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Venerdì, 19 Luglio 2019 10:15  Asterio Tubaldi  1084 

Mobilia al macero. Qui c'è qualcuno che non dice la verità.

Mobilia al macero. Qui c'è qualcuno che non dice la verità.

Risolto il caso della mobilia di tre famiglie Recanati, sistemata momentaneamente nell'ex scuola Gigli di via Cesare Battisti. e poi portata al macero. L'amministrazione comunale, rispondendo ad una interrogazione del consigliere Simone Simonacci,  ha confermato quello che era un preoccupante sospetto, cioè che tutto quel materiale è andato distrutto. Qui le versioni si dividono di netto. Le tre famiglie affermano di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione da parte del Comune a prelevare la mobilia dalla scuola Gigli prima della sua demolizione. Il Comune sostiene invece di aver posto persino una data di scadenza per questa operazione. Chi dice la verità? Sta di fatto che le tre famiglie hanno sommato oltre al danno la beffa. La loro storia inizia diversi anni fa quando vennero fatte traslocare, insieme ad altre famiglie dagli alloggi del complesso di Sant’Agostino, con la promessa che sarebbero lì ritornate una volta ristrutturati gli appartamenti. Tre di queste famiglie  vennero invitate a sistemare parte della loro mobilia, biancheria ed altri utensili di casa, nel magazzino della scuola Gigli in attesa di ritornare ai loro vecchi alloggi. Ciò però non è mai più avvenuto. Quegli alloggi vennero, infatti, dati in uso alla Casa Editrice Eli per la realizzazione del “Campus L’Infinito” per l’accoglienza di studenti stranieri. La conclusione della  storia è poi nota. 

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