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Lunedì, 16 Settembre 2019  Asterio Tubaldi  Stampa  490 

La SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

La SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Riflessioni sui rilievi descrittivi – quinta parte 

            Secondo la scaletta che avevo organizzato, oggi avrei dovuto parlare dei “rilievi fotografici e video”. Ritenendo utile, nonché interessante per i lettori, prima di continuare con le specifiche tecniche dell’attività, preferisco fare una piccola pausa di riflessione sull’importanza dei rilievi tecnici e la loro pratica applicazione, riportando il discorso all’interno di un fatto di cronaca.

            Premetto, prima di continuare, che quanto in seguito dirò, non ha nessun intento di assolvere o colpevolizzare nessuno, anche se, ovviamente, io una mia idea l’ho ben marcata, però il senso di questo articolo è semplicemente proporre una riflessione tecnica sulle attività investigative, criminologiche e di criminalistica; tenendo presente che la discussione dovrò improntarla solo ed esclusivamente su quanto i TG hanno riferito, ed in particolare su uno special, molto approfondito, della trasmissione Le Iene, senza aver avuto la possibilità di prendere visione degli atti e tanto mento partecipare alle attività investigative.

            Oggi parlo di due “spietati assassini” lui “Killer spietato ed implacabile”, così delineati dagli investigatori e dagli organi giudicanti, nella vita quotidiana lei donna delle pulizie e lui netturbino, spazzino, condannati all’ergastolo per l’omicidio di 4 persone, tra cui un bambino, brutalmente uccisi per “sgozzamento”; parliamo di Rosa ed Olindo, la drammatica strage di Erba.

            La prima cosa che mi è andata all’occhio sono state le dichiarazioni dei giornalisti, medici e psicologi; quella più incalzante ed in linea con quanto ho già scritto nei precedenti articoli, è stata rilasciata da Felice Manti, Caporedattore de “il Giornale”, lo stesso dice “ ….si trovano presunti colpevoli e si costruiscono attorno a loro le prove…..”. Per chi ha letto tutti i miei articoli sa quanto ho ripetuto ed insistito che le attività di indagine, in particolar modo quelle di criminalistica, devo essere svolte con la mente sgombra da pregiudizi.

            Altra dichiarazione rilasciata a Le Iene, riguarda la dott.ssa Graziella Mercanti, Psicologa nel carcere dove sono detenuti i due; dopo un percorso conoscitivo, la stessa dice “……testimonianza scenografica….esibizione isterica impersonalizzata….” riferendosi alle registrazioni durante gli interrogatori, aggiungendo, dopo i colloqui in carcere “…..Olindo è incapace di mentire, persona schietta e sincera….non mi sembra assolutamente capace di una strage…..”

            A seguire abbiamo la dott.ssa Giuliana Mazzoni, scienziata e psicologa che dice “…..immedesimarsi in una persona per essere appagati di tanti torti subiti…..”

            Per concludere con le dichiarazioni, propongo quella dello specialista in Neuroscienze Forensi, Prof. Giuseppe Sartori “…. Una confessione su quattro è falsa……. Sovrastima delle prove…..promessa velata in cambio di un racconto più preciso (una cella matrimoniale ad esempio)……gli indagati non dicono niente su aspetti centrali ma si dilungano su aspetti periferici…..manca la genuinità delle testimonianze avendo fatto ascoltare agli indagati le reciproche registrazioni sulle dichiarazioni rilasciate……”.

            Questa è una piccola sintesi delle interviste rilasciate da onorevoli specialisti nel settore della criminologia che, essendo basate comunque su una valutazione del tutto personale, potrebbero lasciare il tempo che trovano, quello che invece è un dato concreto lo si trova nella scena del crimine, che come ho già detto “parla” e bisogna saperla ascoltare.

            Un elemento molto importante, in riferimento all’identificazione dei rei, lo possiamo trovare nella massiccia presenza di sostanza ematica “sangue” sulla scena del crimine; penso sia comprensibile a tutti, anche ai meno conoscitori della materia, quale sia stata la quantità di sostanza ematica sui pavimenti delle stanze a seguito dello “sgozzamento” di quattro persone. È ovvio presumere che gli assassini non potevano lasciare la scena del crimine senza avere scarpe, indumenti e mani sporche di sangue, anche in virtù del fatto che l’arma usata, probabilmente un coltellino, avrebbe richiesto una distanza d’azione con le vittime molto ravvicinata.

            Altro elemento importantissimo, per la ricostruzione dell’evento, era dove collocare la quarta vittima al momento dell’aggressione che l’ha portata alla morte; mi spiego, la quarta donna è stata colpita all’interno dell’appartamento della strage e poi è scappata, per morire, nel suo appartamento che si trovava al piano superiore, o è stata inseguita fino al suo appartamento per essere lì accoltellata ed uccisa?

            Questo interrogativo potrebbe sembrare di poco conto, ma non lo è perché diventa fondamentale per ricostruire la fuga degli assassini. Quando sono arrivati i primi soccorritori sulla scena del crimine, si sono dovuti fermare nelle vicinanze del piano dell’appartamento della strage, ma non andare oltre per il fatto che si stava sviluppando un incendio, appiccato dagli assassini. Gli stessi avevano riferito che udivano la quarta vittima, Valeria Cherubini, urlare e chiedere aiuto dall’appartamento al piano superiore.

