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Sabato, 08 Settembre 2018 21:57  Asterio Tubaldi  Stampa  1087 

Quegli archi murati sul Monte Tabor

Quegli archi murati sul Monte Tabor

Il Monte Tabor, o Colle dell’Infinito, è ancora materia di studio sia per capire la derivazione del nome, sia per l’aspetto storico-architettonico delle strutture murarie sul confine dell’area che dal Centro Studi Leopardiani arriva fino al complesso Santo Stefano. In alcuni tratti spuntano le chiavi di volta di archi murati o interrati visibili soprattutto sulla sommità, dove svetta la lapide con l’incipit de L’infinito, una delle poesie più famose di Giacomo Leopardi. Sotto la scritta sono ben evidenti le chiavi di volta di 4 archi murati. Ovviamente non può trattarsi di semplici decorazioni, quindi qual è la loro funzione? A cosa erano legati? All’antico castello di Montemorello? Avevano funzione militare? Oppure erano legati alla chiesa antica di Santo Stefano? A porsi queste domande è il Dottor Sergio Beccacece che, per trovare una risposta, ha coinvolto l’architetto Claudio Agostinelli per una specifica consulenza. Questa mattina in conferenza stampa presso il Centro Studi Leopardiani, hanno presentato insieme la loro ipotesi: gli archi apparterrebbero al chiostro delle suore di clausura. Il dottore, rileggendo il libro di Franco Foschi “Memorie del monastero di Santo Stefano di Recanati, Ricordi e luoghi leopardiani”, ha trovato la citazione proveniente da un libro di memorie dalla biblioteca privata dei Conti Leopardi, scritto da Camilla Lazzarini nel 1609 dopo aver usufruito dei documenti del monastero e quelli conservati nell’illustrissimo palazzo comunale di Recanati. La Lazzarini era una suora entrata in convento nel 1570, trentacinque anni dopo l’apertura avvenuta nel 1535, e ha avuto la fortuna di conoscere le prime quattro suore entrate nel convento. In un passo scrive che fu nominato un eccellente architetto, Mastro Simone di Recanati, il quale costruì la nuova chiesa spostata di “due picche più avanti” rispetto a quella vecchia per lasciare un grande spazio circondato da logge, mentre in un’altra zona costruì un orto.  Secondo l’analisi visiva dell’architetto Agostinelli le varie differenze riguardanti la tessitura muraria, il tipo di mattone, la diversa colorazione e l’estroflessione di alcuni archi rispetto la parete, sono la prova delle due murature di diverse  epoche. Lo stradello è postumo, tutti i percorsi sono rimaneggiati tranne le murature, tant’è che sono interrate. Le chiavi sembrerebbero tutte allo stesso livello ma il dislivello dal centro studi fino alla sommità non esclude che il piano di fondazione sia inclinato poiché si arriva ad uno sperone roccioso. Alcuni archi potevano essere stati aperti per locali di servizio, altri rimanevano come fondazione da muro di contenimento con la funzione di sostenere le spinte. Un particolare importante è l’arco estradossato dal muro della stessa epoca dove poi si è innestata la nuova tessitura muraria. Le lunette interne sono state riempite successivamente e hanno un’incoerenza rispetto alla muratura precedente, tranne in alcuni casi dove potrebbe essere stata costruita con mattoni riciclati. Le tracce di uno sgocciolatoio stanno ad indicare la sommità di una struttura. In un’altra zona la muratura è posta sul pietrame incoerente, non posticcio, con lo sperone rimasto attraverso le epoche che ha fatto da base per la sua consistenza. Si arriva sulla parte conosciuta, con il muretto fuori squadro rispetto al fronte a causa dei torrioni ad angolo acuto costruiti così per una maggior difesa. Sopra un mattone Beccacece ha individuato l’incisione della parola “Teadicam”. Adicam deriva dal latino adicio che significa “io ti aggiungo” tuttavia la scritta esatta sarebbe adiciam. Lo sperone è rimasto come testimonianza ed è in linea con gli archi riempiti successivamente. La chiave degli archi murati è lì come punto di riferimento per scoprire cosa nasconde.

Anche l’orto delle suore mostra un determinato dislivello. E’ stato rialzato? Il primo arco, visibile all’uscita del Centro studi, rispetto all’orto ha un livello molto inferiore ed è quello più falso perché non ha la continuità; rimane soltanto segnato l’aspetto murario ma non ha la sua naturale composizione come gli altri. Proprio per questo motivo le due quote sono importanti da indagare.

