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Domenica, 26 Agosto 2018 12:54  Asterio Tubaldi  967 

No all'accorpamento amministrativo di Recanati, Porto Recanati, Loreto e Montelupone

No all'accorpamento amministrativo di Recanati, Porto Recanati, Loreto e Montelupone

nota di Paolo D'Arpini  - Rete Bioregionale Italiana

Vorrei esprimere il mio totale disaccordo sulla proposta recentemente  reiterata da alcuni esponenti  del pd,  regionale Marche  e provinciale maceratese, di accorpare in una mega-aggregazione  metropolitana le comunità di Recanati, Porto Recanati, Loreto e Montelupone, in virtù della Legge Del Rio, ancora in vigore.

Questa distruzione delle identità locali bioregionali è una iattura per gli abitanti del territorio e causa di malfunzionamento della macchina amministrativa. Dico ciò non per opposizione politica, in quanto io stesso  iscritto al pd (nonché membro di minoranza del direttivo nella sezione di Treia), essendo pienamente consapevole dei danni alle comunità causati in altri ambiti regionali da tali accorpamenti (ad esempio in Val Samoggia in Emilia, dove la popolazione piange amare lacrime dopo la fusione di  diversi comuni non omogenei tra loro (poiché suddivisi tra montagna e pianura).

Ma la  perdita d'identità locale che subentra con le indicazioni livellatrici della legge Delrio, non è il solo male degli accorpamenti  spuri. Si dice accorpare ma il vero significato è “accoppare”. E poi chi l'ha detto che risulterebbero dei vantaggi nei servizi da tali accorpamenti, da “aree vaste” prive di radicamento nel senso comunitario? I servizi peggiorano, date le distanze e la burocratizzazione dei vari uffici decentrati, la popolazione perde ulteriormente contatto con i propri amministratori, gli interessi dei centri più grandi prevalgono -per la solita legge democratica della maggioranza- su quelli più piccoli.

Se si vogliono soddisfare le esigenze di una buona amministrazione locale risparmiando sui costi, si cominci con l'eliminare le prebende agli amministratori, si crei un servizio di volontariato a rotazione per quei servizi che possono essere condivisi, magari utilizzando il tempo libero degli anziani o dei giovani studenti. Sarebbe un servizio civile utile alla comunità ed a costo quasi 0, soprattutto a km. 0.

Mentre con l'annessione amministrativa per raggiungere gli uffici decentrati bisognerebbe fare la spola  tra i vari uffici  decentrati, in macchina, avanti ed indrè. Per non parlare di altri inconvenienti,  come ad esempio il subentrare di un ulteriore estraniamento fra cittadini e amministratori...

Questo sistema dell'aggregazione omologante dei comuni non tende al miglioramento dei servizi bensì all'annullamento del senso di comunità ed al controllo sociale della cittadinanza, e mi fa venire alla mente la vicenda di Loudun, nella Francia della prima metà del 1600, descritta magistralmente nel libro di Aldous Huxley "I diavoli".

Paolo D'Arpini  - Rete Bioregionale Italiana

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