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Bastian Contrario - rubrica curata da Asterio Tubaldi
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Pulitura delle targhe storiche

Sabato, 07 Aprile 2018 21:19  Asterio Tubaldi  Stampa  2300 

Recanati e la luce di quei vecchi lampioni...

Recanati e la luce di quei vecchi lampioni...

che fine faranno i vecchi lampioni sparsi per la città?

Non solo le piante ma anche i vecchi lampioni, con ancora il fascio littorio stampato, sono stati rimossi dal Colle dell’Infinito a Recanati. Che fine faranno quei reperti storici accessi per la prima volta nel 1937, in occasione del 1° centenario della morte di Giacomo Leopardi? Se lo chiede Antonio Baleani, consigliere comunale per la lista civica “Obiettivo Recanati” che da appassionato fotografo e di storia locale che non si è certo lasciato sfuggire quello che sta accadendo al Colle dell’Infinito. Il progetto, finanziato dal Ministero per i beni culturali, prevede anche l’istallazione di una più tecnologica rete di illuminazione pubblica, sulla base del progetto redatto dalla ditta recanatese I Guzzini Illuminazione, con l’istallazione di più moderni corpi luminosi.

Baleani, però, si dice tranquillo per le assicurazioni già ricevute dal responsabile del progetto, l’architetto Paduano dell’Ufficio tecnico comunale: gli 8 vecchi lampioni saranno ristrutturati e rimessi di nuovo al loro posto. La stessa cosa, però, molto probabilmente non avverrà con i sei lampioni che si trovano sul viale del Centro Nazionale di Studi Leopardi: opera più recente realizzata dalla ditta Neri, una delle migliori in Italia, scelti e fatti installare negli anni ‘90 per volere di Franco Foschi, allora direttore del CNSL.

Purtroppo nel passato non c’è stata molta sensibilità nel tutelare i vecchi lampioni e Baleani cita ad esempio quanto successo a Fonti San Lorenzo e nei giardini pubblici. Nel primo caso il perimetro del cortile esterno del centro sociale è tracciato da pezzi di vecchi lampioni con lo stemma del fascio che sono stati a suo tempo tagliati e posti a terra a delimitare l’area. Sono 4 lampioni posti al perimetro dell'area del sede del Centro Sociale fonti S. Lorenzo che sono stati tagliati: sul basamento è stata posta una sfera di plastica come luce. Quasi certamente questi 4 lampioni dovrebbero essere stati tolti dai giardini pubblici molti anni fa, istallati nel ventennio quando i giardini furono resi pubblici nel 1935. L'operazione di rimozione dovrebbe essere stata fatta negli anni 70-80, poi depositati nell'area della ex casa colonica del Colono Grufi, prima di proprietà degli Agostiniani poi, durante le lottizzazioni, passata nella proprietà del Comune e poi data come sede al Centro sociale Fonti S. Lorenzo. Su tutte le basi si nota un rettangolo accuratamente tolto poi riempito col cemento in cui era presente l'effige del fascio. Addirittura come  lavandino, sotto la cannella dell'acqua, è stata utilizzata un'altra base di lampione proveniente dal Colle. Ai giardini pubblici, durante i recenti lavori di messa a norma, stessa sorte è toccata a 5 lampioni che erano collocati sopra il muro dei giardini pubblici della circonvallazione: di loro oggi rimangono solo i basamenti da cui sono stati segati.

Baleani lancia, infine, l’invito a salvaguardare i 3 lampioni molto importanti, ancora più antichi, risalgono ai primi del ‘900 tanto che non hanno lo stemma del fascio ma il leone rampante, lo stemma della città, che si trovano uno fuori Porta Romana e 2 a segnare la vecchia porta d’ingresso di Montemorello. Si tratta dei primi lampioni comparsi in città con l’arrivo dell’energia elettrica.

 

 

 

 

 

 

opinioni a confronto

22 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  19/04/2018 11:07  Anonimo390

    La storia va tutelata non eliminata!! Diversamente, troppo si dovrebbe togliere....inutile elencare luoghi, edifici, costruzioni, simboli che fanno parte della storia del mondo. Patrimonio culturale che va assolutamente salvaguardato...
    Al Pincio....passeggiando, sembra di passare in un set cinematografico, parlo di fari, illuminazione...
    Che obbrobrio!!!!

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  • 1  14/04/2018 13:48  Anonimo957

    Infatti, come dice 20:52 i vecchi storici pali della luce potevano anche essere riutilizzati come supporto per i nuovi e moderni, lampioni e lampade a led.

