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Mercoledì, 27 Novembre 2019 22:28  Asterio Tubaldi  2085 

Recanati: l'impegno ad eliminare l'obbrobrio dell'ascensore verde di Porta Cerasa

Recanati: l'impegno ad eliminare l'obbrobrio dell'ascensore verde di Porta Cerasa

 

Ora sono tutti d’accordo: l’ascensore verde, che fa bella mostra di sé incastonato lungo le mura cittadine, è un obbrobrio! A rimarcare l’impegno a modificare quel suo colore, che è un vero pugno allo stomaco per chi guarda ammirato il famoso paesaggio leopardiano, è stato lo stesso sindaco Bravi l’altra sera in Consiglio Comunale: “ci siamo impegnati a farlo in un consiglio comunale della scorsa legislatura e manterremo la promessa. Stiamo già valutando come intervenire ma non è facile eliminare quel colore e il dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale sta verificando le diverse soluzioni. È solo una questione di tempo e ritornerà ad essere di un colore consono come richiede il luogo dove è stato collocato”.

Era stato lo stesso critico d’arte Vittorio Sgarbi che prima direttamente in faccia al sindaco Fiordomo, in un convegno dove era ospite all’Aula Magna del Comune, e poi addirittura sulle pagine del settimanale “Oggi” a criticarlo aspramente. “Si trattava di fare, a Porta Cerasa, scriveva Sgarbi, un ascensore inglobato fra le vecchie mura. Ma ci si poteva accontentare di non lasciare il segno, come quei provinciali di Perugia? (riferimento alla Rocca Paolina di Perugia definita un esempio capace di insegnare al mondo intero come si possano risolvere al meglio problemi del genere) Non sia mai. E così, la torre dell’ascensore l’hanno fatta in metallo verde patinato, tanto per non dare nell’occhio. «Piangi, che ben hai donde, Italia mia», diceva, profeticamente, il grande recanatese. Andrebbe stampato in bella vista sulla torre verde.”

Alla fine anche lo stesso sindaco Fiordomo, al termine del suo mandato, aveva messo quel progetto fra i rimpianti: “a suo tempo l’ho difeso, aveva ammesso, perché nella squadra ci si difende e si sta insieme, al di là di chi l’ha fatto allora. Certo non critico l’architetto che lo ha realizzato, che ha avuto anche i pareri favorevoli della Sovrintendenza, ma nei progetti io l’avevo sempre inteso come trasparente e invece non lo è”.

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