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Lunedì, 20 Febbraio 2017  Nikla Cingolani  Stampa  1373 

Intervista ad Alberto Marcelletti: “San Nicola reMade” chiesto da Sky Arte

Intervista ad Alberto Marcelletti: “San Nicola reMade” chiesto da Sky Arte

Il docufilm con le fasi lavorative del maestro Maurizio Galimberti, e realizzato dal regista Luca Giustozzi, in estate uscirà sul canale SKY Arte con successiva mostra a Milano.

di Nikla Cingolani

TOLENTINO. Il dott. Alberto Marcelletti, figlio dello storico farmacista Arnaldo, rivendica con orgoglio la produzione dello short film curato dal regista Luca Giustozzi, dove si documenta il lavoro dell’artista-fotografo di fama internazionale Maurizio Galimberti, svolto sugli affreschi del Cappellone nella Basilica di San Nicola chiusa dopo il terremoto del  30 ottobre 2016. Il breve filmato, dopo la richiesta di Sky, uscirà in estate e diventerà un docufilm con i momenti più importanti ed esclusivi tratti da 5 ore di riprese. Seguirà un’importante mostra a Milano con oltre 35 opere. Saranno esposti piccoli fotomosaici composti da 9 polaroid, fino ad arrivare ad opere monumentali formate da 250 immagini. Galimberti, con la sua tecnica di scomposizione e ricomposizione dell’immagine riesce a dare tridimensionalità a tutto ciò che ritrae. Si avrà perciò l’occasione di vedere gli affreschi in modo nuovo, sorprendente, unico e infinito. Marcelletti con grande sensibilità e amore per l’arte ha favorito una straordinaria produzione artistica, utilizzata come contributo culturale e strumento per migliorare non solo le proprie prospettive personali ma soprattutto quelle del territorio dove vive, sperando in una futura collaborazione con il dott. Moschini del Frau Museum. L’intento, infatti, è di portare all’attenzione dell’Italia e del mondo la realtà che si sta vivendo a Tolentino, dove la terra continua a tremare quasi tutti i giorni, dove un mese fa il sisma ha nuovamente gettato nel panico i cittadini lasciandoli per molte ore in gravi difficoltà e senza luce. Oggi il centro è puntellato, con zone transennate per crolli, sedi espositive impraticabili, edifici storici inagibili, come la basilica di San Nicola dove si sono verificati seri distacchi dalla facciata, e altri dal Cappellone. Marcelletti, ideatore e promotore del progetto “San Nicola reMade”, non poteva trovare titolo più appropriato anche se, precisa, mai avrebbe pensato al sisma. Il progetto è terminato nella primavera del 2016. La parola reMade -rifatto-, oggi acquista una seconda valenza: se prima indicava solamente il ripristino dell’immagine, dopo il terremoto, il termine si eleva ad un senso più profondo e sociale che corrisponde alla ricostruzione della città e della sua vivacità culturale e produttiva. Il progetto ha inizio nell’estate del 2013, quando Maurizio Galimberti, in una sua visita a Tolentino entrò nella storica farmacia di famiglia, una delle più antiche delle Marche, per pianificare il centenario della sua fondazione.  Dopo aver creato con una ventina di polaroid il ritratto del nonno ripreso da un quadro eseguito dallo zio Antonio Marcelletti, farmacista e pittore per diletto, Alberto invitò Galimberti a visitare la basilica di San Nicola e il bellissimo ciclo trecentesco d’affreschi. Poco dopo si accorse di una luce speciale nei suoi occhi e, trovato il coraggio necessario, domandò: “Maestro si potrebbe lavorare su queste stupende immagini con la sua tecnica? Mi sembrava di essere stato irriverente parlargli prima della farmacia poi del cappellone… troppa carne al fuoco.” La risposta arrivò poche settimane dopo quando l’artista ritornò a Tolentino e, stringendo la mano ad Alberto disse: “questa cosa la facciamo”.

Alberto, studioso della storia dell’acquaforte del ‘900, ha ereditato la passione dell’arte dal fratello della nonna, Alberto Francini un importante scrittore di testi su Mafai e Scipione pubblicati sulla rivista L’Italia letteraria. Ama l’arte contemporanea, nel suo studio troviamo le sculture in carta di Maurizio Penna, ed è profondo conoscitore del lavoro di Galimberti di cui è amico e collezionista. Tuttavia non ama definirsi tale e tantomeno mecenate anche se, visti i risultati, sembrerebbe il contrario.

 

Arnaldo e Alberto Marcelletti

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