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  • 2  10/04/2018 20:52  Anonimo827

    Ma perchè tutti confondono i fischi per fiaschi, le lucciole per lanterne?
    Cosa c'entrano i vecchi pali della luce decorati (che vanno salvaguardati
    come reperti storici della città) con lampioni e lampade comunque siano esse a tungsteno, neon, led o carbone, luminose o meno luminose?

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  • 3  10/04/2018 11:13  Anna Maria Dalla Casapiccola

    I commenti "Guzzini" assolutamente inutili e fuori posto. Il commento del sig.Tittarelli GIUSTO e intelligente.

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  • 4  10/04/2018 08:46  O zappatore

    Considerato ke Giacomino comincia ad essere vecchietto ... perchè non installare un bel' ascensore color " pisello" per salire sul colle ?!

    Ieri...aspettando che un semaforo rosso dalla vergogna diventasse verde ... osservavo ben 6 operai pensosi guardare il braccio di una gru volteggiare indecisa su cosa fare...forse aspettavano ke il passero solitario si posasse su di essa...

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  • 5  09/04/2018 20:29  turista a recanati

    Ci sono dei luoghi "sacri" e come tali andrebbero trattati, a dispetto delle troppo ovvie modernità... Siano esse lampioni o giardini che oggi all'occhio di qualcuno non troppo sensibile o preparato potrebbero apparire desueti, insufficienti al brillìo ecc... oppure boscaglie da "riordinare" e via così... Quante città sono state rovinate, nella loro immagine, da concetti densi di modernismo? Per fortuna ci sono ancora borghi che vantano amministratori "artisti" che forse pensano, nei loro interventi, al desiderio dei visitatori in cerca di immaginazione in penombra e di sogno.

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  • 6  09/04/2018 16:38  Anonimo583

    e poi: lei dice..."mi direte se era meglio prima, dove non c’era tanta luce (...) o adesso." Prego il signore che non l'abbiate illuminato a giorno. Studiare cosa fu il Romanticismo vi aiuterebbe nel vostro lavoro sul colle.

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  • 7  09/04/2018 16:28  Anonimo514

    caro sign. dipendente de iguzzini, non me ne voglia ma lei e' un tecnico e ragione come tale. Pero' un luogo che ha ispirato la letteratura piu' 'alta' della storia del nostro paese ha forse bisogno di un approccio piu' profondo e sofisticato. Per questo Ferretti (manco a dirlo supportato da iguzzini) e' stato estromesso ed e' stato portato a Recanato Pejrone (supportato dal Fondo per l'Ambiente Italiano).

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  • 8  09/04/2018 12:49  Nazzareno Tittarelli

    La cultura della propria storia passa anche attraverso questa vicenda. La questione, con buona pace di chi è paladino della propria ditta, è soprattutto di estetica. Ci sono lampioni tecnologicamente all'avanguardia che risultano un pugno in un occhio se installati là dove c'è uno stile urbanistico lontano anni... luce (sic!), magari a ridosso di mura rinascimentali.
    Quanto a certi allarmi "politici" e parte l'autentico significato del fascio littorio, non credo che uno-due lampioni con quel simbolo espropriato dal regime fascista siano un pericolo per la democrazia in Italia. Piuttosto bisognerebbe preoccuparsi di certi "nuovi" personaggetti che dilagano dappertutto, con la pretese di avere in tasca la verità su tutto. Lampioni compresi.

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  • 9  08/04/2018 21:58  Dip iGuzzini

    Il mio intervento era riferito al solo mantenimento di alcuni lampioni. Come ho scritto, relativamente a quelli realizzati prima del 1950 nulla da eccepire, mentre quelli della Neri del 1990 tanto vale toglierli dato che si possono ancora acquistare (quindi non sono antichi) e sono inutili in accoppiamento a quelli inseriti nuovi a LED.
    Per quanto riguarda l’evidenziare la iGuzzini era per contrapporla alla tanto acclamata NERI una delle migliori d’Italia, come lo è la IGUZZINI che è una delle migliori aziende al mondo e i suoi prodotti delle eccellenze come lo sono stati anche i prodotti della NERI. Purtroppo quando si interviene per la messa a norma di vecchi impianti con nuovi più efficienti purtroppo poi occorre aggiornare e talvolta togliere quello che c’è di vecchio e si trova ancora in essere altrimenti si rischierebbe in 100 anni di trovare come minimo 4/5 serie di pali diversi uno accanto all’altro. Infine per l’anonimo789 purtroppo chi non conoscesse il lavoro di progettazione illuminotecnica difficile poter giudicare: nel suo caso la sua valutazione è solamente soggettiva, senza ragion di causa, dato che forse di progetti illuminotecnici se ne intende poco: la scelta dei prodotti da installare viene condivisa in ogni suo particolare insieme dall’amministrazione e da altri professionisti (architetti e ingegneri), dopo opportune valutazioni anche di impatto ambientale.

