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Domenica, 29 Settembre 2019 21:12  Asterio Tubaldi  365 

IL KURSAL DICHIARATO immobile di interesse storico-architettonico

IL KURSAL DICHIARATO immobile di interesse storico-architettonico

nota di Uniti per Porto Recanati

Durante  le Comunicazioni istituzionali che hanno preceduto il Consiglio  Comunale di ieri, il Sindaco ha annunciato all’assemblea che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le Marche ha dichiarato il Kursaal “immobile di interesse storico-architettonico” ai sensi dell’art. 10 comma 1 del Codice dei Beni Culturali.

La notizia non può che farci piacere, in quanto solo pochi mesi fa abbiamo duramente contestato il project financing con il quale la Giunta Mozzicafreddo intendeva vendere quasi tutto  il piano terra ad un privato, che vi avrebbe realizzato negozi, e concedere allo stesso in gestione ultraventennale il piano primo; il tutto in cambio di pochissimi giorni di utilizzo della  nuova sala polifunzionale.

Insomma, mentre il Comune si apprestava a “svendere”  l’immobile,  il MIBAC ne stava verificando l’interesse culturale.

Inutile a questo punto discutere di buona o cattiva fede, la cosa importante è che la sensibilità dimostrata dai cittadini portorecanatesi nel momento in cui, indignandosi, hanno avversato l’ipotesi di dismissione, oggi trova maggiori garanzie nelle disposizioni di tutela previste dal Decreto legislativo 42/2004. Ciò naturalmente non garantisce che il bene non possa essere  alienato in futuro, ma imporrà condizioni di fruizione pubblica, prescrizioni di salvaguardia  ed un giudizio sugli obiettivi di valorizzazione. Inoltre, cosa di non poco conto, la dichiarazione  consente di accedere a finanziamenti pubblici destinati alla manutenzione del patrimonio culturale ed al mecenatismo privato (c.d. Art bonus). 

I cittadini di Porto Recanati hanno capito che vendere il Kursaal era tutt’altro che un buon affare, ma soprattutto ascoltando la loro coscienza, hanno sentito che era una cosa sbagliata poiché calpestava tutto ciò che quel bene rappresenta in termini di memoria storica, di identità, di appartenenza a valori che sono e debbono rimanere di pertinenza e di fruizione collettiva.

Già dai tempi del principato, nell’antica Roma era stata riconosciuta l’importanza dell’usus publicus di teatri, biblioteche e pinacoteche: tale principio è parso chiaro a tutti tranne che ai nostri governanti, i quali questa volta, hanno dovuto fare i conti con  presidio dei valori da parte dei loro governati.

Un tale presidio ed una tale consapevolezza  avranno sicuramente, anche nel prossimo futuro, più valore di mille vincoli.

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