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Venerdì, 20 Luglio 2018 15:17  Asterio Tubaldi  Stampa  1109 

Questa mattina cerimonia di riapertura della tomba Gigli

Questa mattina cerimonia di riapertura della tomba Gigli

Un lungo lavoro di restauro condotto dal maestro restauratore Simone Settembri ha consentito il completo recupero di uno dei monumenti più importanti di Recanati. La soddisfazione del Sindaco Francesco Fiordomo e dei parenti del cantante lirico, per aver ridonato alla città un prezioso manufatto storico nel suo splendore artistico. La tomba attrae visitatori da ogni parte del mondo e il restauro è stato reso possibile dall'Art bonus e dalla grande partecipazione sociale di aziende e cittadini.  

 

Recanati – 20 luglio 2018 - Completato a Recanati (MC) il restauro della tomba monumentale dove è sepolto il celebre tenore Beniamino Gigli. Un intervento atteso da tempo in quanti la tomba versava in pessime condizioni per le infiltrazioni di acqua che avevano danneggiato la struttura e gli affreschi all'interno. Il Comune di Recanati ha tentato con successo la strada dell'art bonus per recuperare i fondi necessari. Buona la risposta da parte di singoli cittadini, dell'associazionismo legato alla figura di Beniamino Gigli, della stessa famiglia e dello Sferisterio di Macerata che qualche anno fa organizzò una serata per promuovere il progetto. Decisivo anche l'intervento della Regione Marche. Affidato al maestro restauratore marchigiano Simone Settembri, noto per anche per il suo lavoro ai Musei Vaticani nelle stanze del Raffaello.

 

"Il recupero ha richiesto due anni di lavoro e l'uso di moderne tecnologie che consentiranno il mantenimento delle pitture – commenta il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo - La città doveva al grande Beniamino Gigli questo intervento, perché la sua tomba, oltre ad essere luogo della memoria, è anche il posto simbolico dove si recano tantissimi ammiratori che arrivano da ogni parte del mondo. Personalmente ho potuto vedere molti studenti coreani commuoversi davanti alla tomba del maestro. Conoscevano solo la sua voce e la sua tecnica e nel nome di Gigli la città ospita una Civica Scuola di Musica con 400 allievi, un corso di canto lirico, iniziative nelle scuole e una stagione operistica sia invernale che estiva con il Maestro Riccardo Serenelli, che continua ad essere un successo. Sono molto contento per il maestro Vincenzoni che da decenni, inascoltato, chiedeva di rendere decoroso il movimento. Oggi è una giornata particolarmente felice per Recanati".

 

L'art bonus come strumento di tutela e restauro del patrimonio culturale e artistico.

 

Con l'art bonus il comune di Recanati ha una grande dimestichezza. Il film di Mario Martone "Il giovane favoloso" si è avvalso dei 2 milioni di euro raccolti tra gli imprenditori marchigiani dall'avvocato recanatese Paolo Tanoni. Idem per il recupero della Torre del Borgo e del Portale di Sant'Agostino. Le proposte culturali dell'Amministrazione promosse e sostenute concretamente da cittadini e associazioni.

 

La tomba di Beniamino Gigli a Recanati

 

La tomba del grande tenore recanatese Beniamino Gigli (1890-1957), si trova nel Civico Cimitero del Comune di Recanati. Fu lo stesso artista intorno al 1930 a commissionare l’opera al fratello, Prof. Catervo Gigli, diplomato in Belle Arti e scultore, che progettò il mausoleo di famiglia ispirandosi ai più antichi monumenti funebri della storia, le piramidi egizie.

