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Domenica, 26 Agosto 2018 12:54  Asterio Tubaldi  Stampa  973 

No all'accorpamento amministrativo di Recanati, Porto Recanati, Loreto e Montelupone

No all'accorpamento amministrativo di Recanati, Porto Recanati, Loreto e Montelupone

nota di Paolo D'Arpini  - Rete Bioregionale Italiana

Vorrei esprimere il mio totale disaccordo sulla proposta recentemente  reiterata da alcuni esponenti  del pd,  regionale Marche  e provinciale maceratese, di accorpare in una mega-aggregazione  metropolitana le comunità di Recanati, Porto Recanati, Loreto e Montelupone, in virtù della Legge Del Rio, ancora in vigore.

Questa distruzione delle identità locali bioregionali è una iattura per gli abitanti del territorio e causa di malfunzionamento della macchina amministrativa. Dico ciò non per opposizione politica, in quanto io stesso  iscritto al pd (nonché membro di minoranza del direttivo nella sezione di Treia), essendo pienamente consapevole dei danni alle comunità causati in altri ambiti regionali da tali accorpamenti (ad esempio in Val Samoggia in Emilia, dove la popolazione piange amare lacrime dopo la fusione di  diversi comuni non omogenei tra loro (poiché suddivisi tra montagna e pianura).

Ma la  perdita d'identità locale che subentra con le indicazioni livellatrici della legge Delrio, non è il solo male degli accorpamenti  spuri. Si dice accorpare ma il vero significato è “accoppare”. E poi chi l'ha detto che risulterebbero dei vantaggi nei servizi da tali accorpamenti, da “aree vaste” prive di radicamento nel senso comunitario? I servizi peggiorano, date le distanze e la burocratizzazione dei vari uffici decentrati, la popolazione perde ulteriormente contatto con i propri amministratori, gli interessi dei centri più grandi prevalgono -per la solita legge democratica della maggioranza- su quelli più piccoli.

Se si vogliono soddisfare le esigenze di una buona amministrazione locale risparmiando sui costi, si cominci con l'eliminare le prebende agli amministratori, si crei un servizio di volontariato a rotazione per quei servizi che possono essere condivisi, magari utilizzando il tempo libero degli anziani o dei giovani studenti. Sarebbe un servizio civile utile alla comunità ed a costo quasi 0, soprattutto a km. 0.

Mentre con l'annessione amministrativa per raggiungere gli uffici decentrati bisognerebbe fare la spola  tra i vari uffici  decentrati, in macchina, avanti ed indrè. Per non parlare di altri inconvenienti,  come ad esempio il subentrare di un ulteriore estraniamento fra cittadini e amministratori...

Questo sistema dell'aggregazione omologante dei comuni non tende al miglioramento dei servizi bensì all'annullamento del senso di comunità ed al controllo sociale della cittadinanza, e mi fa venire alla mente la vicenda di Loudun, nella Francia della prima metà del 1600, descritta magistralmente nel libro di Aldous Huxley "I diavoli".

Paolo D'Arpini  - Rete Bioregionale Italiana

opinioni a confronto

9 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  30/08/2018 09:07  Anonimo799

    Anonimo 901, perchè non risaliamo a quando c'erano i Piceni o magari a quando il mare copriva il territorio marchigiano? Siamo pratici e attuali e risponda a una semplicissima domanda: come lo chiamerebbe questo Comune "mostro"? Crede che Loreto rinuncerebbe alla propria denominazione, con tutto quello che la cosa porta alle casse ecclesiastiche? E Recanati con tutta la storiella di Leopardi?

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  • 1  27/08/2018 18:29  Paolo DArpini

    il discorso dell'aggregazione di piccoli comuni contigui di un certo ambito omogeneo, può avere un senso anche dal punto di vista bioregionale, ma nel caso esaminato le differenze culturali sono troppo andate lontano e le realtà che forse un tempo potevano avere una certa affinità culturale di tradizioni e di attività umane sono ora troppo disomogenee, in questo momento -secondo me- è meglio mantenere le comunità per come sono andate strutturandosi nel corso degli ultimi anni. Pensate alla differenza attuale di interessi e di attività economiche e sociali tra i due comuni di Recanati e Porto Recanati, nati parecchio tempo fa da una una matrice.. ma oggi completamente diversi e con interessi diametralmente opposti. Ma non dobbiamo considerare solo questi aspetti di disomogeneità culturale ed economica... pensiamo soprattutto all'aspetto della difficoltà amministrativa di un nuovo mega-comune che oltre a cancellare il senso di identità territoriale dei suoi abitanti li pone in difficoltà logistiche e di rappresentanza democratica, come dice il proverbio latino "ubi maior minor cessat". Il Comune con più abitanti farà prevalere i suoi interessi ed avrà maggiore rappresentanza nel nuovo consiglio. Affinché le istituzioni possano continuare ad essere vicine agli abitanti e ai loro bisogni: come verrebbero distribuiti gli uffici in caso di Comune unico? Ufficio anagrafe e stato civile, uffici tecnici, come possono essere decentrati o accorpati?
    Sindaco e assessori dove "risiederebbero"? In un momento storico in cui la gente è sempre più disaffezionata alla politica è il caso di allontanare anche fisicamente i rappresentanti delle istituzioni locali? Il discorso è molto complesso e non può essere esaurito in un semplice post...

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  • 2  27/08/2018 17:05  Anonimo627

    Nessuno toglie identità ai comuni. Ci sarebbe ad esempio un unico ufficio tecnico capace di programmare piani regolatori con un senso. Nessuno toglierebbe ai comuni le singole peculiarità. Ma si sa ognuno guarda proprio orticello.

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  • 3  27/08/2018 11:01  Anonimo305

    ideona del futuro sindaco Marinelli!!! Se questo è il programma del pd alle prossime elezioni prenderete 0%

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  • 4  27/08/2018 06:24  Anonimo754

    Penso he il dott. d'Arpini abbia ragione. Durante la prima repubblica, più di quaranta anni fa, per le zone interne vennero istituite le comunità montane. Parliano di comuni che avevano qualche centinaio di abitanti a dire tanto. A me l'istituzione delle comunità montane sembrava una riforma molto ben fatta eppure anche in quel caso ci sono state tante criticità. Concordo con le convenzioni tra comuni e soprattutto con quanto raccomandato da Cottarelli con la spending review.

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  • 5  27/08/2018 00:52  Vincenzo Colto

    Recanati Candia!

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  • 6  26/08/2018 20:32  Anonimo325

    Meno male che qui c'è uno che ragiona come si deve......
    No alle utopie stile Marinelli, Pecora e Pd....
    Questi esponenti del Pd potevano preoccuparsi di più a suo tempo a difendere la sanità territoriale nella Val del Potenza e del Musone, invece di farla finire a 30 Km distante nella Val del Chienti.....
    E parlano di accorpamenti tra comuni senza i servizi essenziali....

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  • 7  26/08/2018 18:58  Anonimo618

    Concordo pienamente con D'Arpini in quanto i vari Comuni hanno identità talmente diverse che hanno giustificato la rivalità che nei tempi è esistita tra di loro.
    Come può Marinelli pensare ad una integrazione tra realtà così differenti?
    Oppure il suo è uno spot in vista delle prossime elezioni?

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  • 8  26/08/2018 13:17  Anonimo901

    Identità bioregionali, che cosa significa ???
    Ricordiamoci che LORETO faceva parte del comune di Recanati, Come anche Porto Recanati che si staccò dal Comune Recanati nel 1893

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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