma questi pazienti non sono consapevoli di stare male, di poter fare del male, vengono lasciati sulle "spalle" delle famiglie che vivono nella paura quotidiana. Nei momenti di tranquillità come in quelli di violenza il trattamento volontario per queste persone non è contemplato, non sono consapevoli di star male.
Durante le crisi sono dotati di una forza fisica, violenza e cattiveria difficilmente contenibili da persone comuni, da familiari.
Le famiglie devono essere supportate QUOTIDIANAMENTE, e i pazienti controllati QUOTIDIANAMENTE, perché per i loro i farmaci non sono una priorità e non capiscono l'importanza di prenderli con costanza.