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GLI ARTIGIANI DI UN TEMPO
di Gabor Bonifazi
12/11/2008 ore 22:26
 
Mentre a Macerata, all’asse corso Matteotti via Garibaldi spetta il primato delle attività commerciali, in via Crescimbeni permangono inosservate le ultime botteghe artigiane di produzione e servizio dentro le mura: l’opificio del marmista Adriano Carpano detto “Pocaciccia”, la legatoria di Luciano Rinaldesi e il laboratorio dell’orefice Giorgio Franceschetti. Luciano Rinaldesi, l’ultimo rilegatore di Macerata, rilevò l’attività da Alfredo Michetti che a sua volta l’aveva rilevata da Costantino Tartuferi, il quale si aggiudicò tanto di medaglia d’oro all’esposizione di Milano del 1925. Insomma un’attività quasi secolare, tramandata senza corsi di formazione professionale ma col duro apprendistato, solo rubando con gli occhi i segreti dei maestri del lavoro. Luciano lavora in quella bottega da ben quarantadue anni e ricorda con un certo piacere quando la via era animata soprattutto da sarti, falegnami e impagliatori. Gli artigiani, quando la vita non era così frenetica, si trovavano a far merenda nella cantina tra il suo negozio e quello del marmista: la cantina di Gironella poi Pizzangrillu poi Natali Ezio. Nel 1957 Ezio Natali aprì la trattoria omonima dall’altro lato della via e al suo posto arrivò prima il parrucchiere Renzo, poi la lavanderia Saturno. Quest’ultimo negozio ha abbassato la saracinesca da anni, la via s’è sempre più spopolata, non ci sono bambini che giocano, panni stesi alle finestre, la pavimentazione è sempre più sconquassata. Non ci rimane che il vociare della gente nei pressi della trattoria, la luce fioca che esce dalla ovattata bottega del rilegatore di libri e tre strani rumori provenienti dal laboratorio del marmista: lo sfrido della sega che taglia la lastra di marmo, la levigatrice che lucida la lapide e il trapano che fa i fori per le lettere e le fioriere. La sigillatura per l’ultima dimora è pronta.
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