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Giovedì, 23 Maggio 2019 20:51  Asterio Tubaldi  252 

Il metodo democratico è il principio ispiratore della coalizione  e del candidato sindaco Massimiliano Grufi

Il metodo democratico è il principio ispiratore della coalizione e del candidato sindaco Massimiliano Grufi

            L’unica occasione che abbiamo per ascoltare noi i candidati sindaco sono i confronti, in verità eccessivamente ingessati e incapaci di far emergere le reali differenze.  Nell’ultimo, ad esempio, il collega Simonacci, in vena umoristica, ha affermato che tutti copiano il suo programma e che lui è stato il primo a presentarlo. Mi sembrava che fossero stati l’UdC e Costituente Popolare a presentarlo per primi insieme a me all’inizio di febbraio con il titolo “50 idee per Recanati”.

            Mi è sembrato anche di vedere una decina di punti del programma Simonacci, presentato più di due mesi dopo, all’incirca simili a quelli da noi già proposti.

            A parte queste amenità, resta la sostanza che noi vogliamo ribadire legata al metodo democratico. Su questo argomento, invece, c’è molta timidezza un po’ da parte di tutti.

Noi crediamo veramente che il Comune debba essere governato con il concorso di tutti i cittadini e non dominato da un Sindaco.

Noi crediamo che la Giunta debba svolgere un ruolo propositivo anche nei confronti dello stesso Sindaco e non essere il suo consiglio personale, come una sorta di consiglieri ciambellani del Re.

Noi crediamo che il Consiglio Comunale debba e possa svolgere un ruolo autonomo rispetto all’esecutivo secondo quanto stabilisce la legge: non è lesa maestà se il Consiglio modifica un bilancio o rinvia l’approvazione di un conto consuntivo in quanto esercita una sua legittima prerogativa.

Noi crediamo che le commissioni non debbano essere una parodia della democrazia, ma luoghi nei quali, insieme a gruppi di lavoro e consulte tematiche, si svolge una reale condivisione di tutte le proposte delle quali, ovviamente, il Consiglio e la Giunta dovranno poi fare sintesi e assumere le relative decisioni.

Noi crediamo che gli otto consigli di quartiere e di contrada debbano essere eletti direttamente dai cittadini e debbano avere la possibilità di fare precise proposte di spesa al Consiglio Comunale e alla Giunta registrando le esigenze dei territori che rappresentano.

Noi crediamo sinceramente che i rapporti fra maggioranza e minoranza si debbano svolgere in un’ottica di civile convivenza e di reciproco ascolto, pur nella naturale dialettica fra forze politiche alternative.

Noi crediamo che non debbano esistere cittadini di serie A e di serie B di fronte alla pubblica amministrazione e che tutti abbiano il diritto di far valere le proprie ragioni nei limiti disciplinati dalle leggi e dai regolamenti.

Noi crediamo più nel Popolo che in noi stessi e nella nostra parte politica perché non prevalga mai quella logica settaria fonte di corruzione e di arrogante gestione del potere, di cui abbiamo troppi esempi in Italia e che ha condotto allo sfascio di amministrazioni e Enti Pubblici.

Dentro questa visione ci sentiamo di assumere un impegno solenne che prima ancora che essere politico-amministrativo è etico e morale, riguarda cioè il nostro modo di fare e di sentire la cosa pubblica: padroni di nessuno, servitori di tutti.  

            Recanati, lì 23 maggio 2019

                                                                                              Massimiliano Grufi

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