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Giovedì, 11 Gennaio 2018  Nikla Cingolani  Stampa  705 

Il dialogo tra Lotto e Leopardi? Una forzatura

Il dialogo tra Lotto e Leopardi? Una forzatura

Il parere del dott. Sergio Beccacece

Appuntamento con l'Arte 8 gennaio 2018 - A vivacizzare il dialogo e il confronto culturare recanatese ci pensa il dott. Sergio Beccacece che in questa intervista spiega le ragioni per le quali considera la mostra "Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi" a cura di Vittorio Sgarbi, una forzatura.

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5 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  13/01/2018 14:28  Anna Maria Dalla Casapiccola

    E sempre commenti anonimi!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    0  1   Rimuovi


  • 1  13/01/2018 09:34  Anonimo772

    Pura provocazione per esserci

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    2  0   Rimuovi


  • 2  12/01/2018 19:23  Anonimo414

    e perchè non lo scrivi qui l'articolo?

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    0  0   Rimuovi


  • 3  12/01/2018 16:17  uomo che studia

    Meglio lasciar stare la questione del cofanetto con i resti del vestiario di Leopardi. La questione, se scientificamente deve essere trattata, dovrebbe essere precisa. Il cofanetto fu ceduto a Beniamino Gigli dal figlio del professor Zuccarelli, Armando, per la somma di lire cinquemila. Gigli designò poi il Comune quale custode dei preziosi resti.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 4  12/01/2018 15:58  Anonimo308

    "Una “unione di fatto”, come l’ha definita, ma assolutamente improbabile perché Leopardi non mai parlato del Lotto e perché non c’è nessun rapporto tra un illuminista ateo come era il Poeta e un uomo profondamente religioso come era il pittore." Già questa definizione andrebbe corretta perché pur considerando l'opinione consolidata di una certa critica riguardo l' "illuminismo ateo" di Leopardi, esiste pur un altra congrua parte di studiosi che non si trova d'accordo con tale affermazione. La spiritualità che emana dall'opera di Leopardi è infatti innegabile e il poeta andrebbe pensato come uomo in ricerca più che ateo tranquillo. Credo che anche un minimo dubbio non possa consentire di etichettare qualcuno. Un avvicinamento può essere benissimo lecito solo ripensando alle descrizioni poetiche leopardiane e a quelle visibili nelle tele del Lotto. Non importa se Leopardi non ha parlato dell'artista; molte volte si sono lette analogie che a certi occhi sono apparse altamente improbabili e che, pure, offrivano suggestioni. Non si comprende perciò perché avversare questa operazione che oltretutto, finalmente, illumina due tesori della nostra città. Pare dunque strano che sempre, come in altre occasioni, ci siano voci che si levano per critiche. Ma Recanati, ci pare, sembra abituato a questo modo di fare: mai lodi e sempre rimostranze.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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