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Mercoledì, 25 Luglio 2018 22:00  Asterio Tubaldi  Stampa  774 

Palio: 10 giorni di eventi e iniziative  dedicate alle tradizioni portorecanatesi

Palio: 10 giorni di eventi e iniziative dedicate alle tradizioni portorecanatesi

L’Ente Palio Storico di San Giovanni presenta il programma, a un mese esatto dal “coffe in spalla”

Si alza il sipario sulla 24esima edizione del Palio Storico di San Giovanni.

A un mese esatto dal “coffe in spalla”, oggi, presso il cortile delle scuole Diaz, il Presidente dell’Ente Palio, Italo Canaletti, ha illustrato alla cittadinanza tutto il programma che abbraccerà un arco temporale di 10 giorni e che non si limiterà alla serata clou del 25 agosto, quando le Ciurme gareggeranno per contendersi l’ambito Palio.

“Ma ci sarà molto, molto altro – dice Canaletti – con un unico, grande filo conduttore: le tradizioni portorecanatesi”.  

La dieci giorni partirà il 19 agosto con la Benedizione del Palio di San Giovanni presso la piazzetta E. Medi, per poi continuare il 20 agosto con uno degli eventi più attesi di tutta la 10 giorni di iniziative per il Palio: lo spettacolo “Storia della nostra storia”, del regista portorecanatese Andrea Michelini.

“Un tuffo nelle origini di Porto Recanati – la definisce il Presidente dell’Ente Palio Italo Canaletti -  nel puro spirito che anima le manifestazioni organizzate dell’Ente Palio Storico di San Giovanni”.

Lo spettacolo, presso l’Arena Gigli alle ore 21,30 a ingresso gratuito, narra l’epopea di due fratelli Neno e Giggio, che riprende vita nel racconto di Andrea Michelini sostenuto ed intervallato dalla musica con la colonna sonora dal vivo, di due autorevoli eccellenze portorecanatesi; il M° David Crescenzi, Direttore d’Orchestra di fama mondiale, e il M° Roberto Lucanero, Ambasciatore della Fisarmonica nel Mondo.

Il regista Michelini rivolge “un sentito ringraziamento a Giacomo Manuali del “SI con te market viale Europa” che ha reso possibile l’evento e naturalmente all’Ente Palio che fortemente lo ha voluto”.

Durante la serata verrà fatta una raccolta fondi a favore della Croce Azzurra.

Poi il 22 agosto appuntamento, in collaborazione con l’Oratorio, con “Ndamo a giogà de fora”, festa alle ore 21,30 lungo corso Matteotti dedicata ai più giovani “con le intenzioni – sottolinea Canaletti – anche in questo caso di andare alla riscoperta delle tradizioni. Nello specifico l’attenzione si sposterà sui giochi di una volta”.

Poi la sera del 25 agosto l’evento clou con la gara. Le Ciurme metteranno in spalla le coffe e si contenderanno l’ambito Palio.

A chiudere la 10 giorni, il 29 agosto, alle ore 16,30 presso Largo Porto Giulio ci sarà il Palio dei Muccolò.

A fare da gustoso preambolo a tutte queste iniziative dedicate alle tradizioni portorecanatesi, un’altra iniziativa, anche questa in qualche modo legata alla tradizione, ma in questo caso gastronomica, con la sagra delle cozze dell’Adriatico, denominata simpaticamente “Brutte ma buone” che si terrà il 4 e 5 agosto con apertura stand dalle 19, presso il cortile Diaz.

Ricordiamo che quest’anno i portorecanatesi hanno votato il loro Palio di San Giovanni. In quasi 2000 hanno infatti preso parte all’originale “chiamata alle urne” delle scorse settimane per votare il proprio preferito elaborato artistico, tra quelli che hanno concorso all’iniziativa dell’Ente Palio, organizzata in ogni minimo dettaglio dal responsabile del concorso artistico Giuseppe Russo, segretario dell’Ente.

