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Domenica, 29 Settembre 2019  Asterio Tubaldi  Stampa  297 

LA SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

LA SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Passione per la fotografia

Come avevo detto nell’ultimo articolo, prima di procedere con i rilievi planimetrici, desidero parlarvi del mio rapporto con la fotografia.     

            E’ evidente che dopo 32 anni di servizio nella Polizia Scientifica ci si appassioni ed innamori dell’argomento, è altrettanto ovvio che dopo aver iniziato ad accostarsi alla fotografia alla tenere età di 9 anni, la passione per questa sia profondamente radicata nel cuore.

            Frequentavo le elementari quando la scuola organizzò una serie di attività extrascolastiche, tra cui la fotografia, ed io scelsi quella. Rimasi subito stregato, un pò per l’ammirazione del fotografo professionista che teneva il corso, un pò per la materia stessa che, in quel tempo, non era praticata da tanti come può essere oggi anche con un semplice cellulare.

            Mi ero tanto appassionato alla materia che da li a poco feci la Prima Comunione e chiesi espressamente, per regalo, una macchina fotografica. Il regalo ci fu, consistente nella mitica “Polaroid istantanea”. Incomincia da li a scattare, di tutto e di più, ma presto dovetti fare i conti con le spese dei pacchetti di carta, non di poco conto, allora spostai la mia attenzione sulla macchina fotografica dei miei genitori, una “Comet II”, anno di produzione 1952, con pellicola formato 127 negativo 4x6, che se pur alti dava dei costi d’utilizzo minori rispetto alla Polaroid.

            Andando avanti con il tempo, frequentando la ragazza che oggi è la mia attuale moglie, coinvolgendola sempre più nell’amore per la fotografia, e chi ci conosce sa fino a che punto………incominciammo ad usare la macchina fotografica di suo padre, non ricordo la marca, comunque con pellicola da 35 mm.

            Arrivò l’arruolamento nella Polizia di Stato, con il primo stipendio comprai subito una macchina fotografica tutta mia, la somma a disposizione non era elevata e mi dovetti accontentare di una “Praktica”, reflex con obiettivo da 50mm.

            Da li a poco, mese per mese, l’attrezzatura aumentò, prima un grandangolo, poi uno zoom 70-300, flash, duplicatore di focale, e con mia moglie partimmo sfrenatamente sempre più attirati dalla fotografia. Certamente se si stampava tanto i costi erano alti, quindi decidemmo di scattare con pellicole da diapositive, non so oggi a quanti scatoloni di diapositive siamo arrivati ad accumulare; solo il viaggio di nozze avevamo utilizzato 15 rullini per un totale di circa 540 diapositive, numero che oggi con il digitale potrebbe far ridere, ma a quei tempi erano veramente tante.

            Fino a quel momento la fotografia era puramente a livello amatoriale con esperienze da autodidatta, poi giunse l’inaspettato; nel lontano 1987 venni assegnato alla Polizia Scientifica ed a giugno dell’anno successivo  inviato a frequentare il corso di formazione a Roma. Il corso, oltre a tante altre materie di criminalistica e specifica competenza, prevedeva il corso di fotografia e cinevideoripresa, circa 5 ore settimanali per 6 mesi, sia pratica con la macchina fotografica e cinepresa con simulazioni di scene del crimine, che in camera oscura. Lascio immaginare cosa significasse questo per un amante della fotografia.

            Terminato il corso fui assegnato al Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Macerata, e lì ebbi a disposizione, se pur per lavoro, camera oscura e  macchine fotografiche che hanno segnato, veramente, la mia conoscenza fotografica, in particolare la Nikon FM2, penso la migliore reflex manuale  che abbia mai avuto tra le mani; la particolarità più importante, per me, era quella dei tempi di sincronizzazione con il flash, mentre tutte le altre reflex, con la tendina dell’otturatore a scorrimento laterale, avevano come tempo di sincronizzazione 1/90mo di secondo, la fm2 con il suo otturatore a scorrimento verticale, permetteva una sincronizzazione a 1/250mo di secondo, e questa cosa mi affascinava tantissimo dandomi più possibilità di giostrare sui tempi di esposizione.

            Ma alla Scientifica di Macerata avevamo molto di più, in senso di passione fotografica, in ordine temporale decrescente, macchine fotografiche Leica con relativo corredo di obiettivi ed accessori, diverse Rolleiflex e la classica macchina fotografica in legno con tre piedi “banco ottico” del lontano 1920; tutto perfettamente funzionante, compreso il banco ottico che utilizzavamo per fotografare in laboratorio le impronte digitali rinvenute sulla scena del crimine (quando parlerò nel dettaglio delle impronte digitali e loro lavorazione per la comparazione, spiegherò il perché dell’utilizzo del banco ottico e di quello che avevo ideato unitamente al caro collega Graziano per avere un migliore riscontro nella stampa fotografica delle impronte digitali). Ricordo quanti scatti ho effettuato insieme al caro collega Romeo utilizzando la Rolleifex, col fine di conoscere di più la fotografia ed i suoi sistemi di esposizione, sostituendo i filtri colorati per dare più o meno contrasto alle immagini, per un amante della fotografia queste sono esperienze indescrivibili.

