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Mercoledì, 08 Marzo 2017 13:47  Asterio Tubaldi  416 

Oggi viviamo in una società violenta non solo contro le donne ma in generale contro i più deboli

Oggi viviamo in una società violenta non solo contro le donne ma in generale contro i più deboli

l'intervento di Lara Natalini, segretaria UDC Recanati

Mi piace pensare che il primo comunicato a mia firma, come nuovo segretario cittadino dell’UDC, sia in occasione dell’8 marzo, una data con cui da più parti si propone una riflessione sulla donna e il suo ruolo nella società.

Ad oggi anche a Recanati sono poche le donne che hanno un ruolo in politica e credo che la nostra realtà sia una delle poche che vede tante donne in prima linea: una scelta determinata dall’impegno e dall’interesse di chi aveva la voglia d’impegnarsi nelle idee e nei progetti dell’UdC.

Oggi si parla di donna e più che della sua vita il dibattito si è incentrato molto sulla violenza nei suoi confronti. Credo che sia un modo un po’ troppo limitato di affrontare il problema.

Oggi viviamo in una società violenta non solo contro le donne ma in generale contro i più deboli, contro i poveri, gli indifesi. I non nati sono fra i sottoposti a violenza. Allo stesso modo i nati: vediamo donne che partoriscono i propri figli per soldi e per soldi non sapranno più nulla di loro, contro bambini che non sapranno mai che significa “mamma” e che costruiranno la loro vita sul concetto freddo e astratto di “genitore 1” e “genitore 2”. Il tutto per soldi, il tutto per un falso concetto di diritto, il tutto in nome di una presunta capacità di manipolare la natura fisica e spirituale di ognuno di noi. 

Dover scegliere la separazione e il divorzio è un atto di violenza così come la menzogna, così come il linguaggio linciatorio a cui assistiamo quotidianamente in politica e in società è un atto di violenza. Anche una società improntata totalmente e soltanto sul profitto è un atto di violenza eppure queste non le riconosciamo come violenza ma anzi diventano diritti, diventano fari illuminanti della nostra politica e del nostro fare quotidiano.

Alziamo gli occhi, come donne e come uomini, e incominciano a dire che occuparsi solo di violenza è un fallimento della nostra società e incominciamo a invertire i nostri passi, a guardare con occhi diversi il nostro orizzonte, ad avere il coraggio non solo di rivendicare i diritti ma anche d’impegnarci a superare ogni forma di egoismo e di pensare non più solo a noi, entità singole, ma ad una comunità con un occhio particolarmente attento ai più deboli.

Come donna e come “segretaria” dell’UDC questo è l’impegno per il futuro, questo è il sentire di tutto il nostro gruppo di lavoro perché sia il cuore, e non solo il portafoglio, a guidarci nel necessario cammino per rendere migliore la nostra quotidianità.

Non mimose, non feste ma l’invito ad essere protagoniste, donne e uomini insieme, del nostro futuro.

Recanati, lì 8 marzo 2017

                                                                           Lara Natalini

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