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Sabato, 15 Giugno 2019 13:08  Asterio Tubaldi  Stampa  3828 

"Si è vinto ai rigori e quindi ora è necessario governare e non dominare". L'invito del vescovo Marconi al sindaco di Recanati

"Si è vinto ai rigori e quindi ora è necessario governare e non dominare". L'invito del vescovo Marconi al sindaco di Recanati

Usa molte metafore calcistiche il vescovo Marconi nella sua omelia svolta nel corso della messa del patrono San Vito. Rivolgendosi al sindaco Bravi, presente alla funzione, gli ricorda che dopo una campagna elettorale in cui la chiesa ha mantenuto la sua neutralità e la città si è letteralmente spaccata in due, deve avere l’umiltà di prendere atto che la sua non è stata una vittoria indiscussa, ma conseguita ai rigori. Quindi "dopo la giusta esultanza, deve con umiltà chiedersi cosa può correggere e migliorare e magari, guardando allo stile di gioco dell’avversario, cosa può imparare di buono”.  

L’omelia per la festa del Santo Patrono di una città non è solo una riflessione spirituale, ma un momento in cui il Vescovo, nella sua responsabilità di Padre e Pastore è chiamato ad offrire una parola di saggezza a tutta la società civile. La festa di oggi giunge in un momento significativo dalla vita di questa comunità civile, almeno per la grande maggioranza composta da cristiani; per questo parlo ai cristiani, ma vorrei parlare a tutti gli uomini di buona volontà di Recanati. La Chiesa, nel suo lungo percorso storico, ha conosciuto tanti modi di organizzare la vita sociale e politica, ed è da tempo convinta che la democrazia, il governo diretto dalla maggioranza, sia una via non certo perfetta, perché nulla di umano è perfetto, ma sicuramente migliore di tante altre.

Perché ci sia vera democrazia, la gente deve essere lasciata libera di decidere con responsabilità ciò che pensa meglio nel suo cuore. Perciò, in questi mesi di competizione elettorale non sono intervenuto, né con interviste, né con gesti pubblici, schierando la Chiesa da una parte o dall’altra. Rispettare la libertà delle persone, comunicare con sincerità, evitare ogni tipo di pressione o ricatto è fondamentale perché la democrazia sia rispettata. Da quello che ho letto e che mi è stato riferito, senza giudicare nessuno, ma solo verificando i fatti: qui il confronto è stato molto acceso, spesso i toni sono saliti oltre il livello di guardia e questo ha portato a una frammentazione prima e poi a uno scontro elettorale, che ha letteralmente spaccato in due la città. Così funzionano spesso le elezioni, anche se non sarebbe il modo migliore di far funzionare la democrazia. Il risultato ha deciso il futuro di questa città. Vorrei usare una immagine calcistica: in un torneo vince chi supera l’avversario, ma un saggio allenatore se ha vinto 5 a zero, come ieri le bravissime Azzurre, si conferma nella bontà delle sue convinzioni e del suo stile di gioco. Se invece ha vinto ai rigori, dopo la giusta esultanza, deve con umiltà chiedersi cosa può correggere e migliorare e magari, guardando allo stile di gioco dell’avversario, cosa può imparare di buono.

Alla nuova amministrazione, mentre assicuro la mia sincera preghiera perché possa svolgere il proprio compito al meglio per il bene comune, vorrei ricordare che in politica i termini sono importanti: una città la si può dominare o governare e non è la stessa cosa. Il dominio impone la propria volontà sempre, il governo di una nave è invece un’azione comune: che il capitano coordina, ma sapendo ascoltare l’esperienza ed il consiglio di ciò che vede la vedetta e ciò che sente il timoniere e soprattutto la fatica di chi suda a remare. Il confronto politico poi, può essere vissuto da ora in poi come lotta o come competizione. La parola lotta rimanda allo scontro ed allo sguardo sull’altro in cui si riconosce un nemico. La bella parola competizione, da cum-petere, vuol dire puntare insieme a raggiungere un risultato, si corre distinti e anche su traiettorie diverse, ma si va verso lo stesso traguardo e la corsa dell’uno è ispirazione per l’altro. San Paolo VI, in un suo messaggio di oltre 50 anni fa, diceva cose che ancora oggi sono valide e luminose, le vorrei rileggere con voi invitandovi tutti, maggioranza ed opposizione, a meditarle per avere una guida saggia nel cammino che attende tutta la città e che spero saprete fare assieme.