Il monumento ha infatti una forma piramidale a base quadrata ed è interamente realizzato in conci di travertino. Le spoglie dell’artista sono conservate nel sarcofago marmoreo posto dinanzi all’ingresso. La piramide poggia su un basamento decorato con una greca scolpita a bassorilievo con elementi fitomorfi ispirati alla pittura egizia. Le stesse decorazioni scolpite sono presenti sui 12 pilastrini in travertino che delimitano il perimetro esterno del marciapiede. L’ingresso al monumento funebre è sottolineato da un magnifico portale in marmo in stile egizio, a bassorilievo con simboli cristiani e pagani. All’esterno, ai lati del portale, due statue bronzee, realizzate dallo stesso Catervo, raffigurano le virtù teologali: Fede (donna che porta la croce) e Carità (donna con bambino).

L’interno del mausoleo è completamente dipinto a tempera a secco dal maestro recanatese Arturo Politi, su cartoni del maestro Biagio Biagetti (1877-1948).

Nella parete di fronte all’ingresso, sopra il sepolcro marmoreo del Tenore, all’interno di una mandorla di luce colorata con particolari a foglia d’oro, risalta la figura del Cristo risorto nel giorno del giudizio fiancheggiato da due angeli inginocchiati che reggono una lucerna ciascuno. Agli angoli delle due pareti laterali sono dipinte altre quattro figure di angeli con lanterne e altri oggetti simbolici, collegate in basso da un’iscrizione.

Perché era necessario restaurare il monumento

La pavimentazione del marciapiede in lastroni di travertino che circonda il perimetro, presentava sollevamenti e cedimenti del piano di calpestio dovuti all’assenza di un’efficace sistema di regimazione delle acque meteoriche e all’interferenza delle radici degli alberi.

Le superfici in travertino erano "impolverate" e con evidenti e diffusi annerimenti prodotti da depositi di varia natura. Il basamento lapideo presentava incrostazioni di tipo carbonioso e macchie di ossido di rame causate da percolazione dell’acqua piovana dalle sculture bronzee.

Sulle pareti e sulla cornice del portale d’ingresso si evidenziava l’erosione superficiale dell’acqua piovana che l’azione meccanica (dilavamento), chimica (solfatazione) e biologica (muschi, licheni e alghe) con la disgregazione e caduta progressiva dei giunti stilolitici e relativa formazione di microlesioni superficiali, e successiva infiltrazioni d’acqua verso l’interno.

L'umidità da infiltrazione e da risalita capillare sulle pareti era favorita dalla pendenza della strada che fronteggia il monumento facendo convogliare l’acqua a ridosso del marciapiede lapideo.

Sia il cancello che la griglia a pavimento, in ferro e lega di rame con decoro a rami di ulivo, sono stati nel tempo impropriamente, approssimativamente e ripetutamente ridipinti con smalto, facendo perdere le peculiari caratteristiche della finitura originaria del metallo dal colore naturale unito alla doratura dei dettagli ornati e la delicatezza e armonia dei disegni e delle forme.

Le statue bronzee poste ai lati del portale di ingresso erano infine ricoperte da una coltre di polvere mista a sedimenti organici. Sull’impianto decorativo interno si potevano osservare evidenti e numerose lesioni, rigonfiamenti e distacchi degli strati pittorici dovuti alla presenza diffusa di umidità da risalita capillare.

Anche l’intonaco risultava rigonfiato e distaccato in più punti soprattutto al di sopra della zoccolatura perimetrale interna in marmo grigio.

INFORMAZIONI SULLA FRUIZIONE E ORARI DI APERTURA

L'orario di apertura del cimitero civico è:

dalle ore 07.00 alle ore 19.00 (da Maggio a Settembre)

dalle ore 08.00 alle ore 17.30 (da Ottobre ad Aprile)

 

opinioni a confronto

20 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  28/07/2018 18:20  anonimo 442

    Gentile signor Spartacus, chieda alla sua nipotina di trovarle su Wikipedia la biografia di Alan Turing e la studi attentamente. Questi uomini sono morti per le loro idee e per le persecuzioni di esseri indegni che rovinavano la vita agli altri con la Bibbia in mano. Il perseguitato Alan Turing aveva grandemente contribuito, prima, a far vincere la guerra al loro ingrato paese.

