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Mercoledì, 20 Marzo 2019 22:00  Asterio Tubaldi  954 

Sempre meno imprese nel territorio recanatese

Sempre meno imprese nel territorio recanatese

attività economiche presenti a Recanti: 2.387 al 31 dicembre del 2010 - 2.129 al 31 dicembre 2018

Com’è possibile passare da 2.387 attività economiche presenti a Recanti al 31 dicembre del 2010 alle 2.129 dello stesso giorno ma del 2018? Questa, purtroppo, è la triste fotografia pubblicata e aggiornata in tempo reale sul sito della Camera di Commercio unica delle Marche. Un calo in otto anni di ben 258 partite iva che rappresentano drammaticamente l’economia della cittadina leopardiana che riflette un andamento preoccupante di quella nazionale.

C’è, naturalmente, chi cala e chi, invece, cresce e ci vorrebbe un analista economico o un sociologo per capire perché, ad esempio, calano il manifatturiero (da 392 a 334) o le imprese agricole (da 656 a 512) ma crescono quelle finanziarie e assicurative (da 36 presenti a fine 2010 alle attuali 53) o le agenzie di viaggio e noleggio (da 48 a 56).

Per una città come Recanati, dove sempre più si è puntato sul turismo, è facile capire perché crescono alloggi e ristoranti (da 88 a 97), attività immobiliari (da 90 a 101) o ditte che si occupano di iniziative artistiche, sportive e di intrattenimento (da 18 a 19). Triste è pensare che, contemporaneamente, tra una festa e l’altra piano piano, in otto anni hanno chiuso 35 imprese di costruzioni (da 351 iscritte a fine 2010 alle attuali 316) e ben 56 esercizi commerciali all’ingrosso e al dettaglio (da 428 a 372) e 21 imprese di trasporto (da 67 a 46) in quanto non c’è più in città così tanta merce da portare a destinazione.

A fronte, inoltre, di 7 attività professionali scientifiche e tecniche che hanno chiuso in questi anni (da 69 a 62) sono però aumentate da 5 a 9 quelle che si occupano di sanità e assistenza sociale, un dato che la dice lunga sull’efficienza dei servizi pubblici che purtroppo costringe sempre più a rivolgersi a quelli privati.

Crescono anche, e sicuramente questo è un dato positivo oltre che in termini economici anche di qualità della vita, imprese che fanno informazione comunicazione: dalle 44 presenti a fine 2010 oggi se ne contano 5 in più, e cioè 49. Infine a far registrare un segno positivo di crescita sono quelle imprese che si occupano di servizi in generale (da 85 a 88) e quelle che forniscono servizi indispensabili come acqua (da 2 a 3) o gas e luce (da 2 a 6).

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