«La Democrazia trova nel Vangelo non solo incoraggiamento, ma sostegno. Infatti la libertà difesa dal cristianesimo non è solo libero corso dato al capriccio, agli impulsi, allo scandalo, al vizio, a detrimento altrui e in spregio della legge. È invece la presa di coscienza di una responsabilità, come dovere morale personale davanti a Dio. L’uguaglianza affermata non consiste poi nel rivendicare una vana e irraggiungibile perequazione di godimenti temporali, quantitativamente determinati, ma proclama una comune origine e una comune dignità: quella di figli di Dio chiamati alla stessa visione beatifica. Se democrazia dice: “fraternità”, il Vangelo ci insegna ad amare tutti gli uomini, di qualunque condizione, perché tutti sono stati redenti dallo stesso Salvatore; e ci obbliga a offrire ai più diseredati i mezzi per giungere, nella dignità, a una vita più umana. Infine, la Chiesa ci ricorda l’origine divina dell’autorità e insegna a quanti la esercitano che il loro potere è limitato dai diritti della coscienza e dalle esigenze dell’ordine naturale voluto da Dio. Inoltre una vera democrazia esige che i cittadini siano adeguatamente informati, ma pure che si sforzino di giudicare e di discernere le informazioni che ricevono. Quindi è necessaria una stampa libera e corretta, che si curi dell’obiettività; strumenti di diffusione che non siano al servizio esclusivo di una determinata politica, ma anche cittadini capaci di rendersi indipendenti dal loro giornale, e di ascoltare non passivamente e senza partito preso, quanto loro trasmette la radio o la televisione». (Discorso sulla Società Democratica, 2 luglio 1963). Che san Vito aiuti tutti i Recanatesi a costruire insieme quella civiltà dell’amore che ogni persona sogna come stile di vita ideale per una comunità umana.

video di Giorgio Calvaresi

opinioni a confronto

33 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  19/06/2019 16:05  Anonimo253

    23:27
    Riflettere di cosa?
    Chi vince le elezioni comanda,governa,svolge la volontà dell'elettorato!
    Ciò che chiede Nazzarè è un ritorno ai tempi del pentapartito dove chi aveva zero voti dettava le regole.
    Bè meglio andare avanti!

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  • 1  17/06/2019 23:27  Anonimo374

    Se leggete attentamente il 313 racchiude quello che ha detto il Vescovo dobbiamo solo riflettere tutti e migliorarci certo chi amministrera' avrà una responsabilità veramente grande, incominciate ad amministrare con il CUORE

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  • 2  17/06/2019 21:59  Anonimo302

    Per l'anonimo 313, se vogliamo iniziare un dibattito sulla sacra scrittura, possiamo anche farlo, ma non facciamo come i Testimoni e Geova che estrapolano passi della Bibbia o dei Vangeli per dimostrare le proprie asserzioni. Dal punto di vista morale 'li riconoscerete dai loro frutti" basta e avanza. Per questo il Vescovo non doveva fate quel prrambolo alla sua omelia, il brano di Paolo VI bastava e avanzava. Invece, nel suo preambolo, il Vescovo e' stato indotto da non precisati informatori a immaginare comportamenti non corretti, o quanto meno poco democratici, dei nuovi amministratori della città, questo senza neppure conoscerli. Questo è. Stato inopportuno e ha seminato sospetti non giustificato e poco generosi da parte di un "pastore". Don Lorenzo Milani diceva che occorre convertire i nostri vescovi, spero che le tante reazioni negative al suo intervento servano proprio a questo.