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  • 1  28/07/2018 11:32  anonimo 654

    Per carità , la polemica finisce qua , ma, per rispetto della lingua italiana che è patrimonio comune, bisognerebbe dire .. " non vorrei che si arrabbiasse lei" usando l'imperfetto congiuntivo e non il presente dopo il verbo volere coniugato al condizionale presente.

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  • 2  27/07/2018 14:15  Spartacus: Homo insapiens vs Homo sapiens

    Bene Anonimo 408, 442 et 654, l'avrei scommesso che si sarebbe... attaccato all' H, oltre a disquisizioni latine o convenzioni scientifiche, per far notare la sua "cultura", che, mi permetta, anche la mia nipotina, basti che vada su Wikipedia, la può surclassare. Non ho messo l' H perché l'ho ritenuta insignificante (anche se lo avevo notato) perché era il senso di UOMO che mi premeva, e non la definizione latina di Homo. Vede io ho una mia frase (molto personale) che dice: Istruito non vuol dire anche intelligente. Spiegazione: se imparo cento poesie famose a memoria, non vuol dire che sono anche intelligente: poi bisogna capirle. Comunque non si preoccupi della mia salute, ci penso benissimo da solo, nonostante i suoi... consigli. Poi che lei entri nella vita di persone come Verdi o Gigli pontificando sulle scelte che avrebbero dovuto fare (secondo lei (Sic!)), vivendo nel 2018 e non 80 anni fà, beh... mi rifaccio alla mia frase. Concludo dicendo che Dio (la Natura) ha creato maschi e femmine, per consentire la procreazione, compresa quella umana. Per lei è un' errore, ma per fortuna lei non è ne Dio ne il creatore della Natura e le cose, nonostante i vari sotterfugi scientifici, stanno ancora così. Se ne faccia una ragione. Ora non vorrei che si arrabbi lei, sa... per la salute.

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  • 3  27/07/2018 07:53  Anonimo654

    Per il signor Spartacus, se vuole classificare come Homo insapiens la persona con cui sta in polemica, si ricordi di mettere la acca davanti a Homo altrimenti lei potrebbe potrebbe essere definito, almeno per quanto riguarda la conoscenza del latino, Homo ignorans. Si ricordi anche che il genere va scritto con la maiuscola e la specie con la minuscola e questo per convenzione scientifica internazionale, sia per nomi latini di animali che di piante.

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  • 4  26/07/2018 23:22  Anonimo442

    Signor Spartacus, chiarito che sia lei che io propendiamo al fatto che i figli di Beniamino Gigli nati fuori del matrimonio abbiano finalmente la visibilità che spetta loro, e concesso pacificamente che Beniamino Gigli avesse la più bella voce del secolo, non vedo perché si arrabbia tanto se io sono favorevole alle famiglie arcobaleno. Le fa male alla salute!
    Magari il signor Beniamino Gigli avrebbe potuto chiedere l'annullamento del matrimonio (questione di vile denaro) e quindi sposare la madre dei suoi tre figli. Ma, come sopra ricordato, Verdi, Gigli e tanti altri, in scena vestivano i panni degli eroi romantici pronti a morire per amore poi nella vita reale, come dire? si aggiustavano. Così va il mondo.

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  • 5  26/07/2018 12:38  Spartacus vs Omo(in)sapiens

    @Illustre Anonimo442, infatti avevo pochi dubbi da che... parte stava.
    Allora? "...sono favorevole ai figli dello stesso sesso...", lei dice, certo che fare figli tra due maschi o due femmine mi resta impossibile affermarlo, dato che la natura lo rende appunto "impossibile". Ma forse è la natura che sbaglia.
    Pensi se invece di un Adamo ed una Eva vi erano due Adamo o due Eva, oggi non ci saremmo ne io, ma neanche lei. Auguri e... figli maschi, come si dice. Comunque la parola "meschino" la tenga per lei e non per Gigli.

