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Rubrica a cura di Gabriele Accattoli

Martedì, 02 Luglio 2019  Asterio Tubaldi  Stampa  462 

AMBITO DI INTERESSE DELLA SCIENZA CRIMINALISTICA E SUA NASCITA

AMBITO DI INTERESSE DELLA SCIENZA CRIMINALISTICA E SUA NASCITA

Inizio storia.

“certe volte quello che vedi realmente, e quello che immagini, si mischia nella memoria come un cocktail, dal quale tu non riesci più a distinguere i sapori…..…..quando hai eliminato l’impossibile, quello che rimane, per quanto improbabile, è la verità”

 

Prima di intraprendere il percorso storico, è doveroso fissare cosa si intende per criminalistica.

La criminalistica è la scienza dell’indagine criminale, detto cosi, dice tutto o forse niente. Approfondiamo, essa e’ la scienza “interdisciplinare” sulla quale si basa la moderna ricerca delle tracce sulla scena del crimine, con metodi e procedure da laboratorio, per risalire  alle tracce di  un delitto e l’identificazione del responsabile, attraverso risultati “obiettivi”, “documentati” e “riscontrabili”.

Il criminalista è colui che, attraverso rigorosi protocolli scientifici, provvede alla ricerca, raccolta, documentazione, repertazione  ed analisi  delle tracce di un reato, al fine di ricostruire gli eventi e, soprattutto, di identificare l’autore del reato proponendo prove certe.

Non dimentichiamo un elemento molto importante, ho detto che l’attività del criminalista ha il fine di identificare l’autore del reato, detta affermazione è giusta, però va ampliata.

Se pur vero che lo scopo è quello anzidetto, non dimentichiamo che l’attività del criminalista può essere usata anche dalla difesa dell’imputato per dimostrare, al contrario della Pubblica Accusa, l’estraneità dello stesso dai fatti.

Da questo ne deriva che la documentazione e la ricerca delle tracce, non deve essere esperita solo verso l’ossessivo desiderio di dire “…tizio è il colpevole…” ma deve essere fatta con la mente sgombra da pregiudizi e condizionamenti, in modo da non trascurare nulla, sia quello che “inchioda” il sospettato, e nello stesso tempo quello che potrebbe assolvere lo stesso.

Il bravo criminalista è colui che mette sul piatto della bilancia tutto, che riesce a raccogliere tutto senza trascurare niente.

La criminalistica ha avuto un lungo e tortuoso percorso storico condizionato, ovviamente, dell’evoluzione  delle conoscenze scientifiche. l’evoluzione della tecnologia ha di fatto arricchito il contenuto scientifico delle investigazioni. Mentre prima avevamo un unico soggetto che provvedeva a tutto, spesso individuato nel medico legale, col passare del tempo si è andata a delineare sempre più una figura specifica che si occupa esclusivamente di quel segmento investigativo prettamente scientifico.

Nel corso dei nostri appuntamenti, ed in particolare in quelli relativi alla storia ed evoluzione della criminalistica, scopriremo che il contenuto tecnologico dell’investigazione era limitato ad un’azione atta a fissare i caratteri fisici del soggetto ed alla materialità.

            Quando successivamente le scienze ampliarono le possibilità, l’applicazione avrà un apporto sempre più determinante, inserendo nel campo di interesse investigativo anche il reato e non solo più il reo.

Fatta questa piccola e snella presentazione, che prossimamente riprenderemo in forma più approfondita, integrando anche la figura del criminologo e quanto concerne la profilazione criminale, meglio conosciuta con il nome di “criminal profiling”, iniziamo con la storia della criminalistica dagli albori della civiltà, per poi arrivare ai giorni d’oggi.

Il primo problema che si evidenziò nel tempo, fu dimostrare l’identità certa delle persone. Le vecchie società, con limitare relazioni interpersonali, faceva si che tutti si conoscessero, non esisteva l’interesse all’identità personale, ma con l’evoluzione del commercio, degli spostamenti, delle  migrazioni, la dimostrazione della propria identità divenne un’esigenza.

Ogni essere è portatore di due segmenti utili per risalire alla propria identità, uno fisico e l’altro amministrativo. Quando i predetti segmenti sono conosciuti ed uniti, il soggetto è identificato, ma quando uno dei due segmenti è sconosciuto risulta difficile rintracciarlo ed unirlo all’altro.

Partiamo da qui con la storia, con l’esigenza di identificare le persone.

Le prime tracce di collegamento  tra il dato anagrafico all’entità fisica, provengono dal Medio Oriente, esistono tavolette di argilla sulle quali i Babilonesi, a garanzia dei propri crediti, facevano apporre le impronte digitali ai propri debitori. Non sappiamo e non abbiamo riscontri se già i Babilonesi avevano codificato delle tecniche per lo studio delle impronte digitali e competenze in dattiloscopia, o se l’operazione era semplicemente limitata ad un gesto di sacralità che rafforzava l’impegno.

Passiamo in Egitto, Alessandria d’Egitto, nell’anno 106, quando lo scriba tracciò, in lingua greca, su un papiro, una circolare di ricerca di due schiavi, così proposta:

 

“un giovane schiavo d’Aristogynes, figlio di Krysippo, a nome di KERMOS alias Noiles, è scomparso. E’ un siriano di Bambyco di circa diciotto anni di età, di statura media, senza barba, con gambe dritte, mento a fossetta, porro a forma di lenticchia al lato destro del naso. Ha una cicatrice all’angolo destro della bocca ed è tatuato con caratteri barbarici al polso destro. Porta una borsa con tre mine e dieci dracme d’oro, un anello d’argento su cui è effigiato un vaso di profumi. E’ vestito con clamide e con grembiule in cuoio. E’ accompagnato dallo schiavo Bion, grosso, di spalle larghe dagli occhi verdastri, vestito di tunica e con piccolo mantello da schiavo.”

 

E’ evidente la sistematicità con cui sono stati raccolti ed ordinati i dati descrittivi dei due schiavi. Si è iniziato con i connotati (siriano, anni diciotto, senza barba), poi con i connotati salienti (struttura media, gambe dritte, mento a fossetta), ed infine con i contrassegni (porro, cicatrice e tatuaggio).

Se non ci fossero circa 1800 anni di distanza, sembrerebbe di assistere alla tecnica del “ritratto parlato”, metodica ideata e divulgata da Bertillon, ma ora è troppo presto per parlare di Alphonse Bertillon, abbiamo ancora della strada da fare.

 

 

 

                                                                                                      

 

 

1 commento

  • 0  22/07/2019 12:12  Chiara

    Un bel articolo!!! Interessante...Complimenti!!!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    0  0   Rimuovi


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