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Venerdì, 11 Gennaio 2019 12:03  Asterio Tubaldi  Stampa  269 

REPORT CARCERI 2018, LA FOTOGRAFIA  DEGLI ISTITUTI MARCHIGIANI

REPORT CARCERI 2018, LA FOTOGRAFIA DEGLI ISTITUTI MARCHIGIANI

Tra i problemi sanitari, al primo posto quello delle tossicodipendenze che interessa il 48,9% dei detenuti

La fotografia degli istituti penitenziari marchigiani attraverso il “Report 2018”, predisposto dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, e frutto della costante azione di monitoraggio messa in campo nel corso dell’anno appena trascorso. A sostanziare il lavoro svolto, decine di interventi, colloqui con i detenuti e con i rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria, nonché iniziative e sopralluoghi che hanno registrato anche la partecipazione di alcuni parlamentari marchigiani, così come richiesto dallo stesso Garante per permettere una lettura più immediata della situazione. Accanto a tutto questo non è mancata una riflessione generale sul sistema penitenziario largamente inteso, che ha trovato un momento di confronto nel corso del convegno “Diritti dietro le sbarre”.

 

TRA VECCHIE E NUOVE CRITICITA’

 

Nel corso della presentazione ufficiale del report, ospitata a Palazzo delle Marche, Nobili non ha mancato di confermare alcune delle maggiori criticità. In primis quella del sovraffollamento che, seppure non con percentuali elevatissime, continua a destare preoccupazione, considerate anche le oscillazioni delle presenze registrate in alcuni particolari periodi. A questo vanno rapportate le più volte denunciate carenze negli organici, sia sul fronte della polizia penitenziaria, sia su quello di tutte le altre figure chiamate a garantire gli adeguati percorsi di sicurezza, trattamento, reinserimento dei detenuti, di mediazione culturale (considerato il significativo numero di stranieri) e di assistenza sanitaria e psicologica, anche in considerazione dell’aumento di alcune patologie come quelle di carattere psichiatrico.

Sempre in relazione all’aspetto sanitario, resta comunque in prima linea il problema delle tossicodipendenze che annovera la più alta percentuale (48,9%) tra i detenuti dei sei istituti marchigiani.

Una situazione complessa, aggravata dalla crisi economica e dal taglio dei fondi previsti, che spesso ha determinato difficoltà nel garantire i servizi primari. A risentirne anche le attività trattamentali, che, seppur ben avviate in alcuni istituti, hanno dovuto fare i conti con l’esiguità delle risorse regionali ed i ritardi nella loro assegnazione.

Il supporto del volontariato, come ribadito nel terzo tavolo di confronto organizzato recentemente dal Garante con le associazioni di settore, ha permesso di far fronte ad alcune emergenze, riempiendo i vuoti che si sono inevitabilmente creati.

Altro capitolo quello legato ai problemi strutturali con lavori finanziati, ma che ancora tardano a partire. Al centro dell’attenzione soprattutto i penitenziari di Villa Fastiggi e Fossombrone, che è anche sede del Polo Universitario, nato dall’accordo tra Prap (Provveditorato amministrazione penitenziaria), Garante e Università di Urbino. Infine, le difficoltà che attualmente deve fronteggiare l’Utepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna), che vede incrementare le competenze, ma deve fare i conti con l’esiguità del personale.

Nel suo intervento il Presidente Antonio Mastrovincenzo ha ricordato l’impegno del Consiglio regionale sul fronte delle problematiche legate al sistema carcerario, non mancando di evidenziare l’importanza del confronto diretto attivato dal Garante attraverso gli incontri con le rappresentanze della polizia penitenziaria, del volontariato, dei settori sanitario e sociale. “Non posso che ribadire – ha aggiunto – l’importanza delle attività trattamentali, per le quali nel bilancio preventivo 2019 abbiamo previsto uno stanziamento di 260.000 euro. E’ una risorsa ovviamente non sufficiente, ma sta a confermare la nostra attenzione nei confronti di questo settore”. Da ultimo il Presidente ha rivolto “un ringraziamento particolare al mondo del volontariato per il suo prezioso ed insostituibile supporto”.

Presenti all’incontro diversi rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria ed il consigliere regionale Gianni Maggi.

 

 

I DATI RELATVI AI SEI ISTITUTI MARCHIGIANI

 

Passando ai dati concreti, i detenuti presenti nelle Marche sono 929 (fonte Ministero Giustizia, dicembre 2018), a fronte dei 934 del 2017, di cui 314 stranieri rispetto ai 310 del precedente anno.

Sulla base dei dati raccolti dal Garante, risultano effettivamente in servizio 590 agenti di polizia penitenziaria (su 655 assegnati), 18 educatori e 14 psicologi. Per quanto riguarda la situazione sanitaria, le tossicodipendenze mantengono sempre il primato con 454 detenuti (pari al 48,9%), segnalati dall’area sanitaria, che presentano problemi di droga, mentre a seguire figurano le patologie di tipo psichiatrico, con 98 casi accertati.

L’esame delle singole realtà vede al primo posto la casa circondariale di Montacuto con 316 detenuti (di cui 132 stranieri) per una capienza di 256 (per quanto riguarda la stessa capienza la fonte è quella ministeriale). Le sezioni di alta sicurezza  a tutt’oggi ospitano 65 persone (tutti italiani). Segue la casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi con 219 detenuti (di cui 90 stranieri e 20 donne) per una capienza complessiva di 153 unità. Nella sezione sex offender risultano 46 presenze.

Si passa poi a Fossombrone con 161 detenuti (22 stranieri) a fronte di 202 posti disponibili; Marino del Tronto con 101 (24 stranieri e 79 presenze nella sezione dell’alta sicurezza, creata dopo la chiusura del 41 bis) su 104; Barcaglione con 78 (30 stranieri) su 100; Fermo 70 (22 stranieri) su 41.

Per quanto riguarda la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Monte Grimano Terme, al momento ancora ubicata nella struttura “Case Gemelle”, si registrano 21 ospiti (4 donne), di cui 18 provenienti dalle Marche.

 

opinioni a confronto

1 commento

  • 0  11/01/2019 15:01  Anonimo832

    Se non ho capito male ci sono ben 7 strutture carcerarie per 929 detenuti.
    Mi sembra irrazionale. In pratica per ogni detenuto c'è quasi un addetto.
    Ecco perchè l'Italia non si riprenderà più.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    0  0   Rimuovi


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