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Domenica, 30 Dicembre 2018 15:52  Asterio Tubaldi  1788 

Recanati: i sassolini fuori dalle scarpe di Alessandro Biagiola e qualche commento del PD provinciale

Recanati: i sassolini fuori dalle scarpe di Alessandro Biagiola e qualche commento del PD provinciale

Supera, come era ovvio, i confini comunali la profonda spaccatura interna al PD recanatese e coinvolge anche storici esponenti del partito a livello provinciale.

A mettere altra legna sul fuoco è Alessandro Biagiola, ex assessore e ora solo consigliere, tessera PD in tasca che ricorda come il sindaco Fiordomo un anno fa dopo aver portato a casa il bilancio lo licenziò da assessore ai lavori pubblici. “Quest'anno dopo il bilancio chiede la testa del segretario Marinelli dopo che si è affermato nel congresso cittadino e regionale. In democrazia, la maggioranza vince e la minoranza accetta i risultati e dialoga. Unica differenza, il coraggio di metterci la faccia. Lo scorso anno con grossa ambiguità. Quest'anno mandando avanti i suoi prodi. La Democrazia bisogna conoscerla e praticarla non solo a parole”. Il suo sfogo scatena reazioni su facebook che di seguito riportiamo:

Mario Cavallaro: Io penso che persone ed amministratori di valore, come voi recanatesi, debbano fare una pausa di riflessione e ritrovare le ragioni dell'unità da cui sono partiti molti anni fa i presupposti per un bel lavoro fatto nell'interesse della città. Penso che debba essere anche il PD provinciale e regionale ad intervenire e mettere, se non fine, almeno in minor tensione questi, magari in parte pur fondati, contrasti. Forse qualcuno ricorderà che molti anni fa, quando ero segretario provinciale probabilmente commisi errori di valutazione della situazione recanatese ma credo che si debba riconoscere che ebbi la forza di ricredermi e di garantire il percorso da cui poi è nato un decennale successo di Francesco Fiordomo e di tutta la sua amministrazione. Commettere l'errore di dimenticare questa storia credo sarebbe grave.

Teresa Lambertucci: anche l'affermazione netta al secondo mandato è stata frutto dell'unità, dell'impegno e dei buoni risultati della prima amministrazione Fiordomo. Frequentando Recanati e i recanatesi è evidente che quel lavoro e quella progettualità non sono venute meno nella seconda amministrazione. L'interesse della città e i bisogni dei recanatesi a mio avviso dovrebbero superare i congressi del Pd locali, regionali o nazionali.

Cristiano Saletti: nessuno ha messo in discussione la giunta Fiordomo, nessuno parla ancora di congressi. I problemi sono ben diversi. Tre consiglieri sono usciti dal partito perché in disaccordo con gli altri 5 consiglieri del gruppo e con il resto dei consiglieri di maggioranza. Le questioni amministrative, che hanno provocato questa uscita dal partito, sono ampiamente superate da un documento politico votato da tutta la maggioranza (sindaco compreso) tranne i 3 scissionisti. Questi sono gli atti politici, il resto è caciara finalizzata a creare una destabilizzazione del partito e a cercare di giustificare la nascita di una civica che giustificazioni non ne ha.

Teresa Lambertucci: il mio monito aveva un carattere ecumenico ed era rivolto a tutti, in linea con l'esortazione di Mario Cavallaro. Riguardo ai congressi, dal 2015 ad oggi ce ne sono stati di ogni, non mi riferivo certo a quelli futuri. Le caciare e le cagnare non mi interessano, io vedo che la città di Recanati è migliorata per tanti versi e che i progetti in fieri potranno dar lustro ancora di più alla città. Chi ha buon filo lo tessa.

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