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Domenica, 08 Settembre 2019  Asterio Tubaldi  Stampa  885 

LA SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

LA SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

I rilievi descrittivi – quarta parte

Nell’ultimo articolo avevo trattato la metodologia di sopralluogo come indicata dal protocollo “PG14” del Servizio Centrale di Polizia Scientifica; ovviamente questa metodologia “dovrebbe” essere adottata da tutti coloro che, a qualsiasi titolo, “criminalista” d’Ufficio o di Parte, si trovano ad analizzare la scena del crimine.

            Oggi proseguo con la metodologia già in argomento scendendo nel dettaglio dei rilievi tecnici che nell’ultimo articolo avevo omesso iniziando dai RILIEVI DESCRITTIVI.

I rilievi descrittivi, ad eccezione di quelli di rito,  sono direttamente collegati alla “tecnica di osservazione”; ancora ricordo le parole del docente Ispettore Capo De Santis, quando ho frequentato il corso di formazione per operatore di Polizia Scientifica: “ La tecnica di osservazione è un insieme di metodologie per poter osservare un determinato scenario senza essere condizionati da considerazioni soggettive o da altre persone. Quando si ha un dato certo si deve innescare un determinato lavoro per trarne da questo altri dati importanti. Ogni problema dovrà essere scisso in tanti piccoli problemi, in modo che risolvendone uno a uno, si arriva alla risoluzione del grande problema…..”

I rilievi che ho indicato come di “rito” prevedono: la data e l’ora di inizio e di ultimazione del sopralluogo; generalità, grado ed ufficio di appartenenza dell’Ufficiale di P.G. e dei suoi collaboratori; indicazione dell’Autorità che ha disposto o richiesto le indagini; indicazione del luogo dove si effettua il sopralluogo; generalità del denunziante o vittima; si dovrà indicare chi è presente al sopralluogo, chi assiste alle operazioni. Di non meno importanza è indicare tutti i soggetti che hanno avuto accesso alla scena del crimine prima dell’arrivo della Scientifica, in particolare se dotati dei D.P.I. (dispositivi di protezione personale). Una particolarità riguarda l’indicazione del “reato”, questo se necessario, si indica con quello risalente alla denuncia, senza formulare alcun giudizio che, invece, potrà essere dedotto, indirettamente, dalla valutazione degli elementi rilevati. Faccio un esempio, sopralluogo per “suicidio”, chi ha detto che si tratta di questo? I rilievi descrittivi dovranno parlare, solo ed esclusivamente di “rinvenimento di cadavere”, poi, l’Autorità Giudiziaria di competenza, viste le risultanze degli accertamenti tecnici, formulerà la sua valutazione. Deve essere chiaro, e mi sono sempre battuto per questo, che fare un sopralluogo con il pregiudizio, sia sull’accaduto che sull’autore, porta indiscutibilmente a tralasciare aspetti che potrebbero rappresentare altri scenari, ed un bravo criminalista non deve mai cadere in questa trappola.

Fatta questa lunga premessa, ma doverosa ed importante, passo alla metodologia dei rilievi descrittivi che trovano piena applicazione nel “ritratto parlato di Bertillon e nell’ordine di descrizione dato dal Prof. Salvatore Ottolenghi, il quale diceva “il ritratto parlato del sopralluogo rappresenta il documento più importante di tutto l’incartamento processuale, la base di qualsiasi altra indagine di Polizia Giudiziaria per l’accertamento del reato e la ricerca dei rei”.

Per poter descrivere senza tralasciare nulla ed allo scopo di rendere tutti i verbali di rilievi tecnici  uniformi, la prassi da seguire è la seguente: per gli ambienti, dall’esterno verso l’interno;  dal generale al particolare; da destra verso sinistra; dal basso verso l’alto. Per i cadaveri dalla testa verso i piedi. Per la localizzazione dell’area della scena del crimine, se all’aperto, si prenderanno in riferimento i punti cardinali anche con l’ausilio di GPS,  se l’ambiente è chiuso si farà riferimento a strade, piazze ecc.

Le tracce o le cose d’interesse andranno collocate sulla scena con riferimenti dei punti cardinali o punti fiduciari prestabiliti se all’esterno (poi lo vedremo nei rilievi planimetrici), se all’interno, invece, ci si rifarà al punto di osservazione scelto; esempio, se dobbiamo descrivere una stanza, sceglieremo come punto di osservazione il “vano-porta” che vi da accesso, da lì descriveremo l’ambiente, la forma, la dimensione , se si sviluppa verso destra o sinistra. Si andrà a suddividere la pianta della stanza in quattro quadranti, anteriori destro e sinistro e posteriori destro e sinistro. Analoga suddivisione sarà adottata per le pareti o, se necessario con una suddivisione in “terzi”, terzo destro o inferiore, terzo medio, terzo sinistro o superiore. Alla descrizione analitica della posizione delle tracce o cose, seguirà una rilevazione con misurazioni precise, seguendo un sistema di riferimento cartesiano o triangolazioni da punti fissi fiduciari o da apposizione di picchetti fittizi rilevandone la posizione fiduciaria con il GPS.