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  • 6  26/07/2018 05:42  Anonimo408

    Ricordiamoci che Giuseppe Verdi ebbe probabilmente da Giuseppina Strepponi una figlia segreta che abbandonò. Inoltre Giuseppina Strepponi ebbe figli da una precedente relazione che, una volta sposatasi con Giuseppe Verdi, quest'ultimo si guardò bene dall'adottare o anche solo dal far vivere con loro. Saranno anche state le leggi criminali di allora ma insomma questi grandi uomini non avevano poi tanto il coraggio delle loro azioni, anche se la loro ricchezza e il loro potere avrebbero potuto consentire loro di rompere qualche schema senza pagare prezzi esorbitanti. Per fortuna seppure lentamente il nostro mondo va avanti.

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  • 7  25/07/2018 20:04  Anonimo442

    Illustre Signor Spartacus, sicuramente Beniamino Gigli ha fatto ciò che ha potuto anche per questi figli e non indugio sull'argomento. I tempi sono cambiati per fortuna e sì, sono proprio favorevole ai figli di coppie dello stesso sesso, allora?

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  • 8  25/07/2018 13:23  Spartacus

    @Anonimo442, semplicemente dovresti riguardarti le leggi di quei tempi, che vietavano (compresa anche la galera) al genitore maschio, di riconoscere i propri figli ottenuti fuori dal matrimonio. Non potevano dare il proprio cognome perché erano definiti come "illegittimi". Beniamino, da padre, li ha sempre sostenuti in tutti i modi, meno quello che la legge gli vietava di fare: RICONOSCERLI con il cognome di GIGLI. Poi la legge è cambiata, ma dopo la sua morte. Quindi caro Ano...442, se vuoi definire la parola "meschino", penso che dal tuo post ti si addice perfettamente. Magari sei uno di quelli che appoggiano i due padri e due madri come genitore uno e due, o che "acquistano" figli tramite l'utero in affitto a pagamento. Chi è il meschino? Io lo so! E non parliamo poi di alcuni NIPOTI (non Vincenzoni) che hanno sempre fatto fuoco e fiamme contro gli... illegittimi. Ricorda il Marchese del Grillo cosa diceva.

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  • 9  24/07/2018 13:53  Anonimo442

    Mi ha incuriosito questa storia dei figli non riconosciuti, della famiglia parallela etc peraltro molto comune all'epoca e anche prima. Basti pensare alla bella Rosina prima amante e poi moglie morganatica di Vittorio Emanuele II. Quello che invece non mi aspettavo è che Beniamino Gigli a un certo punto della sua vita sia andato a chiedere un consiglio morale, o non so come altro chiamarlo, a Padre Pio che naturalmente gli ha detto di lasciare ....la peccatrice. Proprio vero che anche i grandi uomini sono affetti da grandi meschinità ma sinceramente pensavo che almeno Beniamino Gigli potesse volare più alto rispetto a certe becere consuetudini del periodo.

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  • 10  24/07/2018 07:35  Anonimo660

    Conosco gianni vigarani da 40 anni ...e posso dire solo che tra tutti nipoti e nipotini....Lui è un vero signore come suo padre

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  • 11  23/07/2018 23:18  Anonimo976

    Era ora... E invitare Giovanni Vigarani no !!

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  • 12  23/07/2018 07:16  Anonimo482

    Davvero è ora che si faccia giustizia ai figli di Beniamino Gigli nati da una grande storia d'amore. L'arroganza e l'ipocrisia dell'ultimo secolo dello scorso millennio non si sono ancora dissolti nell'aria stagnante di Recanati. Questo restauro storico e morale è ancora più necessario e urgente di quello della tomba anche perché, una volta scomparsi gli ultimi testimoni, questa storia rischia di non essere mai scritta. Davvero l'istituzione matrimonio è un cancro sociale peggiore della mafia.

