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FESTA PER LA RINASCITA DELLA BONTEMPI
di a.t.
11.03.2007 - Recanati
Una rosa bianca per ogni signora e abiti rigorosamente da sera al gran galà, tenutosi al ristorante Anton di Recanati, per festeggiare la rinascita della Bontempi, la nota azienda di giocattoli e strumenti musicali. Una serata tutta al femminile, e non poteva essere altrimenti, con in primo piano la nuova e grintosa presidente della ditta, Cristina Ficozzi, fiorentina doc, appena 39 anni ma con tanta passione in corpo da vincere una battaglia difficile: prelevare la Bontempi dal fallimento, in cui era precipitata nel 2003, e rilanciare quello che è stato per tantissimi anni il fiore all’occhiello del made in Italy nel panorama internazionale. Spigliata e simpatica, segno zodiacale il leone, con il piglio di chi vuole dirigere le danze, è stata la vera mattatrice della serata con a fianco un partner d’eccezione, Fabrizio Frizzi, il noto presentatore televisivo. Insieme hanno inscenato un duetto, fatto di botte e risposte, nel quale hanno percorso la carriera della manager fiorentina dall’inizio della sua collaborazione con l’azienda potentina, avvenuto nel 1995, sino all’incoronamento di presidente di questa nuova e rinata realtà. “Io sono fiorentina, ha detto Cristina Ficozzi, nata proprio a piazza del Duomo. Arrivare nelle Marche è stata un’impresa dura per noi, gente solare e gioiosa, mentre i marchigiani sono più chiusi e permalosi. Sono stata considerata un ciclone appena sono arrivata e ho fatto, come si suol dire, la gavetta. Poi, il 14 maggio del 2003, le circostante sono precipitate. L’azienda è stata considerata fallita. L’ingegnere Bontempi quella sera ha comunicato alle maestranze che non rimaneva altro che andare tutti a casa. La sera stessa Tommaso Perugini, un dirigente dell’azienda, ha radunato tutti gli operai di Martinsicuro e ha pronunciato una frase che rimarrà nel ricordo di tutti noi: “Pensavo, ha detto, che le macchine a Martinsicuro le potessi spegnere solo io, ed invece le ha spente qualcun altro”. Hanno capito, allora, che spettava solo a loro, a chi, cioè, ha lavorato per tantissimi anni nell’azienda, decidere se farla davvero finita con quella esperienza o tentare di andare avanti. La passione ha vinto. “Sono stati quattro anni molto duri nel tentativo di restare a galla con tutti gli ostacoli della burocrazia e della lentezza dei tribunali italiani, ha detto la giovane manager. A febbraio abbiamo avuto la certezza di poter recuperare l’azienda.” E così è stato. Dopo l’aggiudicazione all’asta e il decreto di trasferimento. avvenuto qualche settimana fa. la proprietà del marchio e dell’attività della Bontempi è passata ufficialmente alla Sigma s.p.a. Alla festa c’erano un po’ tutti: i rappresentanti della ditta in oriente e in Europa, i dirigenti storici della Bontempi, oggi inseriti nella nuova società, e tutte le maestranze. C’era anche il sindaco di Montelupone, Nazareno Agostini, che ricorda che “se oggi possiamo vantare tante aziende nel settore della plastica è grazie alla scuola Bontempi che è stata il precursore dello stampaggio ad iniezione.” Da domani si riparte a pieno ritmo e per i 250 dipendenti è un altro giorno, fatto di fiducia e di speranza. Sessanta opereranno nella sede commerciale ed amministrativa di Potenza Picena e gli altri in quella della lavorazione di Martinsicuro.
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