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Giovedì, 18 Luglio 2019 10:54  Asterio Tubaldi  1418 

SOTTO INCHIESTA PER PRESUNTI ILLECITI IN APPALTI LA SANITA’ REGIONALE

SOTTO INCHIESTA PER PRESUNTI ILLECITI IN APPALTI LA SANITA’ REGIONALE

Appalti pilotati per favorire una cricca di imprenditori e i presunti reati commessi vanno dalla corruzione al tentato abuso d’ufficio, dalla turbata libertà degli incanti alla tentata turbativa della libertà del procedimento di scelta del contraente: questa l’ipotesi avanzata dal pm di Ancona Andrea Laurino dopo le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Indagati il direttore generale dell’Asur Alessandro Marini, il neo sindaco di Castelplanio Fabio Badiali, ex consigliere regionale e imprenditori e intermediari, e precisamente: Norberto Pesarini, Mauro Pieroni, Michele Magagna, Luigi Posadinu, Luciano Facchini, Sergio Venditti, Alessandro Pedone. Nel registro degli indagati c’è anche Fulvia Dini, funzionaria regionale, per cui è stato ipotizzato il tentato abuso d’ufficio per un solo episodio: per la procura avrebbe predisposto in concorso con Marini una gara fittizia per giustificare un pagamento diretto a un avvocato.

 I fatti prendono in considerazione un arco di tempo che va dal 2015 fino a maggio 2019. 

Secondo le indagini della Guardia di Finanza gli indagati a fine dicembre 2018 avrebbero influenzato lo svolgimento, ancora in corso, di una gara pubblica legata ai servizi di pulizie di tutte le aziende sanitarie della regione per un valore di 200 milioni di euro cercando di favorire un’azienda con sede legale in Emilia Romagna. Illeciti anche nel bando di gara per affidare il servizio di ristorazione scolastica e assistenziale a una determinata ditta veneta e riferibile al contesto di Jesi. Stando agli inquirenti, Badiali (che al momento dei fatti non era ancora sindaco) sarebbe stato un mediatore nella transazione dell’affare della ristorazione. Per la Procura avrebbe incassato mille euro, soldi formalmente presi come contributo per la campagna elettorale per la sua elezione a sindaco di Castelplanio. Tra gli affidamenti sospetti anche la gara per l’affidamento del servizio antincendio per le strutture ospedaliere di Fabriano dove Marini in un secondo momento avrebbe cambiato il criterio di riferimento per l’aggiudicazione dell’appalto, finendo così per favorire (questo dice l’ipotesi di reato) una presunta ditta “amica”.

Per l’Area Vasta 3 di Macerata è finito nel mirino degli inquirenti un affidamento fatto da Marini per il servizio di lavo-nolo, secondo l’accusa, senza contratto e provvedimento per favorire due società.

 

 

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