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Martedì, 19 Settembre 2017 12:37  Asterio Tubaldi  5708 

Raffaele Giannotta, 92 anni, fascista

Raffaele Giannotta, 92 anni, fascista

Montefano. Ha già dato disposizioni precise ai suoi cari per il suo funerale: “sul manifesto funebre voglio che ci sia l’aquila e sotto il fascio. Nessuno me lo può impedire.” Raffaele Giannotta, classe 1926, porta i suoi quasi 92 anni con molta grinta e lucidità e vive ancora con grande passione la sua fede di un tempo, fedele sino alla morte a Benito Mussolini.  Sino al 1943 è vissuto a Roma dove ha fondato la prima sede del Movimento sociale in via della Scrofa. Nella capitale ha conosciuto e sono diventati suoi amici personaggi come Almirante Storace, Alemanno, Fini La Russa e tanti altri. Oggi vive a Montefano e nella sua casa è allestito un ricco museo di ricordi e documenti preziosi del periodo del ventennio ma anche molto foto degli anni successivi relativi sia alla storia d’Italia che a quella della sua città, Montefano appunto. “Ho raccolto, ci dice, tutta la storia del conte Guido Pallotta, che è morto in Africa buttandosi sotto un carro armato con una bomba per farlo saltare in aria. Grande eroe! Poi ho raccolto materiale sulla storia del fascio in Italia e a Montefano con tutti i nomi e cognomi di tanti fascisti.”

E’ vero che a tre anni era già figlio della lupa?

 

“certo, avevo appunto tre anni quando mio padre mi fece indossare la prima divisa da figlio della lupa, a 6 anni sono stato promosso balilla, poi a 11 anni avanguardista, a 17 anni sono partito volontario nella Milizia per la Sicurezza nazionale. Io ero a Roma alla 38° batteria contraerea quando è successo quello che è successo. Come posso io oggi, a 92 anni, cambiare le mie idee anche se mi dicono che i tempi son cambiati?”

 

Perché ancora oggi ha questa incondizionata stima per il Duce?

 

“Se so leggere e scrivere devo dire grazie a Benito Mussolini perché nel 1926 fu lui a istituire l’obbligo scolastico. Se non ci fosse stata  questa legge io non sarei mai andato a scuola. Mussolini è stato un grande e ai suoi tempi c’era il rispetto per le persone, per gli anziani, l’ordine. Se sgarravi andavi in galera e scontavi la pena sino all’ultimo giorno. Adesso non c’è più.”

 

Lo sa che vogliono varare una legge per mettere al bando ogni forma di propaganda del periodo fascista?

 

“Se io vado a Roma, lì Mussolini è presente in ogni angolo. Allora quella non è apologia fascista? Vado a Predappio e i negozi vendono souvenir dell’epoca fascista ma se io acquisto qualcosa ed esco fuori da Predappio e mi ferma la polizia mi vogliono sequestrare quello che ho perché non si può portare. Ma cos’è? Predappio non fa parte dell’Italia? Eppure lì c’è un’amministrazione di sinistra da 40 anni e lì hanno restaurato tutto.”

 

Non abbiamo detto ancora nulla della sua vita privata.

 

Sono nato a Faicchio, un comune italiano di 3.684 abitanti della provincia di Benevento in Campania il 23/05/1926. Poi mi sono trasferito a Roma al ministero degli interni come operaio e poi all’inpdab come custode. Nel 1939 sono venuto ad abitare a Montefano dove nel 1943 mi sono sposato con Rosalba Marchi dalla quale ho avuto due figli. Sono andato in pensione con una lettera di ringraziamento. Non ho mai ammazzato nessuno, non sono stato mai in tribunale, non sono stato mai condannato. Io sono un fascista pulito e voglio morire da fascista.”

 

Oggi quale tessera ha in tasca?

 

“La tessera di Fratelli D’Italia. La Meloni è molto brava. La politica di oggi mi soddisfa solo in parte. Ci sono troppi  aggruppamenti e non riescono mai a mettersi d’accordo perché manca il capo. Ho avuto un rapporto bellissimo con Almirante. L’ho conosciuto che non aveva neanche una lira. Era un grande uomo. Per 20 anni sono stato segretario di una sezione fascista a Roma, dal ’70 al ’90, un periodo brutto. Con lui siamo diventati un grande partito ma poi Gianfranco Fini lo ha distrutto per la poltrona di presidente della Camera.”          

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