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  • 3  17/06/2019 14:39  Daniele

    ..........non so se qualcuno gli ha chiesto un parere, però bisognerebbe spiegare al Vescovo che la squadra che passa il turno, anche se ai calci di rigore, gioca la partita successiva che non si gioca con una squadra mista composta da giocatori della squadra che ha vinto e quella che ha perso. quella che ha perso esce dalla competizione e , se si qualifica, ricomincia giocare al torneo successivo.

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  • 4  17/06/2019 12:29  Anonimo313

    Mettete da parte il "tirare l'acqua, ciascuno, al proprio mulino". Gesù diceva che "non è quello che entra nell'uomo a contaminarlo, ma quello che gli esce dal cuore"... obiettivamente don Nazzareno ha fatto un'omelia per tutti, destra, sinistra, centro ed è un'omelia, grazie a Dio e finalmente, degna di un vescovo del suo Calibro. E a chi dice che la Chiesa deve rimanere fuori dalla politica... È vero! Rimanere fuori nel "fare politica" ma la chiesa, fatta di uomini, nella persona dei suoi pastori, ha il dovere di tracciare una strada per gli uomini. Se ancora si vede la vita cristiana e il credo staccati dalla vita concreta e quotidiana... È puro anacronismo e, soprattutto, sarebbe quel problema di sempre che non ha fatto altro che creare cristiani o uomini sclerocardiaci, schizzati nel cuore (e nella vita). Grazie vescovo!

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  • 5  16/06/2019 23:28  Anonimo421

    Per l'anonimo 690. In primis il vescovo dovrebbe essere una guida morale e non politica, per cui dovrebbe star vici o a tutti gli amministratori delle sue diocesi ed esimersi di intervenire nella politica. Per secondo, quell'uomo di chiesa "malridotto" nessuno lo ha trascinato a votare, era nel suo diritto e lo ha rivendicato. Poi chi abbia votato lo sa solo lui. In più questo sacerdote merita il più grande rispetto per aver speso la sua vita a favore dei fedeli e di tutti quei cittadini di qualsiasi razza e religione si sono rivolti a lui. Quest'uomo di chiesa che ha significato tanto per la città, non merita quello che hai detto. Ti dovresti vergognare anche perché a tutt'oggi lui è molto più lucido e intelligente di te.

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  • 6  16/06/2019 19:04  Anonimo256

    Da quante persone viene eletto il papa? Da tutti i preti? Da tutti i credenti?
    Ogni quanto viene eletto?

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  • 7  16/06/2019 17:17  Anonimo690

    fiordomo appena eletto con il vescovo aveva organizzato anche una partita di calcio, adesso che l'intervento fatto non fa comodo ai compagni il vescovo non piace più, però vi piace quell'uomo di chiesa che seppur malridotto avete di forza accompagnato fuori al seggio( in Braccio)per votare bravi ma di questo non ne parlate e non ve ne vergognate; è proprio vero non vi accontenterebbe neanche il diavolo che in fondo è quello che vi aspetterà prima o poi

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  • 8  16/06/2019 15:42  Anonimo291 non alieno

    L'anonimo 670 forse ha degli interessi particolari perché l'ospedale non funzioni più???

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  • 9  16/06/2019 12:32  Antonio Baleani

    Purtroppo ci sono cittadini che ancora non capiscono il grande ruolo che ha svolto a favore di tutti quando il nostro attuale Poliambulatorio era veramente OSPEDALE. Caro amico da come scrivi penso che tu non hai ancora avuto esperienze dirette di possibili necessità per te o i tuoi famigliari magari anziani, esperienze che non ti auguro assolutamente dal più profondo del cuore.
    L’ospedale resta per tutti noi il principale obiettivo per rendere più a misura d’uomo e più umana questa città. Non c'è cultura che tenga senza il rispetto della persona umana.

