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Giovedì, 07 Marzo 2019  Nikla Cingolani  324 

Wunderkammer, la stanza delle meraviglie

Wunderkammer, la stanza delle meraviglie

a cura di Stefano Verri

Appuntamento con l'Arte 4 marzo 2019 - Tema della puntata è "Fluxus, quando tutto diventò arte". Il critico Stefano Verri definisce questo movimento un "sodalizio liquido" tra le varie categorie artistiche come la musica, le arti visive, la danza, l’architettura, il teatro, il design. Coinvolgendosi fra loro rompono i confini disciplinari, dando vita ad una sintesi comune.

Fluxus si presenta nell’idea di chi l’ha creato, e ne ha fatto parte, come un atteggiamento artistico, più che un movimento vero e proprio, i cui denominatori comuni sono rappresentati dall‘impossibilità di essere definibile, circoscrivibile o esplicabile. Fluxus era piuttosto un atteggiamento amorfo, fluido, che mirava ad incorporare l’intera esistenza nell’arte e renderla partecipe della vita di ognuno di noi. L’artista non realizza più opere statiche, ma si spinge al di là di ogni supporto,  porgendo la mano all’osservatore e facendolo diventare parte integrante dell’opera. L’artista non è più legato ai vincoli del passato, è lui stesso, attraverso il suo movimento, il frutto dell’elaborazione artistica.

Il termine fu dato dall’artista lituano George Maciunas. I primi eventi Fluxus furono organizzati a Wiesbaden, in Germania e a New York, nel 1961, in occasione del concerto sperimentale Musica antica et nova promosso da George Maciunas. Poi Fluxus conosce una diffusione planetaria, dall’America all’Europa, dal Giappone alla Corea. Si diffonde presto anche in Francia, Italia e Gran Bretagna. Inizialmente nasce da concerti sperimentali portando avanti la corrente internazionale che vedeva l’arte come “evento”. 

Verri si è soffermato su artisti come Joseph Beuys, Nam June Paik, John Cage, Yoko Ono e Giuseppe Chiari (foto di copertina)

Buon Ascolto!