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Martedì, 04 Febbraio 2020 13:47  Asterio Tubaldi  Stampa  401 

Arrestato un cittadino egiziano per il reato di caporalato

Arrestato un cittadino egiziano per il reato di caporalato

Posta sotto sequestro la sua attività di autolavaggio dove si consumava il reato.

Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata unitamente ai colleghi del NIL di Ancona, coadiuvati da personale della Tenenza di Falconara Marittima, nella giornata di sabato hanno proceduto all’arresto di un cittadino egiziano per il reato di caporalato sequestrando l’attività commerciale di autolavaggio dove si consumava il reato.

 

 

Nella fattispecie a seguito di un accesso ispettivo avvenuto il 30 Novembre a Macerata veniva accertata la consumazione del grave reato di sfruttamento del lavoro in quanto presso l’unità operativa di un’attività di autolavaggio gestita da  un cittadino egiziano venivano impiegati lavoratori di nazionalità egiziana che sottostavano a condizioni di lavoro in violazione alla legge.  

 

In particolare vi era la presenza di due lavoratori extracomunitari privi di qualsiasi forma di regolarizzazione contrattuale, di cui uno sprovvisto di permesso di soggiorno il quale a seguito della chiusura dell’autolavaggio trascorreva la notte all’interno dello stesso avendo ricavato dei vani in cartongesso, adibiti a dormitorio dove vivevano i lavoratori, in pessime condizioni igienico sanitarie

 

E’ emersa inoltre la totale violazione  della normativa obbligatoria in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Nello specifico non era stato elaborato un documento di valutazione dei rischi, fornita informazione e formazione dei lavoratori nonché garantita la sorveglianza sanitaria per gli stessi.

 

Si constatavano numerose violazioni dei diritti dei lavoratori: impiegati in pessime e degradanti condizioni di lavoro, caratterizzate da retribuzioni non conformi a quanto effettivamente svolto, senza riposo settimanale, nonché con l’esecuzione di prestazioni lavorative articolate su 7 giorni alla settimana dalle ore 08.00 alle ore 20.00 per una paga di euro 2,50 circa. Per tali violazioni il gestore di fatto veniva denunciato e l’attività commerciale sottoposta a sequestro preventivo.

 

Sulla scorta degli elementi emersi nel corso dell’indagine e in considerazione delle risultanze investigative il NIL di Macerata estendeva la sua attività anche oltre la Provincia in quanto  risultava verosimile che il gestore di fatto dell’autolavaggio maceratese gestisse anche un altro autolavaggio nel territorio anconetano reclutando manodopera alle medesime condizioni lavorative.

 

In ragione di tali elementi investigativi, unitamente al NIL di Ancona i militari del Comparto speciale per la tutela del lavoro di Macerata effettuavano un accesso ispettivo presso un’attività di autolavaggio sita in Falconara Marittima dove lavoravano tre cittadini stranieri di cui uno clandestino che svolgevano la loro attività lavorativa per 9 ore al giorno senza riposo settimanale percependo una paga giornaliera di circa 30 euro mentre la legge prevede che un lavoratore espleti attività per un massimo di 40 ore settimanali a fronte di una paga minima prevista per legge di euro otto ad ora. Nel caso specifico i lavoratori sfruttati ne percepivano circa tre, paga assolutamente sproporzionata rispetto alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato.

 

Considerate le condizioni di sfruttamento emerse si procedeva d’intesa con la Procura di Ancona, all’arresto in flagranza di reato del cittadino egiziano, classe 1984, presente nell’autolavaggio, per il reato di caporalato e si sequestrava l’attività commerciale mentre il lavoratore clandestino è stato trasferito al fine di essere rimpatriato nella sua nazione di origine: Egitto.

 

Il Tribunale di Ancona, convalidava l’arresto e a seguito di patteggiamento applicava la pena di un anno e sei mesi di reclusione e il pagamento di una multa di euro 1400.

 

Un business quello dei lavaggi dell'auto “low cost”  che per il costo di dieci euro fanno brillare la macchina internamente ed esternamente. Il costo reale, dietro le quinte, è quello di una manovalanza, spesso clandestina, pagata poco e sfruttata.

 

Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro (il più antico reparto speciale dell’arma, le cui radici risalgono al lontano 1926), presente in provincia con un suo nucleo inserito presso l’ispettorato territoriale del lavoro, opera per tutelare il lavoro in tutte le sue forme, reprimendo gli abusi e contrastando lo sfruttamento e il condizionamento del mercato del lavoro nel quale, non di rado, s’insinuano i tentacoli di forme di criminalità strutturate

 

 

 

IL COMANDANTE

(Mar.Ord. Martino Danilo Di Biase)

 

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