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Domenica, 01 Settembre 2019 07:30  Asterio Tubaldi  3359 

Il recanatese Jonus Bendaj compie un gesto eroico

Il recanatese Jonus Bendaj compie un gesto eroico

salva mamma e due bambine

I sui amici camionisti albanesi, nel loro sito, lo definiscono un eroe per aver prestato soccorso, a rischio della sua vita, ad una famiglia coinvolta venerdì pomeriggio in un incidente stradale nei pressi di Bologna, lungo l'autostrada. Si tratta di Jonus Bendaj, camionista albanese da moltissimi anni residente a Recanati e sul suo sito facebook posta una serie di video di quanto successo.

Lui, racconta, stava tornando a casa con il suo camion e assiste ad un incidente: una macchina, con a bordo una famigliola composta dai genitori e due bimbi piccoli, 4 mesi e 2 anni, viene tamponata da un camion e finisce nel fosso, a lato della strada. Lui si ferma immediatamente e quando ha visto l’auto che inizia a fumare e ha sentito il pianto dei bambini non ci ha pensato due volte  a cercare di salvare loro la vita rischiando la sua perché l’auto incidentata poteva andare a fuoco da un momento all’altro.

Si è precipitato vicino all’auto, è entrato dallo sportello aperto e ha estratto prima l’una e poi l’altra bambina portandole lontano dal mezzo. Poi è rientrato di nuovo in auto e ha estratto la donna.

“Il padre, invece, ci racconta, stava incastrato tra la cintura e il volante della macchina. Gli ho spruzzato acqua fredda sul viso per tenerlo sveglio perché non riuscivo a estrarlo e avevo paura di fargli male. Fortunatamente nel frattempo sono arrivati i Vigili del Fuoco e la Polizia e hanno provveduto loro a portare in salvo l’uomo”. Il padre è quello che ha riportato maggiori conseguenze dall'incidente insieme ad una delle due bambine. meno gravi gli altri due componenti della famiglia.

Bendaj si è fermato un po’ accanto alla famigliola cercando di riprendere le forze e farsi passare l’emozione e poi ha ripreso la strada. Un salto al Pronto Soccorso di Recanati per farsi medicare le escoriazioni che ha riportato dall’avventura e poi è tornato a casa dalla sua famiglia.

“Non mi sento un eroe, ci dice, ho fatto solo il mio dovere di cittadino quando ho visto altri in difficoltà”.

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