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Mercoledì, 25 Settembre 2019 12:30  Asterio Tubaldi  Stampa  591 

LAVORO MARCHE (GENNAIO-GIUGNO): ASSUNZIONI IN CALO, I PIU’ COLPITI SONO  I PRECARI

LAVORO MARCHE (GENNAIO-GIUGNO): ASSUNZIONI IN CALO, I PIU’ COLPITI SONO I PRECARI

Nei primi sei mesi del 2019, le aziende marchigiane hanno assunto 61mila persone, il 15,8% in meno rispetto allo stesso periodo 2018.

Secondo i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’INPS, elaborati dall’Ires Cgil Marche, la maggior parte dei assunzioni sono con un contratto a termine o precario (91,4%), solo l’8,6% è stato assunto con un contratto a tempo indeterminato.

La novità, dopo diversi anni, è che in tutte le tipologie di lavoro precario si registra una diminuzione dell’occupazione, tra l’altro già confermata qualche giorno fa dai dati Istat.

Le uniche tipologie che crescono in termini di assunzioni sono quelle del lavoro stagionale che tocca quota 11mila attivazioni (+6,4%) e del lavoro intermittente che raggiunge 12mila unità (+1,7%).

La forma comunque più utilizzata resta quella del contratto a termine (22mila) che però diminuisce rispetto  allo stesso periodo del 2018 del 21,8%. 

Per la prima volta, dopo oltre tre anni, si arresta la crescita del contratto di apprendistato che diminuisce del 4,3%,  fermandosi a 3.205 unità.

I contratti a tempo indeterminato, pari a 5mila assunzioni, diminuiscono del 4,8% ma nel complesso delle attivazioni accrescono  il loro peso che, però, resta pari alla metà della media nazionale (15,3%).    

Le cessazioni di rapporti di lavoro, nello stesso periodo, sono state oltre 43mila e diminuiscono del 15,5%.

Tra le varie forme di contratto l’unica ad avere un saldo negativo tra assunzioni e cessazioni è il tempo indeterminato, con -2.800 contratti: ciò significa che i contratti stabili attivati nel 2019 sono molto di meno  rispetto a quelli cessati. Tra le altre forme di lavoro, tutte registrano invece un saldo positivo,  anche il tempo determinato che però diminuisce rispetto al saldo dello stesso periodo dello scorso anno.

Le Marche è  la penultima regione d’Italia per percentuale di contratti a tempo indeterminato attivati nei primi sei mesi del 2019 (solo l’8,6% sul totale); registra un dato peggiore solo il Trentino Alto Adige (8,2%).

Inoltre, risulta essere la seconda regione per utilizzo di contratti di lavoro intermittenti, dietro solo all’Umbria e ben oltre il doppio della media nazionale.

Per quanto riguarda le trasformazioni dei contratti precari a tempo determinato, si registra un dato positivo in tutte le tipologie, con un aumento del 51% delle trasformazioni da contratto a termine,  del 27% dei contratti intermittenti e dell’8% dei contratti d’apprendistato.

Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil: “I dati dell’Inps confermano quelli preoccupanti diffusi dall’Istat qualche giorno fa. C’è una frenata dell’occupazione nel Paese che, nelle Marche, è ancora più marcata e che mette a nudo i limiti di un’economia fatta di piccole imprese e di lavoro poco qualificato. Il calo degli ordinativi nei settori  manifatturieri sta facendo aumentare il ricorso alla Cig e i primi a farne le spese sono i lavoratori precar, cioè i primi ad essere espulsi dal processo produttivo. E‘  così che si spiega il calo del 17% dei tempi determinati e la conferma giunge dall’aumento delle domande di Naspi (indennità di disoccupazione). L’unica nota relativamente positiva  è che iniziano a vedersi gli effetti del decreto dignità sulle trasformazioni da contratti a termine a tempo indeterminato; effetti però attenuati e vanificati dall’andamento generale del mercato del lavoro.”

