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Lunedì, 05 Agosto 2019  Asterio Tubaldi  Stampa  658 

LA STORIA DELLA CRIMINALISTICA E CRIMINOLOGIA – art 354 cpp – settima parte

LA STORIA DELLA CRIMINALISTICA E CRIMINOLOGIA – art 354 cpp – settima parte

La settimana scorsa ci eravamo lasciati con i “padri” della Polizia Scientifica Italiana, Cesare Lombroso e Salvatore Ottolenghi, ma prima di continuare con la storia, concediamoci una piccola pausa……

            Alcuni giorni fa un’amica mi contattava per chiedere indicazioni e delucidazione su cosa fare in quanto vittima di un furto in abitazione. Dopo aver seguito i miei consigli e recatasi all’Ufficio Denunce della Questura della sua città, mi manda un messaggio su WhatsApp che diceva “ Gabry cos’è il 354?! Ormai è tardi per il 354 della Scientifica” con la faccina da sconsolata.

            Da qui mi è venuta l’idea di anticipare, molto velocemente, quello che era già in programma, ovvero di trattare l’argomento art. 354 cpp dopo la storia, cioè il sopralluogo di Polizia Scientifica.

            Cosa è e cosa prevede l’art. 354 del Codice di Procedura Penale?

             “Accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone. Sequestro. (1) gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria curano che le tracce e le cose pertinenti al reato siano conservate e che lo stato dei luoghi e delle cose  non venga mutato prima dell’intervento del pubblico ministero. (2) se vi è il pericolo che le cose, le tracce, i luoghi indicati nel comma 1 si alterino o si disperdano o comunque si modifichino ed il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose. In relazione ai dati, alle informazioni e ai programmi informatici o ai sistemi informatici o telematici, gli ufficiali della polizia giudiziaria adottano, altresì, le misure tecniche o impartiscono le prescrizioni necessarie ad assicurarne la conservazione e ad impedirne l’alterazione e l’accesso e provvedono, ove possibile, alla loro immediata duplicazione su adeguati supporti, mediante una procedura che assicuri la conformità della copia all’originale e la sua immodificabilità. Se del caso, sequestrano il corpo del reato e le cose a questo pertinenti. (3) se ricorrono i presupposti previsti dal comma 2, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sulle persone diversi dalla ispezione personale.”

            L’art. 354 cpp racchiude in poche righe quello che è l’attività della criminalistica in seno alla Polizia Scientifica, è l’A.B.C., il “vangelo” dell’attività del sopralluogo, della documentazione allo scopo di fissare lo stato delle cose sulla scena del crimine, e relativa ricerca, documentazione, repertazione e sequestro delle tracce pertinenti al reato.

            La Polizia Scientifica svolge la propria attività istituzionali in più settori, l’identificazione, la documentazione in occasione di eventi con rilevanza in seno alla Sicurezza ed all’Ordine Pubblico, attività di laboratorio, attività di supporto ai settori investigativi, e tanto altro, tutto disciplinato, dove previsto, da specifiche norme di legge, ma l’attività in seno ad un evento delittuoso, gira tutta attorno all’art. 354 del codice di procedura penale.

            La mia amica voleva sapere, inoltre, se era troppo tardi per la Polizia Scientifica; per l’intervento sulla scena del crimine non è mai tardi, ovviamente, più passa il tempo e più le tracce si alterano, si disperdono, si modificano, e l’avvento di persone sui luoghi agevola questa condizione. L’importanza che l’attività sulla scena del crimine venga esperita il prima possibile è fondamentale, come è fondamentale il dettato del comma 1 dell’articolo in argomento, ovvero, tradotto in sintesi interpretativa, il personale delle forze dell’ordine che giunge per primo sul luogo del reato, deve adoperarsi affinché lo stato dei luoghi e delle cose non vengano modificate ed alterate.

            Relativamente a questo argomento, per ora mi fermo qui, sarà ripreso più in dettaglio ed approfondito nell’articolo dove parlerò del sopralluogo sulla scena del crimine, ed ora riprendiamo la storia.

            Per comprendere al meglio la nascita della Polizia Scientifica, dobbiamo scoprire chi erano i due personaggi chiave, Professor Lombroso e Professor Ottolenghi.

            Lombroso Marco Ezechia, chiamato Cesare, (1835 – 1909) era un medico antropologico, sociologo, filosofo, considerato da tutti il padre della moderna criminologia.