Roberto Tanoni  del Centro Studi è certo che il terreno dell’orto è terra di riporto. E’ un’ipotesi da valutare visto i vari dislivelli del terreno recanatese. Due esempi sono le vie Ponte delle Cappuccine e San Michele a Ponticello chiamate così per il passaggio sopra un fossato.

Il Colle dell’Infinito, uno dei luoghi più significativi e romantici di Recanati, appena rimesso a nuovo e inaugurato a maggio di quest’anno con un nuovo progetto di illuminazione intelligente per cui è stato chiamato un regista premio oscar come Dante Ferretti; con potature, alcune un tantino estreme, per creare percorsi panoramici da mozzafiato; con nuove staccionate di legno stile Pincio romano, può essere ancora rivoluzionato. “Ho guardato e ho visto. Tutti noi siamo passati qui molte volte io per primo. Ho vissuto questi luoghi con affetto e questo è un particolare che è sfuggito.” Le parole dell’architetto Agostinelli è una giusta riflessione. “Se è vero che all’epoca di Giacomo questi archi erano in vista e costituivano il loggiato delle suore,” conclude Beccacece “con poca spesa, si potrebbero fare dei sondaggi  e parziali scavi. Non possiamo certo distruggere tutto e ricostruire, ma spero che si provveda a riportare gli archi ai tempi di Leopardi.”

 

Nikla Cingolani

 

opinioni a confronto

8 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  11/09/2018 08:36  Nerone

    Nazionalizziamo il COLLE!!
    Ahahahahahahahahahahahahahahah!!
    Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah!!
    Abbiamo un governo che tutto il mondo ci invidia!
    Ahahahahahahahahahah!!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    5  15   Rimuovi


  • 1  10/09/2018 20:09  Spartacus

    Caro altro... Acculturato, a Recanati, purtroppo, esiste solo la guerra, non per niente discendiamo da Guelfi e Ghibellini che a quanto racconta la storia, si andavano a "prelevare" casa per casa, e non certo per andare a bere assieme. Basta leggere i vari post su qualunque tema.
    Vercingetorige, il "succo" non cambia, ma grazie della spiegazione wikipediana delle origini del nome. Ora forse ti sentirai anche tu un GRANDE GUERRIERO!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    13  5   Rimuovi


  • 2  10/09/2018 10:35  Acculturato

    Vercingetorige e Spartacus fate l'amore non fate la guerra

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    10  0   Rimuovi


  • 3  10/09/2018 08:56  Anonimo671

    Beccacece sempre in spirito polemico sul si può fare,sarebbe da fare,dovrebbero fare,consiglierei ma non è stato anche assessore?
    Assessore poi di giunte immobili che fecero ereditare all'attuale giunta Villa Colloredo la Torrre chiusa il Pincio da ristrutturare la piazza da rifare con i sottoservizi ecc!!
    Dov'eri prima...dove cavolo eri?
    La Bretella Paolina quando si fece eri assessore!!!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    6  1   Rimuovi


  • 4  10/09/2018 08:53  Anonimo645

    11.21
    Concordo!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    14  6   Rimuovi


  • 5  09/09/2018 22:07  Vercingetorige

    Vedi "Spartacus",fare dei sondaggi fare dei carotaggi nel terreno non è cosa semplice.
    Chi fa queste cose sta a Roma e si fa ben pagare e un sondaggio che studia tutte le stratificazioni arriva a costare anche 10000 euri per studiare se nel sottosuolo c'è argilla in formazione qua abbiamo una perizia geologico-storica che può arrivare anche a 20000euri!! glieli dai tu???
    Sul nik Vercingetorige lascia perdere,tutti gli storici sono confusi sulle origini di questo nome ver grande,onorifico cingeto sta per guerriero GRANDE GUERRIERO!
    Parliamo di vicende vissute nell'80 avanti cristo!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    6  13   Rimuovi


  • 6  09/09/2018 11:21  Spartacus (ex Vercingetorige)