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  • 10  08/04/2018 18:54  Acab

    i lampioni dovevano rimanere gli stessi , il corpo illuminante andava cambiato con uno studio da parte della guzzini ( azienda di indubbio prestigio.

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  • 11  08/04/2018 18:49  Anonimo734

    E dagli che Baleani insiste per restaurare tutti i lampioni, anche quelli che nel tempo (70-80 anni).hanno perso la loro funzione o sono stati sostituiti tutti o in parte per necessità pratiche.
    La storia passa e "macina" sia i manufatti che le buone o le cattive intenzioni.
    Capisco che invecchiando ognuno di noi sentiamo la nostalgia di quello che eravamo, ma non credo che vorremmo tornare ai simulacri dell'era fascista(ce ne sono già troppi a Recanati, come il centro studi o l'orribile sventramento di montevolpino) o dell'inizio del novecento con la distruzione del vecchio comune medievale e del convento dei domenicani, ecc.
    E allora perché non togliere i lampioni con il fascio e rimettere gli originali sabaudi?
    E potrei continuare all'infinito.
    Cerchiamo di modificare in meglio la città secondo criteri estetici e funzionali e non piangerci sempre addosso per i bei tempi andati.

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  • 12  08/04/2018 18:00  Anonimo270

    Caro dipendente iguzzini. Va bene, possiamo essere d’accordo sul fatto che i prodotti iguzzini siano tecnicamente eccellenti ma un “progetto” per un luogo sensibile e necessita molto di più che una mera analisi prestazionale dei prodotti venduti. il design di un prodotto illuminotecnica può essere eccellente per una strada di Las Vegas e allo stesso tempo non adatto per un parco letterario carico di memoria storica. Attendiamo con entusiasmo di vedere il colle dell’infinito restaurato ma non commettiamo l’errore di pensare che, solo perché si usano prodotti di qualità, il risultato sia necessariamente da elogiare.

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  • 13  08/04/2018 12:59  Dipendente IGuzzini

    ANONIMO701 se leggi bene l’articolo e le mie osservazioni faccio rifermiento a quei 6 lampioni che non saranno rimessi a loro posto e che sono stati realizzati dalla ditta NERI. Leggi meglio e poi comprendi la risposta realizzata sotto in riferimento solo a quei 6 lampioni tanto cari al sig. Baleani. Qui ogni occasione è buona per fare polemiche anche quando queste non dovrebbero esistere... secondo me.

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  • 14  08/04/2018 12:53  Antonio Baleani

    Credo che l'intervento del signore che lavora da i Guzzini Illuminazione sia del tutto fuori posto, perché nel mio comunicato non metto in dubbio la professionalità e la qualità e dei prodotti de I Guzzini, metto invece in evidenza la necessità di ristrutturare i vecchi lampioni esistenti che per ragioni di storia debbono restare al loro posto.
    L'anonimo 701, forse non ha ben compreso che prendo anche in esame il problema di altri lampioni storici importanti. Oltre a quelli che sono stati già tagliati e posti come delimitazione di un area di un centro sociale, in città sono presenti altri precedenti al ventennio ancora miracolosamente al loro posto di origine che debbono essere tutelati. Nel balcone del nostro comune son presenti bellissimi lampioni fatti da nostri eccellenti artigiani che simboleggia il fascio del littorio che per mio interessamento sono stati accuratamente ristrutturati alcuni anni fa.
    L'anonimo 243 nella sua furia demolitrice contro un periodo storico, pensa che si dovrebbe distruggere tutte le opere che simboleggiano il periodo fascista, in tal caso occorrerebbe distruggere mezza Italia. Potrebbe proporre anche la distruzione del monumento dell'Altare della patria a Roma che fu grande simbolo di riferimento fascista, il passetto di Ancona dove i fasci littori adornano ancora il monumento che nessuno ha mai pensato di togliere. Oppure lo smantellamento dei campi di concentramento come Auschwitz, Dachau, ecc.. ecc.. In nessun caso la storia deve essere cancellata, proprio per ricordare il passato bello o brutto, occorre che ogni cosa rimanga al proprio posto.

