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Domenica, 25 Febbraio 2018  Nikla Cingolani  Stampa  577 

Castelnuovo, la bella addormentata

Castelnuovo, la bella addormentata

Appuntamento con l'Arte 19 febbraio 2018

C’era una volta un rione dotato di una bellezza indiscutibile. La sua lunga storia, la più antica di Recanati, narra le vicende di un passato che spesso si confonde con la leggenda. I suoi abitanti con le loro botteghe artigiane, negozi, e attività ricreative, lo rendevano unico. Li distinguevano l’esuberanza, la cura, il coinvolgimento e l’orgoglio verso il loro quartiere, uno dei più importanti di tutto il borgo. Con il tempo le scuole, l’Istituto musicale nell’Ex Clarisse, l’asilo Carancini sono stati trasferiti, i loro edifici abbandonati e caduti nel totale abbandono. La maggior parte delle attività commerciali, una dopo l’altra, hanno serrato le loro vetrine e lentamente il quartiere è diventato un’appendice marginale che stava perdendo la propria linfa vitale. Dopo il sisma del 2016 anche la bellissima Chiesa romanica, con il pregiatissimo portale appena restaurato, ha visto chiudere i portoni. Un duro colpo per gli abitanti che, alcuni pur non frequentandola, trovavano in essa l’ultimo punto di riferimento rimasto. Quel fuoco interiore che alimentava l’anima del rione sembra essere spento, ma solo in apparenza perché sotto la cenere c’è ancora della brace ardente. Una volta l’anno, infatti, con il folk festival Amantica si riattiva la scintilla e, per un paio di giorni, si assiste ad un risveglio generale che riporta l’atmosfera vivace dei vecchi tempi, per poi sprofondare in un sonno profondo. Non può certo essere Amantica tutti i giorni, ma una parte di quello spirito dovrebbe rimanere continuamente vivo per allontanare quel senso di isolamento sempre in agguato e quel torpore che paralizza.

Come la bella addormentata, anche Castelnuovo aspetta di essere baciata da qualche prode cavaliere che scopra la sua bellezza e s’innamori dei suoi tesori.

In questa puntata con l’intervento del dott. Sergio Beccacece, viene presentata la proposta condivisa con il Comitato di Quartiere Castelnuovo, per la riqualificazione e il riuso del Complesso Ex Clarisse, protocollata il 17 febbraio all’IRCER, proprietario dello stabile.

Secondo Beccacece la riqualificazione potrebbe essere uno dei punti di programma che rappresenterebbe una bella sfida per i candidati delle prossime elezioni amministrative.

Più che un’idea, tra l’altro già molto sfruttata in altri paesi, è una provocazione per non far cadere nell’oblio un tesoro privato che, a tutti gli effetti, è patrimonio culturale dell’intero paese. L’obiettivo è creare un dibattito sul “degrado”, accompagnato dal concetto di “decoro”, spot molto politicizzato, che muova la sensibilità di chi ha il potere per cambiare le cose e far rivivere un luogo dall’alto valore identirario. (clicca qui per approfondimenti)

 

 

2 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  27/02/2018 23:23  Anonimo804

    mi dispiace per averlo letto solo ora.ma l'ipotesi di qualche anno fa per miniappartamenti per anziani alle clarisse,magari con la partecipazione delle case popolari,perchè non si è fatto più? centri vicini interventi del genere li hanno considerati ottimi investimenti!conformi alle funzioni dell'ente proprietario più della scuola Beniamino Gigli.....

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 1  25/02/2018 11:43  Anonimo631osservatore sbalordito

    Tanti bei progetti! ma di concreto mai nulla... prima di rianimare un "paziente" sarebbe meglio non ucciderlo...è da lungo tempo che il quartiere viene lasciato a se stesso sotto tutti i punti di vista, persino il trasferimento del parroco! il fulcro per il quartiere sarebbe certamente il complesso ex clarisse, ma progetti concreti e utili niente... solo sprechi...poi questo riguarda tutta la città, per un maggior afflusso di gente, insomma movimento... in generale, la popolazione deve aumentare, ma le nascite 0,costi delle abitazioni pari ad una città che ha tutto e di più, crisi nel lavoro, uffici istituzionali che chiudono, altri chiusi da tempo, per non parlare dell'ospedale, allora come si fa a movimentare sta addormentata città?

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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