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SEGNI DEL MALTEMPO AL COLLE
di roberto tanoni e asterio tubaldi

28.10.2006 - Recanati




Tutti al capezzale del Colle dell’Infinito. Il maltempo dello scorso mese ha fatto alzare l’attenzione dei tecnici del Comune che hanno posto sotto sorveglianza speciale il luogo leopardiano per eccellenza alla cui sommità si erge il monastero di “Santo Stefano”, oggi Centro Mondiale della Poesia. Sotto osservazione è proprio il muro di cinta che ospita il marmo con il famoso incipit dell’omonimo idillio, “L’infinito”. Ebbene questo muro da lungo tempo soffre per i ripetuti attacchi del maltempo. Qualche anno fa un parapetto di mattoni è crollato, fortunatamente senza danni, fin sotto la strada impedendo temporaneamente la percorribilità della SS. 77. In quel tempo la notizia del Colle in pericolo suscitò apprensione in tutti i media italiani. Poi tutto passò. Continuano, però, ogni tanto, a registrarsi piccoli smottamenti e scivolamenti di sassi o di mattoni del rivestimento lungo il crinale del “Colle”. Grosse crepe e scollamenti sono evidenti sulla parete del muro che si trova a ridosso dell’ex strada statale, Viale Colle dell’Infinito. Impressionante, inoltre, il rigonfiamento del muro del viottolo che dal Centro Studi conduce alla sommità del Colle, segno di un cedimento progressivo e pericoloso della struttura sotto il peso del soprastante terreno. L’unico grande evento, che abbia interessato questa parte del Colle, pare sia accaduto all’inizio del secolo scorso quando, per una scossa di terremoto, crollò la parte più avanzata di una delle due punte del muro, proprio quella che ospita, all’interno, l’osservatorio leopardiano e il famoso cipresso. Il muro fu rifatto arretrandolo di qualche metro e collegandolo a dei robusti contrafforti fin sotto la strada. Il vecchio restauro è ancora ben visibile e sembrerebbe che la cesura di divisione fra le parti diventi sempre più evidente col passare del tempo, anzi del maltempo. Il grido di allarme venne lanciato nella seconda metà degli anni ottanta dall’allora assessore ai lavori pubblici, Piergiorgio Moretti, che parlò addirittura di un movimento franoso, che stava interessando l’intera collina, facendo accorrere tecnici e uomini dello spettacolo come Maurizio Costanzo che si mobilitarono per la salvezza del famoso luogo leopardiano. Poi ci pensarono le piogge, nel corso degli anni, a creare seri problemi al terreno che si sta mangiando lentamente il viottolo turistico che costeggia esternamente il Colle. Come se non bastasse ci si mettono anche i soliti vandali a rendere questo angolo della città sempre meno poetico. Le scorribande notturne di giovinastri lasciano sul terreno luci rotte e vecchie transenne in legno distrutte.


1 - PHOTOGALLERY DEL 28.10.2006 2 - PHOTOGALLERY DEL 28.10.2006 3 - PHOTOGALLERY DEL 28.10.2006

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