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Video Interviste a cura di Asterio Tubaldi
Rubrica a cura di Gabriele Accattoli

Lunedì, 08 Aprile 2019 17:42  Asterio Tubaldi  Stampa  411 

ABORTO AL SICURO, +EUROPA MARCHE PRESENTA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

ABORTO AL SICURO, +EUROPA MARCHE PRESENTA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

Nelle Marche 8 ginecologi su 10 sono obiettori di coscienza

Superare il conflitto tra il diritto del personale medico all’obiezione di coscienza e il diritto della donna di interrompere la gravidanza, introducendo una serie di soluzioni volte a garantire la completa applicazione della legge 194/78 e quindi un più agevole accesso ad informazioni e servizi. E’l’obiettivo della proposta di legge regionale, di iniziativa popolare, Aborto al sicuro, presentata questa mattina ad Ancona da Mattia Morbidoni, coordinatore di +Europa Centro Marche, Riccardo Magi, deputato Radicale di + Europa, e Barbara Bonvicini, presidente di Radicali Italiani.

Il testo della pdl è attualmente al vaglio degli uffici regionali e presto partirà la campagna di raccolta firme. 

Con la proposta di legge +Europa Centro Marche chiede alla Regione di impegnarsi nella costituzione di un centro di informazione e coordinamento, prevedendo anche un adeguato monitoraggio dell’obiezione di coscienza, e di adoperarsi per una diffusione capillare della pillola abortiva Ru486, attualmente impiegata in via sperimentale solo all’ospedale di Senigallia.

“Chiediamo – ha osservato Mattia Morbidoni, coordinatore di +Europa Centro Marche – che la sperimentazione della Ru486 venga estesa anche ad altre strutture ospedaliere della regione, per dare un servizio in più alle donne che decidono di esercitare il legittimo diritto di interrompere la gravidanza. L’aborto farmacologico, peraltro, oltre ad incidere positivamente sulla spesa sanitaria, può avvenire in regime di day hospital e non è invasivo come lo è un aborto effettuato mediante intervento chirurgico”.

L’iniziativa è stata sviluppata tenendo conto dell’ ultimo report diffuso dall’Istat sulle interruzioni volontarie di gravidanza nelle Marche, dove otto ginecologi su dieci sono obiettori di coscienza e dove, nel 2017, su 1.504 interventi effettuati, solo il 61,7% è stato praticato nella provincia di residenza. Una percentuale nettamente inferiore alla media nazionale (76,3%) e soprattutto a quella delle altre regioni del centro Italia (79,4%).

Nel centro Italia le Marche sono anche fanalino di coda per quanto riguarda le interruzioni volontarie di gravidanza effettuate fuori dalla provincia di residenza – il 28, 5% a fronte dell’10,3% registrato nelle altre regioni  - mentre si attesta al 6,4%, dato leggermente al di sopra della media nazionale, la percentuale di donne che hanno scelto di migrare in altre regioni.

“Oggi nelle Marche, come in molte altre regioni italiane – ha affermato Riccardo Magi, deputato Radicale di + Europa – per le donne c’è un problema di vedersi garantito il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza e di ricorrervi con la massima informazione, in totale sicurezza e in tempi rapidi. Questo avviene perché ci sono problemi d’attuazione della legge 194 a causa del numero altissimo di obiettori di coscienza”.

I dati Istat rivelano che l’interruzione volontaria di gravidanza non viene praticata negli ospedali della provincia di Fermo, dove la percentuale di medici obiettori è pari al 90%. Anche nell’Ascolano si registra un’alta densità di obiettori di coscienza (82,4), ma gli aborti vengono garantiti attingendo in mobilità dal personale di altre strutture. La terza percentuale più alta di obiezione di coscienza si regista a Macerata (69%); seguono Pesaro (67%) e Ancona (66,9%). Elevati anche i tempi di attesa per sottoporsi all’intervento: circa 2 settimane per il 20% delle donne marchigiane; più di 21 giorni per il 6%.  

Il presidente di Radicali Italiani Barbara Bonvicini ha evidenziato come nella regione sia stata riscontrata una situazione di urgenza legata all’alta presenza di strutture che non effettuano interruzioni volontarie di gravidanza: 5 su 17. Per questo il comitato promotore ha scelto le Marche come seconda tappa, dopo la Lombardia, per la presentazione della proposta di legge.” Il paradosso – ha detto Bonvicini -  è che stiamo portando avanti questa campagna per applicare una legge nazionale che non viene rispettata dai servizi sanitari regionali. Per superare il problema, riteniamo necessario indire bandi di concorso per ginecologi non obiettori ed ampliare il coinvolgimento delle cliniche private convenzionate”.

Attualmente nelle Marche sono due, una ad Ancona e l’altra a San Benedetto del Tronto, le strutture convenzionate che effettuano interruzioni volontarie di gravidanza.

opinioni a confronto

7 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  11/04/2019 06:34  Anonimo485

    Siamo nel 2019 e ancora c'è chi vorrebbe tornare alle mammane per le donne povere e ai cucchiai d'oro per quelle che se lo possono permettere. Senza parole.

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  • 1  10/04/2019 21:02  Anonimo442

    Per anonimo 580. La differenza è tutta qui, secondo me la mia vita è mia e ho diritto di decidere se diventare madre o no, come, quando etc . E ragionando così andiamo vero una società più libera e più democratica. Nessuno cerca di far cambiare idea a chi la pensa diversamente, ma nessuno può più pensare di imporre le sue idee sulle scelte personali degli altri, e l'aborto è un diritto, spesso negato. E poi come mai chi si gioca la carriera etc. è sempre la madre?

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 2  09/04/2019 22:22  Anonimo580

    Diritto? Io donna non ho nessun diritto di decidere né della mia vita né di quella di una creatura....la vita non é nostra. Carissimi finché ragioniamo con queste mentalità non andremo da nessuna parte.
    Meglio una carriera finita e uno stipendio in meno e un ragazzo domani.
    E poi ci consideriamo ITALIA DELLA FAMIGLIA?
    Siamo lontani anni luce.....

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 3  09/04/2019 20:28  Anonimo609

    Ma ci vogliamo fare una semplice domanda? Quanto costa un figlio? Quale supporto offre lo stato? Dopo che i genitori, madre in particolare, si è rovinata la carriera, forse la situazione economica e forse la salute per allevare un figlio che porta il cognome del padre (questa poi!), se questo figlio poi lavora e contribuisce allo sviluppo della nazione, con le sue tasse pagherà laute pensioni a chi è stato così furbo da guardarsi bene dal perdere tempo e denaro per riprodursi. La madre, che magari ha perso il lavoro proprio a causa della maternità, avrà o una pensione da fame oppure anche niente. Questa è prevenzione dell'aborto, non certo questi ginecologi con la coscienza così "sensibile".

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  • 4  09/04/2019 14:10  Anonimo378 Mater amabilis

    Ma non è più semplice usare contraccettivi? pillole, preservativi, invece di eliminare una futura creatura? che forse avrebbe anche il diritto di venire al mondo? Oppure interrompetevi le vostre "varie condutture" così potrete dargli giù a volontà!!!

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  • 5  09/04/2019 02:11  Anonimo831

    L'aborto è uno dei tanti diritti negati delle donne. Sono d'accordo nel cercare di rimuovere le cause di quello che resta comunque un dramma, ma il diritto va garantito. Un plauso a + Europa.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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  • 6  08/04/2019 18:06  Anonimo318

    Preferisco meno Europa e più Sovranismo, questa europa mi ha fortemente deluso.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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