            Qui entra in ballo la fuga degli assassini; Rosa ed Olindo abitavano allo stesso piano dell’appartamento della strage, se avessero ucciso la quarta donna, Valeria, nella sua abitazione, al piano superiore, per fare rientro in casa sarebbero stati visti dal personale del primo soccorso; cosa diversa se, invece, gli assassini avessero colpito Valeria direttamente dall’appartamento della strage, la stessa fosse fuggita nel suo appartamento per poi morire lì, e gli assassini potevano far rientro nella propria abitazione ancor prima dell’arrivo dei primi soccorsi.

            I rilievi tecnici nell’appartamento di Valeria e lungo il vanoscala che collega le abitazioni, potevano dare una risposta concreta e scientificamente probatoria.

Le chiazze di sostanza ematica che si rinvengono sulla scena del crimine possono presentarsi in diverse forme, una chiazza vera e propria, di forma più o meno regolare ma con margini lineari, generata dalla sostanza ematica che per gravità scende sul pavimento, oppure “schizzi” per proiezione che possono interessare sia il pavimento che altre pareti o superfici limitrofe alla zona dell’aggressione.

I soccorsi arrivati nell’abitazione di Valeria Cherubini la rinvengono defunta, con il cranio spaccato e sgozzata. Lungo il vanoscala non viene rilevata la presenza di sostanza ematica, mentre nell’abitazione della Cherubini si osservano molteplici chiazze di sostanza ematica per proiezione sia sul pavimento che sulle tende. Questo è quello che riferiscono i RIS, per voce del Generale Garofano intervistato da Le Iene, il quale aggiunge che le chiazze per proiezione non sono state analizzate perché nessuno ha richiesto questo accertamento.

Sembra quasi ovvio poter sostenere, quindi, che gli assassini siano fuggiti direttamente dall’abitazione della Cherubini, scavalcando un balcone e scendendo dalla parte posteriore dell’edificio.

Ora, riassumendo, abbiamo degli assassini che lasciano la scena del crimine, probabilmente imbrattati negli indumenti, nelle scarpe e sporchi di sangue, infatti sul muro esterno dell’edificio e sul balcone della Cherubini, vengono rilevate tracce di sostanza ematica, a riprova che gli stessi non si erano potuti pulire, e scappano, a piedi o con un’autovettura.

L’ipotesi più accreditata è che gli assassini siano fuggiti in auto; infatti gli accertamenti tecnico/scientifici si concentrano sull’autovettura della coppia di assassini, Rosa ed Olindo. Sull’autovettura viene riscontrata una piccolissima chiazza di sostanza ematica, riconducibile alle vittime della strage, detta chiazza viene evidenziata sul “batti tacco” dello sportello anteriore lato passeggero, nel resto dell’auto, tappetini, pedali, sedili ed altre parti, non viene riscontrata alcuna traccia di sostanza ematica.

Sorvolo il fatto che la traccia non è stata fissata “fotograficamente” perché, come ammette all’inviato de Le Iene, il carabiniere che ha proceduto all’accertamento tecnico/scientifico, in quel momento aveva una macchina fotografica forse non idonea per fotografare quella traccia, non so se si è compreso, il personale addetto ai rilievi scientifici, dice che c’è una traccia, ma che non è stato possibile fissarla fotograficamente per indisponibilità, al momento, di attrezzatura tecnica adeguata.

Nella stessa intervista l’inviato della trasmissione, insiste sul fatto che, probabilmente, gli assassini erano imbrattati di sangue ed è strano che sull’autovettura si sia rinvenuta un’esile traccia di sostanza ematica, solo sul battitacco; dopo un discreto batti e ribatti, il carabiniere dichiara che prima degli accertamenti scientifici da lui esperiti sull’autovettura, la stessa era stata visionata/perquisita, dagli stessi carabinieri che erano prima stati sulla scena del crimine non escludendo una possibile contaminazione involontaria, dicendo testualmente “…..potrebbero puntare sull’inquinamento…..” riferito ovviamente alla difesa di Rosa ed Olindo.

Mi fermo qui, ho toccato una piccolissima parte di tutta la storia, la trasmissione de Le Iene è durata circa tre ore, ci sarebbe ancora tanto da dire, e se i lettori lo ritengono interessante posso, tranquillamente, tornare sull’argomento.

Quello che ho presentato oggi vuole essere un esempio pratico per evidenziare l’importanza di una genuina, incondizionata e precisa attività in ambito di “rilievi descrittivi”, l’importanza di non tralasciare nulla, documentare tutto e non solo quello ritenuto d’interesse, l’importanza dei “rilievi fotografici” ed infine, non di poco conto, l’importanza di indossare i D.P.I. (dispositivi di protezione individuale) e la loro sostituzione passando da una scena ad un’altra.

 

 

 

                                                                                                          Accattoli Gabriele

1 commento

  • 0  01/10/2019 22:39  Chiara

    Condivido pienamente come te...bravo!!!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    1  0   Rimuovi


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