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Lunedì, 02 Luglio 2018 22:15  Asterio Tubaldi  Stampa  1960 

Quale futuro per l'istituto Bonifazi di Recanati?

Quale futuro per l'istituto Bonifazi di Recanati?

persa l’occasione per il prossimo anno scolastico di chiedere il nuovo indirizzo cultura e spettacolo

Nonostante il collegio docenti avesse espresso la volontà di restare un istituto unico, al momento della votazione i docenti di Civitanova hanno espresso parere contrario al nuovo indirizzo per la sede di Recanati. Un’unione che di fatto diventa sempre più traballante.


Un collegio intenso e partecipato, l’ultimo convocato dall’Istituto Bonifazi, un collegio dal quale è uscita la mozione in cui la maggior parte dei docenti si auspica di restare uniti ed evitare accorpamenti con l’ITC Corridoni, per la parte civitanovese e con l’ITIS Mattei, per la parte recanatese. Questa scelta è scaturita dalla volontà di voler salvaguardare un patrimonio tecnico-professionale che negli anni ha contribuito notevolmente alla formazione di professionalità nei  rispettivi territori di riferimento e che potrebbe rischiare di essere disperso  se non tutelato  in futuri accorpamenti. Il restare uniti è però legato al doppio filo della cosiddetta autonomia, cioè ritornare nuovamente sopra la quota dei 600 iscritti e recuperare dunque la dirigenza persa lo scorso anno.

Con questo spirito il collegio si era riunito per votare in primo luogo l’ attivazione "Servizi culturali e dello spettacolo",  un nuovo corso professionale quinquennale  a  Recanati,  città della poesia che fa della cultura il suo vessillo,  sostenuto da più realtà culturali locali,  e l'apertura di una classe " Servizi per la sanità e l’assistenza sociale" anche  a Civitanova. Oltre ad ampliare e colmare un effettivo vuoto  dell'offerta formativa locale e offrire al territorio corsi aderenti alle richieste di mercato, l'attivazione di questi corsi avrebbe anche presumibilmente aumentato il numero degli iscritti e gettato  basi concrete per ritornare al fatidico quota 600.

Al momento della votazione, preceduta dalla mozione sul restare uniti o accorpati in cui il collegio aveva espresso una certa unità,  per l’attivazione del nuovo corso a Recanati  e l’apertura di una classe dei servizi sanitari a Civitanova  i risultati non sono stati quelli aspettati: su 94 docenti presenti, 41 hanno votato favorevolmente, di questi, solo poche unità, sotto la decina, sono docenti di Civitanova Marche, facendo naufragare la possibilità di chiedere agli organi preposti questa nuova articolazione. Articolazione che presumibilmente incontrerà difficoltà future a decollare, poiché i docenti di Recanati sono in minoranza numerica rispetto alle due sedi di Civitanova.
 

Dunque è lecito chiedersi, unione d’intenti reale o solo formale?  Perché una componente  importante dei docenti  ha preferito limitare le ambizioni di sviluppo e rinnovo dell’istituto?

In vista dei lavori di ristrutturazione della sede di Recanati, che ha ottenuto un finanziamento di 6 milioni di euro, non è forse più opportuno che la sede del Bonifazi sul colle dell’Infinito venga accorpata all’ITIS Mattei per creare un polo tecnico-professionale che risponda in pieno alle esigenze del territorio? Con una nuova sede ristrutturata e ampliata l’attuale parte recanatese del Bonifazi  non potrebbe ospitare una parte del Mattei, che da anni soffre di mancanza di spazi?

opinioni a confronto

5 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  04/07/2018 17:03  Anonimo608

    Vincenzo Izzo ? Non lo conosco,ma certamente è una persona seria e scopre
    il coperchio al malvezzo,che purtroppo da decenni inquina la scuola italiana alla BASE,quando ci si preoccupa dell'apparenza e non della sostanza,in vista
    dell' utile "particulare" e provvisorio, in barba agli interessi generali.Con questi chiari di luna hai voglia a fare riforme:le scrivi sull'acqua e nel vento!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 1  04/07/2018 14:53  Andrea Rosati

    Complimenti al collega Izzo per la sua analisi lucida e non faziosa, al contrario di chi, nascosto dall'anonimato, si permette di gettare fango contro un'istituzione scolastica che amo, perché la Scuola è fatta innanzitutto di persone, docenti, studenti e personale non docente. Posso testimoniare l'amore di tanti colleghi verso gli allievi al fine di donare loro il massimo possibile. Negli anni abbiamo formato tanti professionisti, continueremo a farlo con la passione che ci contraddistingue. Se si desidera gettare fango sul Bonifazi per scopi politici io non ci sto. Lasciate a noi docenti il lavoro che sappiamo fare: formare e supportare le nuove generazioni. La politica lasciamola fuori.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 2  03/07/2018 19:11  Anonimo548

    Che fenomeno di giornalista.
    Questa dell'istituto è un'area che ha grandissime criticità per ciò che riguarda viabilità e parcheggi.
    Si parla tanto di sicurezza e poi si vogliono implementare le attività di un Istituto che è logisticamente non sostenibile.
    Mantenere una scuola di qualsiasi livello dove i mezzi di soccorso non riescono ad arrivare ( VV.FF. no,ambulanze forse) è da scriteriati.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 3  03/07/2018 17:57  Vincenzo Izzo

