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“La vita è, lo dicono i giuristi, il primo diritto in assoluto e va rispettata dal momento del concepimento sino alla morte.” E’ con queste parole introduttive che Gianfranco Fuselli, medico di base e presidente del Centro Aiuto per la Vita di Recanati, lancia la sua “proposta scandalosa”, come lui stesso la definisce, nel corso del dibattito organizzato dall’UDC e da altre associazioni cattoliche all’ex Teatrino dell’Assunta degli Ircer.

“Per il rispetto che ogni persona deve avere chiediamo che, se non in modo reale almeno simbolico, si possa dare una degna sepoltura ai bambini mai nati per scelta dei loro genitori. Chiederemo all’Amministrazione Comunale se c’è la possibilità di avere un fazzoletto di terra dove lasciare un segno di rispetto per la persona in modo da dare un’indicazione chiara a tutti i cittadini che vogliamo davvero ricostruire una società civile.”

Per Fuselli l’attuale società ha perso, purtroppo, molto di quello “che come genere umano e come persone civili ci permetteva di stare insieme. Ci stiamo sfasciando come società civile e siamo inevitabilmente destinati a scomparire.” Una proposta che farà molto discutere in città alimentando un dibattito che a livello nazionale sta già fermentando anche grazie al fenomeno delle “Sentinelle in Piedi” che stanno manifestando in tante città, non solo italiane, contro alcune proposte di legge, come quella per il riconoscimento delle coppie gay, con le quali, secondo loro, si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà.

Fuselli ci confessa che di questa sua idea ne ha già parlato con alcuni amministratori e con lo stesso sindaco Fiordomo che si è riservato di verificare la fattibilità del progetto non nascondendo le difficoltà, anche legislative, che esso comporta seppure alcune città italiane lo hanno già realizzato.

Emanuela Camilletti, segretaria del Centro aiuto alla vita, intervenendo nel dibattito ha illustrato l’attiva del sodalizio che in circa 8 anni di vita (è sorto nel 2006) ha aiutato a far venire al mondo 25 bambini e altri tre nasceranno a breve. Occorre, ha detto, “dare più fondi ai consultori familiari perché le donne che vogliono abortire cercano aiuto e per aiutarle abbiamo bisogno di fondi. E’ necessario, quindi, che le associazioni che si occupano della vita possano contare di più sulle risorse pubbliche.”

L’associazione, insieme al Movimento per la vita, è rappresentata in città da due medici di famiglia: Gianfranco Fuselli e Marco Buccetti. Il sodalizio ha sede in via Calcagni e lì avviene la raccolta di vestiti, farmaci, assorbenti, alimenti, come vasetti di carne e di frutta, passeggini e quant’altro che vengono distribuiti a chi, in difficoltà con i propri bambini, ne fa richiesta. Generalmente i minori sono seguiti nel primo anno di vita avendo come obiettivo quello di aiutare a far nascere i bambini di famiglie povere, dove la tentazione di ricorrere all’aborto potrebbe essere più alta, ma anche di aiutare, poi, per un certo periodo, le stesse ad assistere il loro figlio.