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Domenica, 10 Febbraio 2019 12:26  Asterio Tubaldi  1278 

Recanati ha celebrato il giorno del ricordo

Recanati ha celebrato il giorno del ricordo

deposta una corona d'alloro in via Martiri delle Foibe

venerdi 22 febbraio  alle ore 11, presso l’IIS “E. Mattei, il Prof. Flavio Febbraro incontrerà gli studenti recanatesi sul tema   “Wikipedia, la palestra della storia pubblica: l’esempio dei confini orientali italiani e dell’esodo giuliano-dalmata”. Flavio Febbraro è  responsabile  della didattica in ambito digitale presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” (ISTORETO) e  coordinatore della direzione della rivista di Didattica della storia in rete dell’Istituto nazionale Parri, www.novecento.org. L’intervento  di Flavio Febbraro mira a offrire strumenti di analisi e decodifica di Wikipedia, la principale enciclopedia on line. Fonte di informazione primaria per gli studenti ma, in generale, per il pubblico generico e i docenti, Wikipedia presenta particolari criticità riguardo alle voci di storia contemporanea. Per esemplificare queste problematiche, il prof. Febbaro si  soffermerà su alcune voci riguardanti il confine orientale e le complesse vicende storiche connesse alla commemorazione del Giorno del ricordo.

L'incontro intende sollecitare  all’uso critico e consapevole di uno strumento che, se ben conosciuto, può essere di aiuto tanto agli studenti quanto ai docenti. Nella seconda parte dell’intervento, sulla scia  della piattaforma online   “RecaNATI per la Memoria” realizzata dagli studenti dell’IIS Mattei di Recanati in collaborazione con l’Istituto Storico di Macerata,  verranno forniti esempi e sollecitazioni ai docenti e agli studenti perché diventino loro stessi “autori” di Wikipedia, cimentandosi in  laboratori di scrittura e di ricerca storica per la produzione di enciclopedie digitali. Quello che è accaduto in Istria e in Dalmazia dopo l’8 settembre 1943, in particolare tra 1944 e 1945,  è una delle pagine più inquietanti della storia italiana. Dal settembre 1943 gli infoibati furono  varie migliaia. Non si trattava solo di vendette contro i fascisti e i loro collaboratori:  vennero colpiti anche gli autonomisti e gli antifascisti, sulla base dell’equazione “Italia uguale fascismo”.
    

E dopo le foibe, l’esaltazione e l’esasperazione del criterio etnico portarono  all’esodo: un grande esodo forzato per effetto del trattato di pace del  1947, che aveva assegnato alla Jugoslavia la maggior parte della Venezia Giulia prebellica, comprese le città italiane di Pola, Rovigno, Parenzo, Fiume e Zara. Una nuova ondata migratoria si manifestò dopo l’intesa con la quale nell’ottobre 1954 fu assegnata alla Jugoslavia la Zona B del territorio libero di Trieste. Di questa storia, a lungo ignorata, non dobbiamo dimenticare e cancellare nulla: non le sofferenze subite dalle minoranze slave  negli anni del fascismo e della guerra, né quelle inflitte a migliaia e migliaia di italiani dal regime comunista del maresciallo Tito.

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