L’opera che ha avuto il maggior numero di consensi popolari è quella dell’artista di Catanzaro Leonardo Garigliano, classe 1986. In questi giorni l’opera è in fase di realizzazione del gonfalone. 

 

 

Il Palio di San Giovanni

Dedicata al Santo Patrono, la manifestazione più identitaria di Porto Recanati è giunta alla sua 24° edizione.

Unico nel suo genere, “il Palio – dice Italo Canaletti, Presidente dell’Ente organizzatore - non trova analogie con altre manifestazioni del territorio regionale ed extra regionale. Si discosta da ciò che viene comunemente inteso per “Palio storico” poiché non fa riferimento all’epoca medievale: non vi è alcuna Signoria, né gioco equestre né combattimento tra cavalieri. Il quadro storico è quello della costa marchigiana alla fine dell’800 e i primi del ‘900, quando il piccolo borgo marinaro aveva da poco ottenuto l’autonomia dal Comune di Recanati (1893).

Al centro della rievocazione c’è la figura dello “sciabbegotto”: con questo termine dialettale si intende la categoria lavorativa marinara che utilizza la rete da costa. Gli “sciabbegotti” lavoravano in “Ciurme”, dirette dai “Parò”.

Dopo aver effettuato la selezione del pescato, lo sciabbegotto aveva il compito di sistemarlo in grandi ceste di vimini, dette “coffe”, e, dopo aver infilato le coffe in un robusto bastone, si avviava in coppia, correndo, verso il mercato ittico. Durante la corsa verso il mercato occorreva non perdere il pesce: questo avrebbe significato diminuire i guadagni per tutti, poiché i compensi erano proporzionati al ricavato.

La gara del Palio riproduce proprio questa corsa, con pesce e “coffe in spalla”.

 

La gara e le sue regole

Punto d’orgoglio per gli sciabbegotti era dimostrare le proprie abilità in tutte le operazioni, in particolare quella di portare il pesce al mercato ittico per primi al fine di ottenere il prezzo più alto.

Due sono quindi gli elementi fondamentali ed imprescindibili per la corsa del Palio: velocità e metodo. Se da un lato occorre arrivare primi alla meta, dall’altro è necessario non perdere il pesce lungo il percorso. I Quartieri cittadini Castennou, Sammarì, Centro storico, Montarice, Santa Maria in Potenza, Europa e Scossicci, ognuno con la propria “ciurma” di atleti, si sfidano, senza esclusione di colpi, in una corsa a staffetta nel cuore della città, trasportando a spalla due ceste, collegate con un bastone e ricolme di pesce ( peso di 25/30 Kg), proprio come un tempo facevano i loro nonni. A cornice della competizione si ricrea l’ambientazione del tempo: attraverso i figuranti, i loro abiti, i loro mestieri e il loro quotidiano, si rianima il paese di fine ottocento, consentendo ai turisti di immergersi in un’altra epoca storica e alla gente locale di ritrovare le proprie radici.

 

opinioni a confronto

1 commento

  • 0  26/07/2018 14:08  Il palio degli sciabegotti

    Pensate che questo è l'evento clou dell'estate portorecanatese. Che tipo di turismo dovrebbe attrarre una manifestazione di questo genere? Non si capisce che cosa c'è di storico in una sfilata di persone vestite da pescatore. Mentre i comuni limitrofi come numana e sirolo si sono evoluti porto recanati ogni anno fa un passo indietro. La cortesia dei gestori dei pubblici esercizi è vicina allo zero, la polizia municipale si è eclissata da mesi, l'asfalto dei parcheggi quasi nn esiste più, se piove il paese si allaga , la monnezza dilaga e i due che governano, si fa per dire, la città sono attivi solo su facebook. In questo marasma ci mancava solo l'ente palio con i suoi "comunicati".

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    1  4   Rimuovi


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