A questo segue l’osservazione e la descrizione in particolare delle cose o tracce; dapprima con l’osservazione degli oggetti si deve focalizzare la posizione per verificare se si trovano in posti diversi dalla loro naturale posizione. Nella descrizione si deve analiticamente rilevare: la sede dove si trova; la posizione; la direzione quando si tratta di un oggetto lungo; la dimensione, in questa fase semplificando con “ grande, media, piccola, vasta ecc.”; la forma facendo riferimento alle forme geometriche o se non si trovano affinità con esse si dichiara “irregolare”; la quantità se si tratta di più oggetti o sostanze della stessa natura, indicando con “ poca, molta ecc.”; la qualità, ovvero di che cosa è costituito l’oggetto, legno, metallo, vetro, se è di materiale scadente, nuovo, logorato ecc.; il colore; il calore al tatto, se necessario; l’odore; il sapore; il peso. Per quanto riguarda la scala dei valori, si deve usare i seguenti indicatori: Grande, molto grande, leggermente grande, medio, piccolo, leggermente piccolo e molto piccolo.

Nel caso in cui sulla scena del crimine sia presente un cadavere, come è ovvio, avrà una sua metodica trattazione diversa da quella usata per gli ambienti e cose/tracce. Proceduralmente parlando il cadavere sarà trattato, comunque, come “cosa” che però essendo la sua particolare natura anatomo-biologica il suo stato è soggetto a modificazioni e per questo spesso necessita l’esecuzione di accertamenti oltre che ai rilievi.

            Per il cadavere quindi sia per i rilievi descrittivi che per gli eventuali accertamenti si  seguirà sempre la regola “dal generale al particolare”, procedendo con la seguente sequenza: dal cranio all’estremità degli arti inferiori; dall’esterno all’interno, ovvero si passerà dalla descrizione degli indumenti alla superfice corporea; da destra a sinistra; da mediale a laterale, descrivendo a livello anatomico prima ciò che più interno, poi quello che è più esterno.

            Ovviamente il cadavere, per la sua importanza giudiziaria, dovrà avere, nei rilievi descrittivi una parte totalmente dedicata, dove, prima di procedere alla descrizione, si dovranno focalizzare e fissare dei dati particolari, ovvero: il sesso; il colore; se emana odore; la temperatura che sarà indicata con caldo, tiepido e freddo; lo stato di conservazione; lo stato di integrità; la sede dove si trova facendo riferimento a specifiche misurazioni; la posizione. Per quest’ultimo aspetto la posizione, il cadavere sarà descritto in ogni minimo particolare, il capo, il tronco, gli arti superiori comprese le mani e dita ed gli arti inferiori compresi i piedi. Dopo di ciò si passa all’ispezione visiva per evidenziare e descrivere eventuali lesioni, ferite e loro forma, escoriazioni, ecchimosi ecc.

            Quello che ho narrato, come rilievi descrittivi, andrà poi riportato nel verbale di sopralluogo, ai sensi dell’art. 354 del codice di procedura penale. Nel verbale, oltre alle descrizioni che ho trattato, dovranno essere indicate tutte le attività svolte, la tipologia dei rilievi eseguiti e le attrezzature utilizzate.

Il verbale dei rilievi tecnici sarà poi trasmesso, come dice il codice “senza ritardo”, alla competente Autorità Giudiziaria.

Nel caso in cui si sono stati eseguiti rilievi di varia natura (fotografici, planimetrici, dattiloscopici ecc.) e questi hanno dato un esito positivo per il prosieguo delle indagini, una volta raccordato tutto il lavoro, sarà prodotto il “fascicolo dei rilievi tecnici” nel quale sarà inserito: la copia del verbale dei rilievi descrittivi ai sensi dell’art. 354 cpp; la parte descrittiva del sopralluogo; la documentazione fotografica; una planimetria dei luoghi indicante la collocazione delle cose e delle tracce; tutti gli esiti delle attività svolte.

E’ chiara l’importanza dell’osservazione, in tutti i rilievi è la base per un lavoro corretto, ma nei rilievi descrittivi è la parte essenziale.

Per sintetizzare il tutto, posso dire, che l’oggetto di osservazione, in un sopralluogo, sono i caratteri generali dell’ambiente e le sue particolarità, nonché, in ordine, i caratteri generali poi quelli particolari del contenuto.

L’analogia con il famoso ritratto parlato di Bertillon, dedicato alle persone da sottoporre a segnalamento, dove vanno descritti i connotati, i connotati salienti e contrassegni, nel sopralluogo trova la stessa applicazione, laddove in un ambiente una parte di esso avrà una determinata dimensione e forma, saranno i connotati dell’ambiente; nello stesso tempo possono presentare speciali particolarità, lacerazioni, macchie, chiazze, impronte, ovvero i contrassegni.

Per oggi mi fermo qui, nel prossimo articolo continueremo con i rilievi sulla scena del crimine.

 

 

 

                                                                                                          Accattoli Gabriele

2 persone hanno espresso la loro opinione ed aspettano la tua!

  • 0  15/09/2019 22:18  Chiara

    Sempre più interessante...!!! Bravo!!!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    2  0   Rimuovi


  • 1  13/09/2019 09:09  Anonimo630

    INTERESSANTE

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    2  0   Rimuovi


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