    Vedi "Vercingetorige", prima di fare una considerazione sul comunicato e sul tuo post, che ammetto è corretto ma, permettimi, un po' "filosofico", devo riprenderti su un fatto: il tuo "nick", rubato a me, che proprio per questo ho dovuto cambiare in "Spartacus", non mi permette di darti un voto alto, in quanto, anche se scrivi concetti in parte condivisibili, il tuo peccato originale quasi li azzera. Vista la tua "apparente" cultura, non ne avevi un po' (cultura) per inventarti un nick tuo? Mah!
    Ora entriamo nel merito.
    Il dott. Beccacece, non afferma di distruggere e poi costruire, ma solamente di cercare il perché ci sono quegli archi e quali funzioni avevano. Semplici studi, eventualmente con piccoli interventi di approfondimento, per capire "la storia leopardiana" di quella zona.
    Poi la tiritera del moderno che avanza come la pompa centrifuga inventata nel tardo 1500.
    Oggi ci sono le auto elettriche, tra poco andremo su Marte, ci sono gli iPhone, gli iPad, i Tablet, i PC, i Robot, ma ci sono anche gli scavi romani, le catacombe, e così via.
    Per non confonderti ti faccio un esempio di... casa nostra. Per andare a Loreto, prima della salita, sulla destra, ci sono i famosi "archi", creati nel 1606 per portare l'acqua da Recanati a Loreto. Nessuno dice di distruggerli o scavare i terreni circostanti per vedere come e dove vanno a finire, ma se avesse una certa importanza storica o culturale, come il Colle dell'Infinito, uno studio, per molti, sarebbe anche interessante. Si capirebbe meglio, la vera storia di quei luoghi leopardiani. Beccacece dice “Se è vero che all’epoca di Giacomo questi archi erano in vista e costituivano il loggiato delle suore, con poca spesa, si potrebbero fare dei sondaggi e parziali scavi. Non possiamo certo distruggere tutto e ricostruire". Perché la tua tiritera per dire il contrario e voler far capire quanto sei "acculturato"? Ma il tuo (mio) nick, ti... azzera. Purtroppo!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    18  11   Rimuovi


  • 7  08/09/2018 23:43  Vercingetorige

    Si togliamo tutta la terra di riporto!!!
    Il colle è bello così e lasciamolo così come lo vediamo noi come lo hanno visto i nostri nonni e bisnonni!
    Se vale la linea di Sergio allora eliminiamo tutte le case attorno alla circonvallazione perché ai tempi di Leopardi non c'erano,eliminiamo l'asfalto lungo la circonvallazione perché ai tempi di Leopardi le strade erano polverose.
    Il passato è passato fa parte di un'altra epoca ciò che dobbiamo ricordare è il pensiero di Leopardi che è sempre attuale e mai tramonta ma è errato vivere di ricordi,Leopardi è vissuto in un'altra epoca un'altra realtà che non è quella odierna.
    La realtà evolve basta vedere quanta acqua procapite consumiamo o quanti rifiuti procapite facciamo e ci lamentiamo che c'è la crisi quando un tempo vigeva la frase 30 di 60 polente!!
    Evolve la realtà ma il pensiero non tramonta mai come i principi della fisica della matematica della chimica e della letteratura con i quali costruiamo il presente ed il futuro!!
    MORALE:
    Distruggere tutto per far uscire fuori quegli archi sarebbe un insulto al passato all'evoluzione significherebbe tornare indietro per cosa?
    Tornare indietro brancolando nel buio senza alcun disegno o mappa a cui riferirsi!!
    Verso la fine del 1500 nel palazzo Ducale di Urbino un certo Erone di Alessandria inventa la pompa centrifuga grazie alla quale oggi nelle nostre case e nelle nostre piazze esce l'acqua dai rubinetti.
    Secondo voi tornare alla pompa a leva inventata nel terzo secolo a.c da Ctesibio è una mossa intelligente o è un insulto al progresso?
    Caro Sergio io a volte non ti capisco:
    Lungo Corso Persiani sono scomparsi i marciapiedi e lei entra in polemica quando poi quei marciapiedi ai tempi di Leopardi non esistevano e la piazza è stata riportata agli splendori originali.
    Dico di più vi ricordate negli anni 50 il distributore di benzina davanti l'ufficio postale e davanti la farmacia Poeti?
    Con il passare degli anni l'uomo ha avuto necessità di adattare la realtà ai suoi bisogni sbagliando o facendo bene.
    Tutto sta a noi il saper coniugare il tutto al più basso impatto possibile nei confronti della natura dell'arte e soprattutto nei confronti dell'essere umano.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    16  15   Rimuovi


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