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Venerdì, 02 Febbraio 2018 21:49  Asterio Tubaldi  Stampa  1618 

Fusione BCC Recanati-Colmurano con la consorella di Filottrano-Camerano: quali rischi per il personale?

Fusione BCC Recanati-Colmurano con la consorella di Filottrano-Camerano: quali rischi per il personale?

ce ne parla l'ex revisore dei conti Pietro Bitocchi

Sa che è una scelta inevitabile, quella della fusione della banca di Credito Cooperativo di Recanati-Colmurano con una sua consorella, molto probabilmente quella di Filottrano, ma quello che preoccupa il recanatese Pietro Bitocchi, revisore dei conti  dell’istituto di credito leopardiano sino al maggio dell’anno scorso, è il rischio, quanto mai concreto, che si dovrà procedere ad una riduzione del personale. Questo passaggio lo considera inevitabile.

“Sinceramente il problema da non sottovalutare, dice Bitocchi, è che ogni fusione comporta sempre dei tagli al personale dal momento che sono banche che confinano, non sono lontane l’una dall’altra e molti sportelli sono dei doppioni”. I tagli riguarderanno poi anche gli amministratori perché da due collegi sindacali si passerà ad uno, così il cda e il presidente. Resta l’incognita del comune capofila che secondo Bitocchi sarà Filottrano, secondo le indicazioni di Banca Italia. Comunque il problema maggiore resta il personale.

“Abbiamo nella Bcc di Recanati dipendenti, aggiunge Bitocchi, validi, qualificati. Io ho avuto modo di conoscerli direttamente. Mi dispiacerebbe, quindi, che venissero penalizzati. Inoltre, ricorda Bitocchi, oggi noi stiamo informatizzando tutta la nostra vita e con le possibilità che ci sono di fare operazioni bancarie on line già in tempi normali un numero così diffuso di sportelli sarebbe un’organizzazione da rivedere”. Si dice quindi contento di essere fuori dal Collegio sindacale sia perché quest’anno compie 75 anni e “largo ai giovani!” è il suo motto sia perché non sarà costretto a scelte difficili.

L’ex revisore dei conti ricorda che la BCC di Recanati-Colmurano “ha un prestito di 13 milioni di euro, che sta rimborsando, che allora ha permesso alla banca di sopravvivere e di far fronte ai debiti in sofferenza. Da allora si è molto rallentata in generale l’attività bancaria e di conseguenza l’economia del territorio. Sono convinto che un tempo il vecchio cda ha cercato di far sviluppare l’economia del territorio, magari rischiando senza pensare ad una crisi così devastante. Era la banca che dava una spinta all’economia, specie alle piccole imprese che avevano più difficoltà ad avere finanziamenti dagli istituti di credito a livello nazionale. Sono convinto che il vecchio cda ha agito pensando di farlo per il meglio. Chi oggi deve acquistare una casa o aprire un’attività si trova bloccato da una burocrazia eccessivamente prudente. C’è da aggiungere, infine, anche la situazione di precarietà sul posto di lavoro che rende tutto più difficile tanto da richiedere a volte delle cose oltre il normale buon senso come l’impegno da parte di tutti i familiari per avere garanzie”.

opinioni a confronto

15 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  05/02/2018 13:56  Anonimo308

    DI IMPIEGATI NE OCCORRERANNO DI PIU' PERCHE' CON UNA BANCA PIU' GRANDE AUMENTERANNO I LAVORI NEGLI UFFICI INTERNI.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 1  04/02/2018 16:15  Anonimo707

    Sembra un discorso degno di Pilato ... me ne lavo le mani...

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  • 2  04/02/2018 14:20  Anonimo849

    la banca è un'azienda....

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  • 3  04/02/2018 08:31  Anonimo203

    La storia, anche recente, della BCC recanatese non è tutta rose e fiori come qualcuno campanilisticamente vuol far credere. Anzi c'è stata qualche ombra pesante che l'ha portata sull'orlo del baratro.

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  • 4  03/02/2018 22:41  gianni bonfili

    voglio precisare che il mio è un discorso generale che vuole andare ben oltre il caso specifico.Anche si volesse accantonare la questione del costo del lavoro,come quella dei profiitti,io guardo con preoccupazione,ma su ciò parlano fior di esperti,al fatto di un'automazione galoppante che espelle forza lavoro perchè alla fine se le persone restano senza reddito in quanto disoccupate la platea dei consumatori diventa inconsistente e tutta l'economia va in sofferenza assoluta,salvo che non sia garantito un reddito a tutti,occupati o no,aprendo un problema di non poco conto : chi provvede alla copertura?