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  • 10  16/06/2019 11:44  Anonimo697

    In un primo momento mi son detto anch'io che avrebbe fatto meglio a non parlare di politica nell'omelia, ma poi rileggendo attentamente l'articolo mi sono
    reso conto che il Vescovo ha detto cose vere, la giusta allusione al calcio ci sta proprio tutta "ha vinto ai rigori" infatti chi ha vinto in questa maniera cosi risicata per soli 29 voti in più, farebbe bene a riflettere, con la città è spaccata in due.

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  • 11  16/06/2019 10:48  Anna Maria Dalla Casapiccola

    Mi sembra giusto pensare che per l'elezione del sindaco non ci devono essere partito e politica. Il sindaco è "PERSONA" dedita solamente al bene e allo sviluppo della città e dei cittadini .Tanti commenti sono inutili

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  • 12  16/06/2019 06:43  Anonimo518

    Caro il mio vescovo se vuol far politica si tolga l'abito talare e si candidi.
    Se vince le elezioni per un pugno di voti faccia una grande coalizione dai comunisti ai missini!!!
    Ma guarda te cosa mi tocca leggere nel 2019!

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  • 13  16/06/2019 06:35  Anonimo521

    Scusa Nazareno vescovo, chi ti ha imbocato? Chi ti ha preparato io discorso. La prossima resta pure a Macerata. Speriamo che papa Francesco a camerino ti illumini.

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  • 14  16/06/2019 03:22  Anonimo593

    Quali fabbricati pagano l'IMU a Recanati (e quale IMU !) e quali no? Prima di impartire lezioncine morali e politiche il vescovo e i politici facciano almeno chiarezza. E ora, suppongo, nuovi aumenti.

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  • 15  16/06/2019 01:03  Anonimo197

    Sarebbe interessante capire chi ha informato il vescovo e quali fatti ha accertato, come lui stesso dichiara. Qui la divisione, anche aspra, si è verificata solo in casa PD e ha fatto bene il vescovo a non impicciarsi durante la campagna elettorale perché non e' questo il suo mandato pastorale. Poi rivendicare l'origine dell'autorità civile da Dio ci riporta al medioevo quando la chiesa voleva comandare sull'imperatore. Sia il vangelo che i documenti conciliari precisano l'autonomia dei cristiani nell'organizzare la convivenza civile. Chiamare in causa Paolo VI, che di questa autonomia fu fiero difensore, mi e' sembrato proprio fuori posto.

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  • 16  15/06/2019 23:45  La sinistra peggio dei fascisti

    Gianni Bonelli sei un fazioso e ipocrita fiordomo alle grazie non ha ricevuto il cardinale..???E che se lo fate voi e torna a vostro favore altrimenti...e un susseguirsi di fascisti...crociati..insulti a non finire
    Vi consiglio una bella supposta nera visto che gli immigrati vi piacciono tanto

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  • 17  15/06/2019 22:40  Anonimo264

    Bravo Nenooo... Sei un grande... Hai fatto benissimo!!! Mi sembra giusto e doveroso dire ciò che si pensa... In democrazia, si può fare!!!...

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  • 18  15/06/2019 22:12  Gianni Bonfili

    Finalmente,leggendo l'intera omelia del Vescovo ,ho capito che il concetto della libertà difesa dal cristianesimo non è il libero corso al capriccio,agli impulsi,ecc.ecc.
    Ma la chiarezza espositiva avrebbe potuto essere migliore e non sarei caduto nell'errore interpretativo,del quale faccio ammenda,che mi ha fatto letteralmente sobbalzare.

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  • 19  15/06/2019 21:06  gianni bonfili

    Per me nei blog il pollice verso vale un erutto se non viene accompoagnato da qualche argomentazione,perchè quando è privo di tale completamento nega ogni valore al confronto,al dialogo,il solo strumento che può riuscire a far capire all'altro l'eventuale errore.Se,poi,uno non ne ha voglia si astenga.E' molto meglio.

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

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