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Domenica, 26 Marzo 2017  Nikla Cingolani  Stampa  466 

Premio Fotografia Arturo Ghergo 2016/2017

Il resoconto della premiazione

Si è svolta ieri pomeriggio presso il Teatro Rondinella di Montefano la terza edizione del Premio di Fotografia Arturo Ghergo.

A Maurizio Galimberti è andato il Premio alla Carriera mentre Alessandro Scattolini è stato premiato come Giovane Talento.

Ha introdotto la premiazione il Sindaco Carlo Carnevali il quale si è detto felice di “aver riportato a casa i Ghergo, una famiglia di autentici talenti.” Arturo Ghergo nel 1929 partì da Montefano per Roma, dove aprì uno studio in Via Condotti diventando un ritrattista di successo. La figlia Cristina è fotografa anch’essa mentre la sorella Irene è autrice televisiva e ha lavorato per anni con Gianni Boncompagni e Piero Chiambretti. Vittorio Salmoni ha sottolineato come, nonostante le condizioni proibitive data l’emergenza del sisma, la Regione rappresentata dalla dirigente Simona Teoldi, abbia avuto la giusta attenzione nel finanziare l’iniziativa. Pasquale Pozzessore, regista del documentario “Ghergo Bianco/Nero Colore”, ha ricordato con nostalgia lo studio di Ghergo: “Queste immagini sono state girate quando lo studio stava per chiudere, e con la sua chiusura si chiude un’epoca.” Cristina Ghergo presenta Sabrina Colle, madrina di questa edizione e interprete del docufilm dove “rappresenta la donna di Ghergo”. L’attrice e modella, amica intima di Cristina, ha vissuto un momento irripetibile. Ricorda Ghergo come pittore ed è stata felice di “partecipare alla bellezza di un’impresa”. Dennis Curti ha presentato Maurizio Galimberti, chiamandolo il “maestro dell’istantanea e Supereroe della fotografia perché non sbaglia un colpo.” Per Maurizio Galimberti, famoso per i ritratti a mosaico, la tecnica di Ghergo è inimitabile. Anche Galimberti con la sua Polarid crea ritratti unici lavorando sulla scomposizione e ricomposizione del soggetto, donando movimento all’immagine e restituendo le multiple sfaccettature dei personaggi raffigurati. Alessandro Scattolini nel suo lavoro dal titolo “Le piume di Baikal” suggerisce la nostalgia e la misura di un tempo “con strumenti che hanno a che fare con l’intimità piuttosto che con i numeri”. La visita di Vittorio Sgarbi è stata una vera sorpresa. Il critico facendo un tuffo nel passato ha ricordato il suo rapporto con la fotografia, quando, appena laureato, divenne assistente della cattedra di Tecniche della Fotografia al Dams, iniziando a lavorare con Italo Zannier. “Fu in quell’anno che si presentò a noi, con la sua prima opera memorabile, l’Atlante, Luigi Ghirri. E iniziarono le stagioni anche di altri giovani talenti di cui prendevamo coscienza, tra i quali Guido Guidi.” Dopo la premiazione Galimberti ha dato prova della sua tecnica eseguendo dal vivo il ritratto di Sabrina Colle, immediatamente composto, firmato e collocato in una cornice vuota, nella mostra dedicata ai fotografi, allestita presso lo spazio Ghergo, inaugurata poco dopo.

 

Al termine della cerimonia Fabio Mariani, recentemente nominato “encomiabile” dalla FIFA (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), ha donato a Galimberti il datario “Marche la Nostra Terra”, contenente le immagini di importanti fotografi, tra cui anche il maestro, che hanno documentato il territorio marchigiano. Il calendario nasce da un’idea dello stesso Mariani e di Matteo Guzzini per raccogliere fondi a favore della casa di riposo di Castelsantangelo sul Nera.

 

Maurizio Galimberti sarà a Tolentino lunedì e martedì alla Basilica di San Nicola dove completerà, con due opere, il progetto per  SKY Arte che comprende il docufilm “San Nicola reMade”. Il film realizzato dal regista Luca Giustozzi e promosso dal collezionista Alberto Marcelletti, comprende le fasi lavorative del maestro mentre fotografa gli affreschi del Cappellone.

 

Una curiosità: il Sindaco durante il suo discorso iniziale ha annunciato la scoperta di un arco moresco, rinvenuto dopo i lavori di ristrutturazione del teatro a seguito del sisma. “Era nascosto dall’intonaco; da una disgrazia è uscito un miracolo”

 

 

 

 

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