    Permettetemi, da docente presente al collegio e alle discussioni collegate, qualche precisazione sulla riunione e sugli argomenti.
    Per aumentare gli iscritti e raggiungere quota 600, obiettivo di tutti, sono state avanzate in “extremis” (vale a dire all’ultimo collegio dei docenti) alcune proposte. Quella su cui si è votato era principalmente una: aprire un corso “Cultura e Spettacolo”, con un indirizzo e materie molto simili all’Indirizzo di Grafica e Comunicazione già presente al Bonifazi nella sede di Civitanova e contestualmente aprire un corso di Operatori Socio Sanitari a Civitanova, che è un indirizzo già presente nella sede di Recati.
    Questa proposta non ha convinto la maggioranza del collegio, e non è corretto dire che “al momento della votazione i docenti di Civitanova hanno espresso parere contrario al nuovo indirizzo per la sede di Recanati”. Alcuni docenti di Civitanova hanno espresso parere favorevole, così come alcuni docenti di Recanati hanno espresso parere contrario.
    Perché questo parere contrario della maggioranza? Provo a rispondere.
    1) Innanzi tutto non ha convinto la proposta in “extremis” e da più voci si è levata, nonostante si condividesse l’esigenza di rimodulare corsi ed indirizzi, una contrarietà a scelte non approfondite, emotive, fatte all’ultimo minuto, con discussioni frettolose tra 100 docenti, per lo più allo scuro di tutta la questione. Tanti docenti che hanno espresso il fatidico “parere contrario” auspicavano a più riprese scelte meno frettolose, la necessità di prendersi più tempo, di formare gruppi di lavoro che si facessero carico di ricerche e possibilità effettive per affrontare in modo più approfondito e meno superficiale la questione dei nuovi indirizzi.
    2) Non ha convinto neanche la proposta di un corso Cultura e Spettacolo a Recanati, molto simile a “Grafica e Comunicazione” di Civitanova e di uno “Operatori Socio Sanitari” a Civitanova, già presente a Recanati. Parte dei bacini di utenti sono i medesimi e sottrarci studenti reciprocamente non è detto che faccia aumentare gli iscritti.
    3) Non hanno convito nemmeno le due proposte da un punto di vista strategico, soprattutto di gestione ed utilizzo di eventuali risorse disponibili. Attivare un corso come Cultura e Spettacolo significa prevedere laboratori di grafica, fotografia, video, postproduzione, montaggio, web, social ecc.. Stiamo parlando di almeno 100.000 euro di attrezzature e laboratori che sono già presenti al Grafico di Civitanova. E lo stesso probabilmente per il corso “Operatori Socio Sanitari” a Civitanova che sono già presente a Recanati.
    4) Altri docenti, anche questi appartenenti sia alla sede di Recanati che di Civitanova, hanno espresso “parere contrario” alle due proposte perché convinti che quota “600” si possa realizzare non moltiplicando gli indirizzi, ma rilanciando, specializzando o articolando quelli che già si hanno, rispettando anche le vocazioni e l’eredità di un istituto e di un territorio. Vale a dire migliorare la formazione dei docenti, dotarci di un’infrastruttura didattica ancora più appropriata e all’avanguardia (aule, attrezzature, laboratori, software), saper promuovere il nostro istituto con nuove ed opportune attività di orientamento e di dotarci di un’efficace immagine coordinata che ora manca (vale a dire di un progetto comunicativo tra sito, social, manifesti, pieghevoli e gadget) capace di distinguerci, darci una più forte visibilità e una più forte attrattività all’esterno.

    Avrete certo capito che faccio parte di quei docenti che hanno dato “parere contrario” alle due proposte, però tenete conto che sono un docente precario del Bonifazi, della sede di Civitanova, indirizzo Grafica e Comunicazione, con orario part time e che avrebbe solo da guadagnarci dall’apertura di un corso “Cultura e Spettacolo”, visto che al suo interno sono presenti le materie che insegno. Semplicemente penso che con scelte veloci si possono fare tanti guai.

    Un abbraccio a tutti i colleghi di tutte le sedi e di tutti gli indirizzi.

    Vincenzo Izzo

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 4  03/07/2018 15:07  Anonimo481

    Una buona,anzi buonissima occasione per stilare un programma per l'anno scolastico 2018/19.
    Punto numero uno rispetto per il luogo in cui la scuola è "ospitata".
    Basta con i sacchi neri della spazzatura in bella vista quotidianamente nella via ( ma quelli del fine settimana dal sabato,domenica fino al lunedi per gioia dei visitatori del Colle e per gli abitanti della Via sono una vera eccellenza)
    Stop alle alle cicche di sigarette che gli addetti dell'Istituto lasciano in terra durante le loro "interminabili " pause.
    E poi l'utilizzo dei posti auto sulla piazzetta davanti alla scuola da parte del personale dell'Istituto generato anche da una serie infinita di permessi a tutti i livelli della struttura ( anche con la possibilità di accedere con tutto il proprio parco auto,recandosi al lavoro ogni giorno con una vettura diversa,non come prevista dai permessi rilasciati ai residenti con la targa indicata nell'autorizzazione).
    Nella speranza che ogni vettura impegni un unico posto auto e non due come talvolta succede e che non si continui a parcheggiare dentro il Colle come ampiamente documentato dai residenti ( stanchi ) ma residenti.
    Non è poco,questo progetto parla di rispetto,ordine e decoro.
    Una raccomandazione al solerte Tubaldi : non censusare questo post.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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