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DAL CUORE DI PORTO RECANATI UN INCONTRO PARTECIPATO PER DARE IL VIA ALLA “SFIDA ALLE STELLE” DI ATREJU 2019.

DAL CUORE DI PORTO RECANATI UN INCONTRO PARTECIPATO PER DARE IL VIA ALLA “SFIDA ALLE STELLE” DI ATREJU 2019.

si scaldano i motori per l’appuntamento alle urne che chiama i marchigiani nel maggio 2020.

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La SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

La SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Riflessioni sui rilievi descrittivi – quinta parte 

Giovedì, 18 Ottobre 2018  Asterio Tubaldi  Stampa  742 

Fabio Lucentini condanna i trattamenti psichiatrici coercitivi

Fabio Lucentini condanna i trattamenti psichiatrici coercitivi

Il Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani condanna i trattamenti psichiatrici coercitivi, incluso elettroshock (TEC), e chiede di abolire tutte le leggi che autorizzino tali pratiche nel campo della salute mentale. Il report non è ancora disponibile in italiano, ma la versione originale inglese si trova qui: www.ohchr.org/Documents/Issues/MentalHealth/A_HRC_39_36_EN.pdf

Secondo questo rapporto, i paesi (aderenti all’ONU) dovrebbero “riclassificare e riconoscere queste pratiche come tortura o, comunque, trattamenti punitivi, crudeli, disumani e degradanti.”1 Il rapporto rappresenta il documento finale che riassume i lavori della Commissione, riunita a Ginevra sotto la direzione del Referente Speciale delle Nazioni Unite, cui hanno partecipato anche alcune vittime di abusi psichiatrici e qualche organizzazione non governativa tra cui il CCHR - Citizen Commission for Human Rights - associazione statunitense gemellata col CCDU.

In Italia, vicende come quella di Francesco Mastrogiovanni – maestro elementare, 58enne originario di Castelnuovo Cilento (SA) che il giorno 4 agosto 2009 è morto nel reparto di psichiatria dell’ospedale pubblico “San Luca” di Vallo della Lucania dopo un’ospedalizzazione e contenzione (legato mani e piedi ad una branda) durata oltre 80 ore, – o come l’omicidio colposo di Andrea Soldi – 45enne malato di schizofrenia paranoide, morto in seguito al tentativo di trattamento sanitario obbligatorio il pomeriggio del 5 agosto 2015 – non devono più accadere. In occasione della Giornata della Sanità Mentale lanciamo un appello allo Stato Italiano affinché recepisca al più presto le raccomandazioni del Consiglio ONU per i Diritti Umani al fine di far cessare i crimini contro l’umanità commessi da alcuni psichiatri nel campo della Salute Mentale.

 

5 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  25/10/2018 04:13  Anonimo588

    La legge Basaglia prevedeva che andassero fatte strutture intermedie sul territorio e non lasciare tutto sulle spalle delle famiglie. In Piemonte, realtà che conosco, pur con difficoltà, questo si sta realizzando con comunità terapeutiche ad alta intensità, intensità media, appartamenti protetti etc. Qui, chiusi i manicomi, tutto è sato scaricato sulle spalle delle famiglie e delle madri in particolare. Ai TSO non bisogna arrivare. Circa trenta anni fa ci fu a Recanati una serie di tragici suicidi culminata con la morte del dott. Carlo Corvatta. Da allora nulla in realtà è stato fatto.

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  • 1  23/10/2018 10:21  Anonimo440

    Anonimo587 ha perfettamente ragione. Bisogna viverlo sulla propria pelle cosa significa avere in casa un malato psichiatrico e non poterlo aiutare in alcun modo. La legge oggi pone le famiglie coinvolte davanti a scelte praticamenti impossibili. L'unico modo per convincere chi è malato a curarsi è fare delle azioni coercitive, scelte sempre dolorose e pericolose per i familiari. Però è chiaro che chi è malato non è consapevole di stare male e seguirlo nella cura, prima di arrivare alle crisi gravi, è aiutare soprattutto lui.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 2  22/10/2018 10:02  Anonimo587

    Io dico solo una cosa:
    prima di parlare o scrivere qualcosa nel merito, provate a vivere per tre mesi in casa con un paziente psichiatrico, tipo schizofrenico e poi , ma.… solo poi, potrete parlare, perché avrete potuto verificare la solitudine che vivono queste famiglie e la difficoltà nel relazionarsi con familiari/pazienti affetti da malattie psichiatriche, le difficoltà nel gestirli e contenerli ecc...
    Va bene chiudere tutto, va bene non fare più trattamenti pericolosi, ma questi pazienti non sono consapevoli di stare male, di poter fare del male, vengono lasciati sulle "spalle" delle famiglie che vivono nella paura quotidiana. Nei momenti di tranquillità come in quelli di violenza il trattamento volontario per queste persone non è contemplato, non sono consapevoli di star male.
    Durante le crisi sono dotati di una forza fisica, violenza e cattiveria difficilmente contenibili da persone comuni, da familiari.
    Le famiglie devono essere supportate QUOTIDIANAMENTE, e i pazienti controllati QUOTIDIANAMENTE, perché per i loro i farmaci non sono una priorità e non capiscono l'importanza di prenderli con costanza.

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  • 3  21/10/2018 20:55  Anonimo314

    Infatti adesso la sorella di Cucchi la minacciano di morte.

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  • 4  19/10/2018 17:51  Anonimo668

    Finalmente qualche parola di civiltà nel mare degli abusi commessi dalle "autorità", delle forze dell'ordine, della medicina, della magistratura etc.
    E per un crimine che forse sarà sanzionato come il caso Cucchi (grazie alla tenacia della sorella) altri mille e mille restano impuniti.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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