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Martedì, 08 Ottobre 2019 19:49  Asterio Tubaldi  590 

REGIONE MARCHE: IL CENTRODESTRA ABBANDONA LA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI PER PROTESTA

REGIONE MARCHE: IL CENTRODESTRA ABBANDONA LA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI PER PROTESTA

scorrettezza istituzionale solo per favorire inciucio PD-M5S

I consiglieri regionali Carloni e Marcozzi, hanno abbandonato per protesta la commissione Affari Istituzionali convocata nel pomeriggio assieme ai consiglieri Zaffiri, Leonardi e Malaigia che hanno partecipato ai lavori.

In una nota congiunta i consiglieri regionali spiegano le ragioni di tale gesto.

“Il 23 Settembre, durante la conferenza dei capigruppo, era stato stipulato e votato all'unanimità da tutti i gruppi consiliari regionali un accordo che prevedeva di portare in aula il 15 Ottobre, una modifica della legge elettorale basata solo esclusivamente su tre punti: la preferenza di genere, l'incompatibilità tra il ruolo di consigliere regionale e quello di assessore regionale e la semplificazione per la raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Oggi 8 Ottobre in commissione Affari Istituzionali, il Presidente Giacinti, con un blitz scorretto fatto all'ultimo istante utile, ha presentato un emendamento in violazione di tutti gli accordi stipulati in precedenza, sfruttando il tema della doppia preferenza condiviso da tutti. Questo emendamento modifica le soglie per l'attribuzione del premio di maggioranza portandolo al 40% e 43% dagli attuali 34%, 37% e 40%”.

“Quanto accaduto oggi in commissione è di una gravità senza precedenti, una vera violazione delle regole democratiche. Il Presidente Giacinti piuttosto che essere garante delle regole, ha preferito essere il garante della sua maggioranza introducendo un cambio sostanziale alla legge elettorale finalizzato solo ad un accordo sottobanco con il Movimento 5 Stelle. Il PD si dimostra, come sempre, scorretto istituzionalmente, arrogante nei modi e irrispettoso di ogni accordo preso all'unanimità”

“La scelta dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che hanno preferito rimanere incollati in silenzio alle sedie della commissione piuttosto che abbandonare i lavori per protesta, è la dimostrazione lampante dell'inciucio in atto tra PD - M5S fatto senza alcuna trasparenza, nel segreto delle stanze dove i moralizzatori a 5 Stelle si dividono le poltrone con il Partito Democratico”.

 

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