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L'EX ANDREA TUBALDI FOTOGRAFA IL MOMENTO DI CRISI DELLA RECANATESE
di F.F.
Recanati 31/10/2008 ore 10:47
E’ un giovane allenatore di 36 anni, ma con solide esperienze alle spalle con la Recanatese (ha guidato la juniores per tre anni e la formazione maggiore), il Bagnolo Calcio e l’Osimo Stazione. Negli ultimi mesi Andrea Tubaldi si è concentrato sul lavoro di promoter finanziario ma potrebbe presto tornare in panchina. E’ stato contattato da alcune società di Promozione e Prima Categoria che dopo un inizio di stagione difficile stanno pensando di cambiare. “Si, qualche telefonata c’è stata, come avviene sempre è l’allenatore a pagare, lo sappiamo bene, è l’operazione più facile e meno costosa- afferma Andrea Tubaldi-
. Gli impegni di lavoro rendono praticabile la soluzione Prima Categoria, per la Promozione occore una organizzazione diversa. Comunque per il momento nel fine settimana vado a seguire qualche partita, soprattutto la Recanatese, la squadra che ho sempre nel cuore”. Una Recanatese in difficoltà, che ha ottenuto un solo punto in quattro partite. “Un periodo difficile, ma non si poteva pensare che questo gruppo potesse continuare a vincere in situzioni che cambiano, con la fatica di tanti campionati di vertice che si fa sentire, con gli under da cambiare ogni anno e con gli infortuni che creano problemi enormi. Prendiamo il caso di Siroti: è il riferimento principale di una difesa che è il punto di forza della Recanatese. Senza di lui si soffre, soprattutto di testa, non è un caso che a Chieti i giallo rossi abbiano incassato un gol balordo, erano in quattro contro uno e hanno permesso al giocatore avversario di segnare. Sono comunque convinto che
Mobili, Carinelli e il direttore sportivo Franco Cingolani sapranno gestire al meglio questa fase complicata. Con loro la Recanatese
riuscirà a risollevarsi”.Tubaldi ha lavorato per anni con i ragazzi e non è convinto di come la Recanatese gestisca il settore giovanile. “C’ è un dato allarmante, che dovrebbe far riflettere i dirigenti. Negli ultimi anni non ci sono giocatori che provengono dal settore giovanile che arrivano in prima squadra. Siamo rimasti a Moretti, Zannini e Patrizi, frutto della vecchia gestione. Ricordo che Jacopo Zannini era questi emarginato, lo abbiamo ripescato insieme a Manlio Preziuso quando allenavo la juniores ed ha dimostrato di valere la serie D. La Recanatese ha scelto di appaltare il settore giovanile a tecnici che vengono da fuori e l’impressione è che oltre all’immagine non ci siamo risultati straordinari. A Porto Recanati hanno operato la scelta opposta, affidandosi a gente del posto e non è un caso se dal Porto Recanati sono arrivati alla Recanatese diversi giovani. Il forestiero va sempre di moda ma alla fine se non fosse stato per Mobili e Carinelli, che da 15 anni sono a Recanati e possono essere considerati a tutti gli effetti recanatesi, forse non saremmo in serie D. Il calcio è molto più semplice e lineare di quanto non facciano intendere certi scienziati, alcuni dei quali poi sono abituati a lavorare contemporaneamente per più società”. Tubaldi lancia un sguardo alla altre maceratesi di serie D. “La Maceratese rischia, è ancora senza vittorie e leggo di gravi problemi societari. In questo girone non si scherza e se ti trovi nelle zone basse della classifica rischi. Il Tolentino alla fine riesce sempre a salvarsi".
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