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Lunedì, 22 Gennaio 2018 22:39  Asterio Tubaldi  2626 

Mille euro al mese è la spesa per i venti immigrati del progetto Sprar

Mille euro al mese è la spesa per i venti immigrati del progetto Sprar

Per i 20 immigrati, l’Amministrazione comunale nel 2016 ha deciso di aderire al sistema Sprar (sistema protezione richiedenti asilo rifugiati). Il progetto è partito il 31 agosto 2016 e per l’anno 2018 è stato già rinnovato. Il costo complessivo sostenuto nel biennio 2016-2017 è stato attorno ai 440 mila euro con un finanziamento ministeriale di 420 mila. Il Comune nel 2016 ha speso circa 4 mila euro e nel 2017 attorno ai 6 mila euro. Calcolando che sono 20 i giovani ospitati, per ognuno di loro la spesa è all’incirca di mille euro al mese. “Tutte le persone che sono state inserite nel progetto, ci tiene a precisare l’assessore Tania Paoltroni, sono già arrivate a Recanati con un titolo valido per il loro soggiorno in Italia”. In  città l’accoglienza, attraverso un bando pubblico, è gestita dall’associazione Gus (Gruppo Umana Solidarietà) ed è sua competenza occuparsi di tutto, dagli aspetti sanitari a quelli sociali, di accompagnamento, formazione e lavoro. Dal 31 agosto del 2016 sono stati avviati 6 corsi di formazione professionale (pizzaiolo, magazziniere, portatore di carrello elevatore, etc.) ed anche tirocini formativi nel campo della ristorazione e dell’agricoltura: 7 sono stati gli inserimenti lavorativi di cui 2 trasformati successivamente in un contratto a tempo indeterminato. “Per evitare che questi ragazzi si trovino solo ed esclusivamente a contatto con altri immigrati, spiega l’assessore Paoltroni, abbiamo evitato di farli stare tutti insieme in un unico luogo e sono stati collocati in vari appartamenti sul territorio recanatese dove viene garantito loro un contributo per il vitto, un kit invernale e estivo di abbigliamento, tutto quello che serve per la pulizia e l’igiene della casa e un pocket money, un contributo in denaro per piccole spese di 3 euro al giorno”. Ognuno di questi giovani può usufruire di tutte le eventuali cure sanitarie presenti sul territorio e sono aiutati dagli educatori del GUS a redigere un curriculum vitae, accompagnati ad iscriversi nelle diverse agenzie interinali e frequentano una scuola di italiano per conoscere la lingua.

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