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  • 5  03/02/2018 21:23  Anonimo374

    10:21
    Signor Bonfili lei da persona intelligente quale banca sceglierebbe per gestire i propri risparmi e tenere un conto corrente,quella con il doppio di dipendenti con costi di gestione superiore o quella più automatizzata con costi di gestione dimezzati?
    Vede come siamo ipocriti,tutti guardiamo al risparmio e in un regime di concorrenza scegliamo ciò che ci conviene di più in barba a ciò che sta dietro che da quel risparmio che abbiamo c'è una riduzione di personale o sfruttamento.
    Supermercati docet o meglio Amazon docet!
    L'Importante è risparmiare!

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  • 6  03/02/2018 16:54  Anonimo980

    Allungando lo sguardo oltre la porta di casa, pur rimanendo sempre nelle Marche, ci sono già esperienze di fusione-incorporazione come quella che si ipotizza per la BCC recanatese. Lì si può vedere come hanno affrontato la questione di personale e sportelli. Piuttosto va seguito bene questo processo, affinchè il risultato sia positivo per l'economia locale e non ci preoccupi solo di una spartizione di poltrone, magari per accontentare qualche "trombato" della politica.

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  • 7  03/02/2018 16:36  Anonimo710 penso!!!

    Si si i costi i costi....ma ai dipendenti non si pensa mai, se sono in esubero che vengano pure mandati via... chi se ne frega... ma certo chi parla così facilmente ha il culo al riparo!!!

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  • 8  03/02/2018 12:45  Anonimo815

    Chi non è d'accordo con il Sig.Bonomelli dica quali soluzioni attuare per mantenere tutto l'organico che è in esubero.
    Le soluzioni sono due e la prima è abbassare gli stipendi e trasformare molti contratti in part time.
    La seconda è alzare i costi di gestione del conto corrente il che significa che in un regime di libero mercato i clienti emigrano in altre filiali meno costose a parità di servizio.
    Non c'è soluzione,troppe filiali non servono e se addirittura si giunge ad una fusione con Filottrano "BANCA SOLIDA PER VIA DEL TIPO DI ECONOMIA E RICCHEZZA CHE VIGE NELLA FILOTTRANO E DINTORNI",non possiamo pretendere che Filottrano venga spolpata per mantenere a galla l'istituto Recanatese.
    Non servono ne picchetti ne scioperi e ne proteste è la realtà odierna ben diversa da quella del '900 con la differenza che molti istituti si sono adeguati ai tempi ed altri no.

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  • 9  03/02/2018 12:43  Anonimo499

    la mia pensione depositata dagli enti erogatori alla Bcc dovra essere spostata alle poste ??? come mai andata così male e in calo una banca locale e solida e che elargiva mutui e prestiti ad artigiani e privati e andava benissimo????

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  • 10  03/02/2018 12:42  Anonimo449

    La BCC di recanati e colmurano è' una banca solida che scoppia di salute capace di espandersi sempre di più nel territorio e di assumere moltissimi bravi nuovi giovani impiegati.

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  • 11  03/02/2018 10:37  Anonimo547

    Sono stati per decenni dei privilegiati con i guanti bianchi e la puzza sotto al naso,.... è giunta l'ora , forse anche tarda, per rendersi conto di cosa significhi stare dall'altra parte del bancone !

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  • 12  03/02/2018 10:21  gianni bonfili

    Il problema è enorme perchè ha investito ed investirà ogni comparto data la tendenza di fondo di sostituire il lavoro umano con strumenti tecnologici sempre più evoluti.Quanto resterà del lavoro umano,fatta eccezione per qualche nicchia molto specifica,è destinato a trattamenti retributivi molto bassi a causa della straordinaria concorrenza che si verrà a creare e sarà un palliativo di poco conto lavorare meno per far lavorare altri.Ma il mercato vive grazie ai consumatori,platea costituita in gran parte da chi ha un reddito da lavoro,quindi l'intera economia rischia di andare in tilt.Siamo di fronte ad una situazione simile a quella della prima industrializzazione ma è difficile pensare che come allora il sistema riuscirà a reagire positivamente perchè sono profondamente diverse tutte le condizioni generali ed è noto che ogni causa ha i suoi effetti.Mi chiedo se la politica è preparata ad affrontare tale problematica,vista la sua debolezza a fronte dell'economia,come dimostra l'attuale globalizzazione.

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  • 13  03/02/2018 09:58  Anonimo373

    Quando senti parlare qualcuno così capisci perchè l'Italia è messa così

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  • 14  03/02/2018 00:21  Sig Bonomelli Filtro Fiore

    Tanto se ci sono esuberi occorre tagliare,almeno che i correntisti non siano disposti a pagare una maggiorazione dei costi di gestione del conto corrente!
    Lo volete capire o no che non siamo più nel '900?
    Oggi abbiamo banche on line con costi ridotti e le banche fisiche se vogliono reggere la concorrenza debbono ridurre le filiali automatizzare servizi sia attraverso sportelli bancomat tecnologici e sia con siti on line.
    la peggio sarà per i dipendenti ma era anche da capirlo che in quel modo non si poteva andare avanti!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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