            Una teoria di Cesare Lombroso, denominata “Teoria dell’atavismo” possiamo sintetizzarla nella sua frase “…il criminale è un essere atavico che riproduce sulla propria persona i feroci istinti dell’umanità primitiva e degli animali inferiori….”.

            Durante gli studi da lui eseguiti, che si concentrarono sulle caratteristiche antropologiche dei malati di mente e dei criminali, principalmente basato sulla conformazione del cranio, misurazione dello stesso e delle ossa che lo costituivano, ideò un’altra teoria “L’uomo criminale”, che unita all’altra teoria, portavano il Lombroso a sostenere che i criminali avevano i tratti antisociali dalla nascita per via ereditaria; ma la scienza moderna ritenne infondata questa teoria.

            Ma il Lombroso andava oltre, riteneva che se il criminale era tale per la sua conformazione fisica, non era possibile nessuna riabilitazione, non a caso Cesare Lombroso era un fermo sostenitore della pena capitale, che, sempre secondo Lombroso era l’unica forma per sopprimere la criminalità allo scopo di dare più sicurezza alla società.

            Salvatore Ottolenghi (1861 – 1934) laureato in medicina e chirurgia si specializzò in oculistica, ma probabilmente non appagato indirizzò i suoi studi verso la medicina legale, conseguendo la laurea presso l’università di Torino, dove era già titolare di cattedra Cesare Lombroso, ed Ottolenghi divenne suo assistente. Dopo l’esperienza di assistente al fianco di Cesare Lombroso, Ottolenghi divenne titolare della cattedra di medicina legale all’università di Siena.

            Quando fu dato l’incarico ad Ottolenghi di organizzare il primo corso di Polizia Scientifica, riservato ai Funzionari di Pubblica Sicurezza, lo avevo citato nel precedente articolo, ovviamente il docente non fu scelto a caso, già nel 1896, quando Ottolenghi era titolare di cattedra a Pisa, aveva organizzato di sua iniziativa un corso di Polizia Scientifica, inoltre, ancor prima, nel 1893, insieme a Giuseppe Aloigi, funzionario di Pubblica Sicurezza, fondarono la “Rivista di Polizia Scientifica”.

            Nel 1903, Ottolenghi volle portare delle modifiche integrative a quello che fino a quel momento era stato il semplice cartellino fotosegnaletico, ideando la “cartella biografica”. La novità consisteva in un foglio matricolare del criminale dove, oltre agli elementi propri del cartellino fotosegnaletico, venivano riportate altre informazioni, elementi oggettivi, atte ad inquadrare meglio la personalità del criminale. Gli elementi inseriti in questa cartella biografica andavano dal comportamento scolastico alle eventuali specializzazioni conseguite durante il servizio militare, inserendo l’elenco dei parenti, la frequentazione di criminali e le frequentazioni all’interno dei penitenziari, ed inoltre le abitudini criminali, sociali e personali.

            Fino a quel momento storico, di fatto, non esisteva una linea generale ed univoca per la compilazione e conservazione dei cartellini fotosegnaletici, ma dal 1904 inizia una sistematicità in quel settore diede origine ad un vero e proprio settore della Pubblica Sicurezza. Dal solo segnalamento dei detenuti, si passò anche a quello degli arrestati e dei semplici fermati dalla Polizia; l’Ottolenghi organizzò nei locali dell’attuale sede del Commissariato di P.S. “Trevi”, a Roma, un gruppo di lavoro suddividendo gli incarichi a Funzionari di P.S. con lo scopo di sviluppare ed organizzare specifici settori. Gli incari furono così assegnati: Giovanni Gasti, capo della dattiloscopia; Umberto Ellero, capo del settore fotografia; Giuseppe Falco, capo del settore descrittivo ed antropometrico.

             I tre incaricati negli specifici settori diedero una decisiva svolta professionale all’attività della Polizia Scientifica, ma questo lo vedremo al prossimo appuntamento, per oggi mi fermo qui.

                                                                                                          Accattoli Gabriele

2 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  12/08/2019 14:29  Anonimo823

    Veramente coinvolgente!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    1  0   Rimuovi


  • 1  06/08/2019 22:54  Chiara

    Bello!!! Sempre più interessante...

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    1  0   Rimuovi


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