            Dalle attrezzature datate, si passò poi alla Nikon f3, con la novità della priorità di diaframmi, poi la Nikon 801, per arrivare al digitale.

            Fotograficamente parlando questo sembra niente, ma così non è, certamente chi oggi usa dispositivi digitali, completamente automatici, che permettono di verificare lo scatto appena effettuato, difficilmente può comprendere cosa significhi andare sulla scena del crimine, eseguire degli scatti di Polizia Giudiziaria su scenari che non saranno più disponibili con attrezzature manuali compresi i flash, rientrare in ufficio con l’ansia che tutto sia andato bene e le impostazioni date alla macchina fotografica siano state giuste. Entrare poi in camera oscura per sviluppare la pellicola in bianco e nero e tirare un sospiro di sollievo quando il negativo dava il giusto riscontro; ma non finiva lì, anche la messa a fuoco era manuale, e si doveva attendere tutta la procedura in camera oscura per la stampa delle foto per accertare che anche questa parte era venuta bene.

            La fotografia, passione legata al lavoro che, per chi l’ha, mette i brividi; avere la possibilità di scegliere le pellicole, in bianco e nero, spesso fornite in “pizze” da 25 metri, entrare in camera oscura per caricare il rullino, impostare la macchina ed il flash manuale, scattare sulla scena del crimine,  rientrare in ufficio e sviluppare la pellicola scegliendo i giusti tempi per i diversi bagni di sviluppo, poi stampare le foto scegliendo la graduazione della carta, più morbida o più contrastata, in base a quello che si voleva fare………che amore la fotografia.

            Poi ci sono anche lo note dolenti, ricordo il primo sopralluogo per rinvenimento cadavere; già il sopralluogo stesso non è stato bello, molto toccante, una giovane ragazza rinvenuta impiccata, entrare in camera oscura e nel labile buio leggermente spaccato da una lucetta rossa, vedere concretizzato sulla carta il corpo di quella povera ragazza; non vi nascondo che trovarsi in quell’ambiente, solo, si viene a creare un senso di timore misto a sconforto che richiede un certo stomaco per reggere il tutto.

            Nell’esperienza sul campo non mancano poi le “cazzate”, ne ricordo due in particolare, la prima un’irruzione in una sala da gioco clandestina e per l’occasione utilizzai, per la prima volta, il motorino di trascinamento della pellicola che permetteva lo scatto a raffica con la Nikon f3, bella cosa, se non fosse per un aspetto imprevisto. Trovandomi all’interno dovevo usare il flash, all’epoca le pellicole a nostra disposizione arrivavano a 400 ISO,  estendibili a 800 o anche 1600 ma con lo scotto di un’evidenziazione della grana spaventoso, avevo impostato tutto manualmente, ma non avevo previsto che lo scatto a raffica non avrebbe permesso la totale e pronta ricarica del flash, risultato due scatti perfetti e tre sottoesposti a sequenza regolare, ho sparato in pochi istanti 36 scatti, dei quali meno della metà perfetti, grazie a Dio, ed alla pellicola sensibile, poi in camera oscura sono riuscito a recuperare qualcosa, però la rabbia e la vergogna per foto non perfette fu spaventosa. L’altro episodio fu con la Nikon 801 e flash, abituato al manuale, trovarsi con una macchina che ti permetteva di scattare in “program”, tutto calcolato da lei, collegata con il flash in TTL, sembrava una passeggiata; andai a fare i rilievi fotografici durante l’esecuzione di un’autopsia per morte violenta, mi sentivo un “figo” con quella attrezzatura, tutto automatico, senza necessità di dover intervenire su niente, ma questo è quello che pensavo io, non avevo detto al “program” che la luce utilizzata era artificiale da flash, risultato foto con fortissima dominante azzurra, che vergogna…..sono rimasto talmente sconvolto che dopo quella esperienza, fino all’arrivo del digitale, ho continuato ad utilizzare la vecchia Nikon f3 con il flash e la 801 solo per foto all’aperto senza flash.

            Qui mi fermo, so che per chi segue i miei articoli con curiosità e passione per l’ambito della criminalistica e criminologia, questo articolo potrebbe essere inutile, però la passione di cui parlo è intrinseca alla mia esperienza professionale nella Polizia Scientifica e nella criminalistica, per questo ho ritenuto giusto fare questo piccolo break.

 

 

                                                                                                          Accattoli Gabriele

1 commento

  • 0  07/10/2019 22:27  Chiara

    Per me non è assolutamente inutile questo tuo break per la passione che hai della fotografia...anzi...secondo me dove c'è passione c'è precisione e quindi un ottimo lavoro. È molto emozionante quello che hai scritto!!! A differenza di oggi hai veramente provato emozioni che sono difficili da avere con le modalità attuali...quanto avrei voluto provare anch'io!!!
    Grazie Gabriele per questo angolo di bellezza!!!

    SONO FAVOREVOLE!SONO CONTRARIO!

    2  0   Rimuovi


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