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Sabato, 14 Luglio 2018 21:18  Asterio Tubaldi  997 

Sanità: pur se prenotato da tempo, la visita oculistica non si fa. Vada a pagamento!

Sanità: pur se prenotato da tempo, la visita oculistica non si fa. Vada a pagamento!

E’ proprio vero che a pagare è sempre l’ultima ruota del carro. Nel caso di un cittadino, che si è trovato a non poter fare una visita oculistica all’ospedale di Macerata, la colpa, secondo quanto scrive l’Area Vasta 3 all’utente stesso, che aveva formalmente segnalato questo disservizio, è del Cup che avrebbe commesso un errore al momento della prenotazione. Ma le cose non sembrano proprio essere andate così e non sembra proprio corretto che la colpa possa ricadere semplicemente sul povero impiegato addetto a ricevere le prenotazioni. Vediamo perché.

L’anziano recanatese, 74 anni, con diversi esiti in passato di ischemia, si è recato il 16 maggio scorso al  reparto di oculistica per una valutazione del campo visivo. L’appuntamento era stato preso tramite Cup a novembre 2017. Ad accompagnare l’uomo, che non ha la patente, la nuora che è costretta a prendere un permesso per assentarsi dal lavoro. L’esame era previsto alle ore 10.30. Ma appena si presenta, riferisce il figlio dell’anziano recanatese, che ha posto poi tutto nero su bianco, inviando una nota di protesta all’Area Vasta 3, “lo specialista, che era presente, dice ai miei genitori che quell'esame non è più fattibile presso l’ospedale, anche se il macchinario è lì presente, e che, pertanto, può essere effettuato a pagamento solo presso la struttura ospedaliera di San Severino Marche”.

Ma come, continua il figlio, stiamo di fronte ad una persona con disabilita che per spostarsi da Recanati a Macerata deve affrontare disagi e poi si deve sentire “trattato come se non fosse nessuno” Inoltre, aggiunge ancora il figlio dell’uomo, “noi cittadini paghiamo le tasse e non possiamo sentirci dire che l’esame prescritto dallo specialista e dal medico di famiglia non si può fare, pur in presenza del macchinario, per la mancanza di un responsabile che possa firmare la risposta del referto”. Di quanto è accaduto è stato coinvolto anche il Tribunale del Malato.

Singolare la risposta dell’Area Vasta 3, giunta dopo un mese. Il funzionario si scusa a nome dell’Azienda chiarendo che quanto è accaduto “è stato causato da un errore al momento della prenotazione” perché l’operatore avrebbe dovuto sapere che “le prestazioni specialistiche effettuate per accertamenti medico-legali a fini pensionistici o per il rilascio della patente di guida devono essere erogate al di fuori dell’attività istituzionale e a completo carico del paziente in quanto non rispondenti ai fini della tutela della salute collettiva”. Ma l’uomo si era presentato con una richiesta del suo medico specialista per controllare il campo visivo e non era scritto da nessuna parte che era per fini pensionistici né tanto meno per il rilascio della patente dato che non l’ha, per giunta, mai conseguita in vita sua.

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