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Pillole Gigliane

Venerdì, 19 Maggio 2017  Nikla Cingolani  Stampa  1149 

Intervista all'artista Monaldo Moretti

Intervista all'artista Monaldo Moretti

Vincitore del Premio MAXXI con il suo gruppo ZAPRUDER filmmakersgroup

Appuntamento con l'Arte 15 maggio 2017 - Con l’opera Zeus Machine il collettivo degli ZAPRUDER filmmakersgroup (David Zamagni e Nadia Ranocchi di Rimini, Monaldo Moretti di Recanati) è il vincitore dell’ottava edizione del Premio MAXXI. Si tratta di un box dorato con un ingresso laterale da cui si può accede tramite una piccola rampa di scale. La piattaforma è sopraelevata e all’interno dell’area, chiusa e senza nessun rapporto con l’esterno, viene proiettato il video ispirato alle 12 fatiche di Ercole. Se la struttura fosse stata rotonda, per le sue caratteristiche prima descritte, avrebbe ricordato il Panorama di Robert Barker l’antenato del cinema brevettato sul finire del XVIII secolo, in cui la totale immersione da parte dello spettatore, in quello che all’epoca era considerata la prima forma di spettacolarizzazione della realtà, scatenò nuove fantasie di totalità e possesso. Infatti, attraverso immagini iperrealiste e mediate in modo massiccio, oltre ad essere un prodotto d’informazione, fu un mezzo potentissimo di propaganda politica. Per alcuni tratti sembra intercorrere una corrispondenza tra questa “macchina del visibile” e la “macchina mitologica”, secondo la definizione di Furio Jesi a cui si sono ispirati gli artisti, dato che secondo il mitologo “ogni mito è sempre il mito di un potere” e tutti i materiali mitologici lo fortificano e ne legittimano l’identità. (LEGGI L'ARTICOLO)

L’oro e Zeus, un binomio inscindibile. Da una parte il cubo dorato riporta al simbolo della Terra e alla mitica Età dell’oro, un tempo di sviluppo e abbondanza terminati proprio con l’avvento di Zeus e l’inizio della fatica e del dolore. Dall’altra la leggerezza del “sipario” che circonda la struttura. La sua percezione estetica rimanda alla “Pioggia d’oro”, una delle tante trasformazioni di Zeus diventato in quest’opera un affascinante luccichio. La spettacolare energia luminosa attrae per la sua bellezza ma può essere intesa come uno dei tanti giochi con cui il potere cattura e allontana dall’attenzione dalle responsabilità sociali di ciascuno.

Clicca sulla barra per ascoltare l'intervista 

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