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  • 13  22/07/2018 20:05  Anonimo 624 - Risposta ad Anonimo486

    @Anonimo486 delle 13.38, letto il post di Spartacus, ma soprattutto il suo, dove fa presente che sarebbe interessante una iniziativa del Dott. Beccacece tramite l'Università della Terza Età, riferita "all'ostracismo" verso il figlio di Gigli, Gianni Vigarani, mi sono permesso di contattare il Dott. Beccacece, il quale mi ha confermato che sarebbe dispostissimo a fare un "corso" della sua Università improntato proprio su Gigli e Gianni Vigarani. So anche che in quella riunione, prevista probabilmente nel mese di Novembre prossimo (prima ha altri corsi già programmati), verrà presentato un video sulla storia di Beniamino Gigli, nel quale è presente anche il figlio Gianni. Grazie dell' intelligente proposta.

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  • 14  21/07/2018 18:16  Anonimo415 vecchio recanatese

    Se il prof. Catervo Gigli aveva progettato la tomba "di famiglia" su desiderio di Beniamino, perché i familiari e discendenti non hanno provveduto alla sua manutenzione?
    Si riempiono la bocca con il nome del loro illustre congiunto, ma lasciano ad altri l'onere di ristrutturare la tomba.
    Anche perché, dall'articolo pubblicato sul Resto del Carlino in data odierna, si evince che i parenti hanno sborsato ben poco per il restauro della loro tomba di famiglia, ceduta al Comune solo per convenienza economica.
    E sono anche sicuro che questa mia opinione non sarà pubblicata.

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  • 15  21/07/2018 14:22  A.D. Arrivati alle calende greche!

    TRIONFALISMI SCIOCCHI!

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  • 16  21/07/2018 13:38  Anonimo456

    Spartacus ha ragione: e' ora passata che Gianni Bigarani sia risarcito dell'ostracismo ipocrita dei recanatesi.
    Proporrei un convegno in cui Gianni sia protagonista:"Storia di una famiglia al bando".
    Che ne dice il Dott.Beccacece e l'università permanente?

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  • 17  21/07/2018 12:01  Anonimo328

    Sarebbe bene ricordare che il degrado della tomba dall'ultimo restauro del 1990, e' stato causato dall'incuria di tutte le amministrazioni precedenti che non hanno seguito le indicazioni di manutenzione raccomandate dal restauratore del tempo.
    Monto per il futuro.
    Sarebbe interessante pubblicare la relazion tecnica del restauro.

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  • 18  20/07/2018 18:33  Spartacus

    Io, oltre ad un sindaco, un assessore regionale, ed altri, vedo "solo" nipoti di Beniamino Gigli: Luigi Vincenzoni (del quale sono amico), e il nipote romano Beniamino Gigli Junior. Ma a Recanati vive anche un FIGLIO diretto di Gigli, ora 76 enne che si chiama GIOVANNI (detto Ganni) VIGARANI, uno dei tre figli che Gigli ebbe dalla relazione (che tutti conoscevano) con la signora Lucia Vigarani e che lui stesso proclamò, in una sua lettera a lei indirizzata, come figli diletti e da lui amati. Ma a quei tempi la legge vietava di (riconoscere) e dare il proprio cognome a chi non era sposato, e per questo i tre figli di Beniamino e Lucia, furono costretti a prendere il cognome della madre. Ma sono figli: Gianni è figlio e non nipote, ma ancora nel 2018, si continua a metterlo nell'ombra, a nasconderlo, come non esistesse, come se ci si vergognasse. Che penserebbe Beniamino, vedendo davanti alla sua tomba, un mucchio di estranei e non SUO FIGLIO? Vergogna!

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  • 19  20/07/2018 17:56  Anonimo473

    Bravi sindaco e assessore questi sono fatti e non chiacchiere.

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