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Martedì, 25 Febbraio 2020 07:22  Asterio Tubaldi  4215 

In quarantena per il coronavirus collaboratori e un socio della Pepa Group

In quarantena per il coronavirus collaboratori e un socio della Pepa Group

 

Paga salato il lavoro che la ditta recanatese Pepa Group ha svolto, incaricata da Trenitalia, per la rimozione dei resti del Frecciarossa deragliato il 6 febbraio tra Livraga e Ospedaletto. Un socio dell’azienda e 8 suoi collaboratori, infatti, saranno in quarantena per almeno 14 giorni perché per circa una ventina di giorni hanno alloggiato in un albergo che si trova proprio al centro di Casal Pusterlengo, città dichiarata recentemente zona rossa per il coronavirus.

L’azienda era sul posto con otto persone, oltre al titolare, cinque gru e un rimorchio allungabile e hanno provveduto a spostare con le loro enormi gru le carrozze deragliate dai binari collocandole, per ora, a lato della ferrovia. Il passaggio successivo era caricarle sui mezzi e trasportarle nell’officina dove sarebbero state riparate. Lavoro purtroppo non terminato perché nel frattempo, appunto, questa zona è stata dichiarata off limits per tutti per la presenza dell’infezione da coronavirus.

Come responsabili dell’azienda, ci racconta un socio, non appena è scoppiata tutta questa storia, abbiamo ritenuto necessario, così come prescrive il decreto legge del Governo, denunciare alle autorità sanitarie competenti che abbiamo sostato per più giorni in questa zona. Abbiamo contattato subito il medico aziendale, la dott.ssa Elisabetta Paoloni, che a sua volta ha contattato il Dipartimento di prevenzione dell’Area Vasta 3 che, attraverso la dott.ssa Laici, ci ha dato indicazioni su come contenerci”. Da ieri, quindi, per almeno due settimane lui e i suoi collaboratori coinvolti sono in isolamento ognuno nella propria casa adottando ogni precauzione utile per evitare qualsiasi contatto.

Abbiamo ritenuto giusto muoverci subito in questo senso, precisa ancora l’azienda, per un senso di responsabilità sia nei confronti delle nostre famiglie che di quella dei nostri collaboratori ma anche per salvaguardare, in questo particolare momento, per quanto possibile la salute di tutti gli italiani. Quindi ora siamo in quarantena in maniera precauzionale. Nessuno di noi ha fatto alcun accertamento sanitario né tanto meno il tampone perché non abbiamo alcun sintomo direttamente riportabile all’eventuale malattia. La nostra è soltanto una misura di prevenzione”.

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