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  • 15  08/04/2018 12:04  Anonimo687

    "Voler irreparabile tempus", recita la scritta sotto l'orologio di Palazzo Venieri.
    Da sempre lungo la storia si sono sovrapposti e aggiornati i manufatti umani in base alle necessità dell'uomo.
    Qualcuno rimpiange i lampioni a gas?
    Penso che i primi lampioni e magari uno con l'emblema del fascio possono essere conservati nel museo storico, ma il superamento del sistema di illuminazione come quello urbanistico e' una necessità.
    Nel caso dei lampioni del Centro Studi se ne deve occupare lo stesso Centro che ne e' il proprietario e non il Comune.

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  • 16  08/04/2018 11:33  Anonimo597

    Non riesco a capire tutto il risentito pistolotto del dipendente della Guzzini illuminazione ! Per il resto del contesto, credo che se quei reperti appartenenti alla nostra storia andassero a remengo, sarebbe l'ennesima disgrazia a carico dell'ormai mitico "sfavoloso" primo cittadino di questa città. Dopo la talebana devastazione del parco dell'Infinito ora anche la distruzione talebana dei lampioni storici ! Ma dove l'abbiamo trovato !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • 17  08/04/2018 10:35  Anonimo789

    L’illuminazione dei giardini sopratutto le fontane colorate dimostrano come i progettisti e Guzzini non tengono conto del contesto ... per il colle e villacoloredo uguale togliere piante per sostituirle con altre impropriamente è uno scempio.... ma chi è l’architetto del comune che permette queste cose?

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  • 18  08/04/2018 09:52  Anna Maria Dalla Casapiccola

    Fascio o non fascio la storia è storia e non si cancella .I lampioni, Guzzini o non Guzzini, andavano lasciati perchè erano consoni al paesaggio e a Recanati. E' stata una pena anche il cambio di quelli delle mura qualche anno fa. In molte parti del mondo si cercano o si imitano i vecchi lampioni e noi non solo li togliamo, ma addirittura li tagliamo!.

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  • 19  08/04/2018 01:26  Dipendente iGUZZINI

    Se permettete dato che lavoro alla iGuzzini e conosco bene la Neri come azienda competitor volevo sottolineare che se la quest’ultima è una delle aziende migliori d’italia (ma con alterne fortune dato che fu venduta a Targetti che non la seppe avvalorare e 4 anni fa ripresa dai vecchi proprietari ed oggi è ormai un’azienda di limitata importanza nel mercato italiano ed europeo di apparecchi di illuminazione dato che non è riuscita a prendere al volo il treno della TECNOLOGIA LED) la iGuzzini illuminazione è una azienda di livello mondiale, leader in Italia e fra le prime aziende non Europa nel campo illuminotecnico di apparecchi dal interni de esterni ed i suoi prodotti sono delle eccellenze di Design ed tecnologia, che fa dell’innovazione uno dei suoi principali principi di sviluppo dei prodotti: ed è per questo che riesce oggi a dare lavoro a circa 1500 dipendenti in tutto il mondo e da garanzie lavorative a molti Recanatesi. Quindi d’accordo a recuperare i vecchissimi lampioni risalenti a prima del 1950, ma non ditemi che i Lampioni della Neri del 1990 sono di vitale importanza dato che i prodotti denominati “FIAMMA” che troverete a loro posto sono ottimi prodotti, sia sotto il profilo di design, prestazioni illuminotecniche, comfort visivo e sopratutto risparmio energetico dato che essendo a LED, rispetto a quelli della Neri consumano 1/5, fanno più luce e non devi sostituire la lampadina (vita stimata del LED, superiore ai 25anni, quelli della NERI ogni 3/4 anni cambiavi la lampada). Quando sarà inaugurato il parco vedrete anche gli altri ambienti sempre illuminati dalla iGuzzini e poi mi direte se era meglio prima, dove non c’era tanta luce e quella poca era al sodio ed arancione, o adesso. L’illuminazione di Villa Coloredo e i Giardini in piazza d’altronde sono una dimostrazione di come la iGUZZINI sia una delle MIGLIORI AZIENDE NON SOLO D’ITALIA MA ANCHE DEL MONDO

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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