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Domenica, 20 Ottobre 2019 22:46  Asterio Tubaldi  1518 

La vendita di alcuni prodotti serve a limitare le perdite della gestione del Colle dell'Infinito

La vendita di alcuni prodotti serve a limitare le perdite della gestione del Colle dell'Infinito

La risposta del vice presidente del fai. Marco Magnifico, al nostro articolo sulla trasformazione dell'ex pollaio delle suore in un negozio.

Gentile signor Tubaldi ho letto il suo pezzo sul “ mini market “ nel pollaio delle monache e, pur rispettando il suo parere,mi pare doveroso da parte mia farle presente che la gestione ordinaria di questi beni ( spero che lei abbia  apprezzato la visita guidata dentro la poesia proiettata al centro studi e poi il restaurato orto ) è per il FAI ( ma lo sarebbe per chiunque se gli standard di qualità che ci si pone di conservare sono alti ! ) un impegno economico molto consistente; al momento la gestione richiede 4 persone a tempo pieno ; ma un solo giardiniere non basta e ne assumeremo un altro ; inutile  dirle che i proventi dalla biglietteria non coprono assolutamente i costi e che nessun sussidio pubblico abbiamo per la gestione ordinaria ; ecco che i modesti proventi generati dalle vendite dei nostri piccoli negozi servono anche a limitare le perdite che , seppur calcolate, devono essere ridotte al minimo. Come mi auguro che lei abbia potuto notare abbiamo deciso di non vendere carabattole e ciarpame vario nel negozio principale collocato  , assieme alla biglietteria , al piano terreno del centro nazionale studi Leopardiani che è e rimarrà l’ingresso principale al bene ; qui abbiamo avuto l’ardire di decidere di vendere solo libri di poesia e sulla poesia , così rinunciando a vendute ed  entrate certamente più cospicue; ecco perché abbiamo pensato di destinare il piccolissimo spazio dell’ex pollaio a luogo ove proporre al pubblico unicamente i prodotti naturali del FAI e cioè le marmellate di agrumi del nostro giardino della Kolymbetra nella valle dei templi e l’olio che produciamo a San Fruttuoso, alla Baia di Jeranto e al Bosco di San Francesco di Assisi . Anche le monache vendevano e vendono i prodotti delle terre dei loro conventi o i dolcetti da loro confezionati. È una vecchia usanza che, alle monache, ai frati così come al FAI consente di diminuire, seppur di poco , le perdite di gestione. Mi auguro che questa mia lunga spiegazione le possa aver chiarito il fatto che ....non si tratta di un ....mini market. La ringrazio per la sua attenzione e le invio un cordiale saluto. Marco Magnifico, vice- presidente FAI.

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