Ancona, li 25 settembre 2019

 

 

2017

2018

2019

v.a.

%

v.a.

%

v.a.

%

Assunzioni a tempo indeterminato

5.189

7,5%

5.400

7,4%

5.278

8,6%

Assunzioni a termine

26.292

38,2%

28.330

38,6%

22.140

35,9%

Assunzioni in apprendistato

3.132

4,5%

3.349

4,6%

3.205

5,2%

Assunzioni stagionali

10.229

14,9%

10.401

14,2%

11.070

17,9%

Assunzioni in somministrazione

10.709

15,5%

13.494

18,4%

7.462

12,1%

Assunzioni con contratto intermittente

13.324

19,3%

12.354

16,8%

12.560

20,4%

TOTALE assunzioni

68.875

100,0%

73.328

100,0%

61.715

100,0%

 

 

assunzioni

cessazioni

saldi

2017

2018

2019

2017

2018

2019

2017

2018

2019

tempo indeterminato

5.189

5.400

5.278

8.697

8.501

8.092

-3.508

-3.101

-2.814

a termine

26.292

28.330

22.140

15.034

18.003

14.782

11.258

10.327

7.358

apprendistato

3.132

3.349

3.205

1.235

1.513

1.454

1.897

1.836

1.751

stagionali

10.229

10.401

11.070

1826

1859

1995

8.403

8.542

9.075

somministrazione

10.709

13.494

7.462

9.234

11.648

7.418

1.475

1.846

44

intermittente

13.324

12.354

12.560

7.181

9.727

9.543

6.143

2.627

3.017

TOTALE

68.875

73.328

61.715

43.207

51.251

43.284

25.668

22.077

18.431

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2017

2018

2019

variazione 2019/17

variazione 2019/18

Trasformazioni a tempo indet. di rapporti a termine

1.405

2.609

3.960

181,9%

51,8%

Trasformazioni a tempo indet. da rapporti stagionali

15

26

6

-60,0%

-76,9%

Trasformazioni a tempo indet. da rapporti in somministr.

73

17

107

46,6%

529,4%

Trasformazioni a tempo indet. da rapporti intermittenti

62

90

115

85,5%

27,8%

Apprendisti trasformati a tempo indeterminato

767

643

695

-9,4%

8,1%

TOTALE trasformazioni a tempo indeterminato

2.322

3.385

4.883

110,3%

44,3%

 

 

 

 

 

 

Tabella 4 – Incidenza assunzioni a tempo indeterminato sul totale nel II trimestre 2019

 
 

assunzioni a tempo indeterminato sul totale

 

Campania

23,6%

 

Sicilia

22,6%

 

Molise

19,9%

 

Lombardia

19,1%

 

Calabria

19,1%

 

Lazio

16,1%

 

Piemonte

15,6%

 

ITALIA

15,3%

 

Basilicata

15,1%

 

Toscana

14,6%

 

Puglia

13,8%

 

Veneto

13,5%

 

Abruzzo

13,4%

 

Umbria

13,2%

 

Friuli-Venezia Giulia

11,2%

 

Liguria

9,9%

 

Emilia-Romagna

9,8%

 

Sardegna

9,7%

 

Valle d'Aosta

9,5%

 

Marche

8,6%

 

Trentino-Alto Adige

8,2%

 

 

 

 

 

assunzioni con contratto intermittente sul totale

Umbria

20,7%

Marche

20,4%

Emilia-Romagna

16,2%

Liguria

16,0%

Abruzzo

14,0%

Toscana

12,3%

Valle d'Aosta

11,4%

Piemonte

10,7%

Lombardia

10,5%

Basilicata

10,4%

Veneto

10,2%

Friuli-Venezia Giulia

10,2%

Puglia

10,1%

ITALIA

9,9%

Trentino-Alto Adige

8,3%

Molise

7,0%

Lazio

5,0%

Sardegna

4,6%

Sicilia

3,4%

Campania

2,8%

Calabria

2,5%

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